mercoledì, Giugno 23, 2021
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I sapori dell’Abruzzo nella Città Eterna

Un’occasione per assaporare l’Abruzzo e promuovere il made in Italy. Con questa filosofia il Westin Excelsion di via Veneto ospita  fino al 10 novembre la settimana Enogastronomica dell’Abruzzo in collaborazione con l’ azienda vinicola Marchese Luca Dazio, l’Antico Pastificio Rosetano Verrigni, l’Azienda olearia e derivati Ursini e il Birrificio Almond’22.
Organizzato per presentare ai frequentatori del web e alla stampa tradizionale chef affermati o emergenti e produttori di grande qualità, il festival ‘alimenta’ l’incontro fra blogger, reti sociali e social network con la ricchezza della gastronomia nazionale.
Verrigni in particolare propone la sua rinomata pasta trafilata all’oro e la linea di prodotti tipici commercializzati sotto il suo brand provenienti da aziende partner, dal fagiolo Tondino del Tavo di Loreto Aprutino alla birra artigianale prodotta dalla Almond su ricetta di Gaetano Verrigni.

(fonte Ansa)


Ho partecipato ieri alla serata dedicata ai media e foodblogger, organizata impeccabilmente da Carlo Vischi. 
Purtroppo sono arrivato molto tardi e non ho potuto quindi degustare la meravigliosa pasta Verrigni, in particolare gli spaghetti con polpettine preparati per l’occasione dall’amico e fashionfoodblogger Marco Ricci ( http://mesecondo.blogspot.it/ )

Marco è stato uno splendido “padrone di casa” e mi ha praticamente assunto come suo fotografo 🙂

 Foto di Luca Sessa

Ma ho potuto degustare gli ottimi vini e sopratutto la davvero fantastica birra “Blanche de Valerie” di Almond’22, mi ha davvero colpito…

Per fortuna che la pasta Verrigini la conosco già e ho già avuto modo di mangiarla in diverse occasioni, una pasta trafilata all’oro dal sapore e dalla consistenza eccezionali, che non possono essere spiegati a parole.. dovete assolutamente assaggiarla per capire!


Una serata davvero piacevole insieme a tanti amici blogger romani, nuove conoscenze e persone simpatiche e interessanti!



Per chi non volesse perdersi questi fantastici prodotti, vi metto qui le informazioni su quello che potete trovare, ovviamente al Westin Excelsior di Via Veneto.

– Aperitivo @ h club doney | Dalle 19 alle 21, Euro 10 a persona
– Pranzo con angolo buffet & Cena @ Ristorante Doney
– Brunch della Domenica | Euro 48 a persona, bevande, servizio e IVA inclusi

La Vie En Rose

Sabato 26 Ottobre, a Roma, ho avuto l’onore di poter partecipare a questo meraviglioso evento curato da Matteo Piras di Boulangerie MP, una bellissima bottega dedicata al pane e ai lievitati vicino piazza navona, andate a farci un giro se potete….

L’evento è stato ideato e curato nella comunicazione e organizzazione dalla bravissima Giulia Murdocca .

La Vie En Rose è stato un piacevole viaggio alla scoperta di sapori gourmet e fantastiche proposte culinarie.

La serata si è svolta nel locale Peak Book, gestito sempre da Matteo Piras, in Via Arco Dei Banchi 3A, proprio a pochi metri da Castel Sant’Angelo, in un vicolo bellissimo e suggestivo, e che è in corso di grandi cambiamenti e che presto sarà di sicuro un punto di riferimento per i palati più raffinati di Roma.

Alla serata hanno partecipato diversi chef , ognuno con le proprie proposte…

Arcangelo Dandini, del ristorante L’arcangelo, ha proposto il suo ormai mitico Supplì che, come al solito è andato a ruba.

Andrea Dolciotti, del ristorante Inopia, ha proposoto un fantastico e gustosissimo passatello di castagne con brodo di patate arrosto e stracciatella d’uovo.

Hyejin Kim, ha proposto diversi preparazione dai sapori orientiali, ottimo il manzo saltato!

Matteo Piras invece ci ha deliziato con le sue fantastiche baguette, un pane alle spezie e una fantastica focaccia.

Ottime anche le proposte di pesce dello chef Marco Morello.

La serata si è conclusa con una fantastica torta al cioccolato preparata proprio da Giulia, fantastica, che si scioglieva lettaralmente in bocca, e con la torta di Andrea De Bellis.

Durante la serata inoltre abbiamo potuto assistere a due seminari uno sui Macarons di Adriano Altorio (macaron.it) e l’altro sul mondo delle spezie grazie a Emporio delle Spezie.

Insomma davvero una bella serata organizzata da Giulia, insieme a tanti amici vecchi e nuovi, che è sempre piacevole reincontrare specialmente in un ambiente così particolare fatto di profumi, sapori e proposte per palati sopraffini.

Obikà: ovvero non tutti odiano i foodblogger

E’ ormai noto che i ristoratori e gli chef hanno un rapporto di odio-amore con il mondo dei foodblogger. Alcuni li amano alla follia e fanno di tutto per averli nel proprio ristorante o nella loro cucina, altri invece li odiano e sono pronti a mettere cartelli fuori dai locali con scritto “vietato l’ingresso ai foodblogger” oppure a vietare di far foto ai piatti portati a tavola.

C’è da dire che in alcuni casi, purtoppo, non hanno tutti i torti perchè magari si sono scontrati con il “peggio” della categoria e, erroneamente, hanno generalizzato, però come detto non è sempre così e c’è chi invece i foodblogger li tiene in considerazione, perchè sa che nel bene o nel male possono essere “utili” a capire la qualità di una proposta eno-grastronomica, ad anticipare o guidare tendenze, a giudicare nel complesso la cucina di un ristorante o uno chef se usati in modo “corretto”.

Alcuni giorni fa ho quindi avuto l’onore di partecipare ad una serata organizzata da Obikà – Mozzarella Bar per provare e dare giudizi e sul loro nuovo menù del ristorante di Piazza Campo dei Fiori a Roma.

Obikà, termine di chiara derivazione napoletana che significa “eccolo qua”, è un concept di mozzarella-bar (così come esiste il sushi bar) che fa ovviamente della mozzarella di bufala campana il suo prodotto di punta e di eccelenza, ma che è anche ristorante e vuole puntare sulla qualità della propria proposta presentando in menu eccellenze italiane provenienti da tutta la penisola e quindi non solo dalla campania.

Dieci foodblogger romani selezionati sono stati invitati, in modo privato e senza “pubblicità”, ad una cena/degustazione per non solo assaggiare il nuovo menu ma per esprimere pareri, consigli e anche critiche se necessario.

Chi mi conosce sa che quindi, avuta carta bianca, non mi sono certo risparmiato su critiche costruttive (dove erano necessarie) e sopratutto consigli.

Il locale ha ovviamente un grosso spazio all’aperto su Piazza Campo dei Fiori, all’interno è molto semplice ma ben curato, con le luci ne troppo forti ne troppo soffuse, arredamenti ben studiati, disposti benissimo e sopratutto molto comodi.

All’arrivo abbiamo quindi conosciuto le persone di BIRIA che hanno curato la selezione e l’evento e dopo una piacevole chiacchierata accopagnata da un bicchiere di vino, ci siamo seduti per iniziare il “duro” lavoro.

Alla vista del menù della serata ci è preso un colpo… non finiva più… facevano sul serio quindi, volevano farci assaggiare tutto!

Abbiamo cominciato con una spettacolare selezione di salumi, tutti presidio Slow Food e una Caponata a dir poco fantastica. Sui salumi niente da dire, si tratta di eccellenze italiane, tutti spettacolari (anche se la mortadella cotta di Prato ha lasciato stupefatti tutti), la caponata penso sia stata una delle più buone che io abbia mai mangiato.

Siamo passati quindi a lei, la regina della serata, ovvero la Mozzarella di Bufala Campana, presentata in tre varianti: Paestum, Volturno e Affumicata, una stracciatella di burrata e una delicatissima ricotta di bufala.

Qui vorrei aprire una piccola parentesi: già il fatto di presentare le due varianti Paestum e Volturno denota una cura maniacale ma sopratutto la VERA conoscenza della Mozzarella di Bufala Campana che infatti cambia sapore a seconda della zona di produzione! Perchè non tutta l’erbache mangiano le bufale è uguale, non tutta l’acqua che bevono è uguale! E quindi i sapori cambiano e vi assicuro che sono sapori completamente diversi!

Quando ho assaggiato la Volturno, che non assaggiavo da almeno 10 anni, nel mio cervello è iniziata una festa.. e un viaggio nei ricordi di quando ero bambino e andavo a mare con i miei genitori, passavamo per Castel Volturno per andare a mare a Formia partendo da Napoli e al ritorno ci fermavamo sempre in un caseificio lungo la strada, sull’appia, a prendere la mozzarella.. e mia mamma me ne prendeva sempre un piccolo bocconcino da mangiare in macchina…

Non siamo riusciti a sapere il nome del caseificio che la produce ma poco importa…  era davvero ottima, tenacità perfetta, sapidità perfetta nelle sue varianti. Anche quella affumicata, in maniera naturale, era ottima.

Si è passato quindi ad un Trisi di Pizze:
Pomodoro, bufala e stracciatella di burrata
Pomodoro, stracciatella di burrata e nduja
Bufala affumicata, funghi e tartufo nero.

Le pizze, come tipologia, non sono classificabili come “napoletana” o “romana”. Erano soffici e ben lievitate, fatte con una ottima farina, lavorate in stesura con un mix di semola rimacinata e farina di mais che gli conferiva quindi uno strato esterno ruvido e croccante. Più che pizze io le definirei focacce farcite, ottime come sfizio durante la cena, da dividere magari con gli amici. Gli ingredienti comunque erano davvero ottimi.

Arriva il momento dei primi piatti: Mezzi Paccheri di Gragnano alla Sorrentina e Orecchiette di Gragnano con Broccoli, Acciughe di Cetara, Olive infornate e Pecorino Romano.

I primi sono stati un pò il punto debole della serata. La pasta di ottima qualità (Pastificio Gentile) è stata penalizzata da cotture troppo prolungate. Il Sugo alla “sorrentina” era ottimo come sapore ma realizzato non perfettamente dal punto di vista “tecnico” perchè il pomodoro e la mozzarella non erano sciolti insieme. Le orecchietti di gragnano erano molto delicate, forse troppo, perchè non si riusciva a distinguere nessun sapore particolare se non forse il sapido del pecorino, forse la presenza di tutti ingredienti sapidi richiede un diverso bilanciamento. Insomma, reparto primi migliorabile e non siamo stati avari di consigli e critiche costruttive che, vedevo con piacere, venivano tutte riportarte su carta in modo poi da poter intevenire sul menu e sulla cucina.

Come secondi sono arrivati un petto di pollo con tartufo nero, radicchio, pinoli e aceto balsamico e un pesce spada in guazzetto con pomodoro, olive, capperi, pinoli, uvetta e riso venere.

L’accostamento del sapore forte del tartufo al radicchio condito con balsamico era perfetto perchè il radicchio puliva completamente la bocca dal tartufo, anche se io avrei usato molto meno tartufo. Il pesce spada invece, anche in questo caso, veniva penalizzato da una cottura davvero eccessiva che lo faceva diventare troppo duro e tenace, anche se il sapore dell’insieme era ottimo.

Per finire in bellezza un bel piatto di dolci: un pezzo di torta caprese, accompagnato da tre bicchierini con crema di ricotta, miele e pinoli, Mont Blanc e Crema di cioccolato e nocciole.

Tutti ottimi i bicchierini anche se quello a far furore è stato la Crema di Ricotta con miele e pinoli. La caprese dal sapore ottimo ma dalla consistenza errata troppo compatta, segno che forse è stata usata farina di mandorle invece che mandrole tritate che danno alla caprese la sua caratteristica granulosità che qui mancava del tutto.

Ah, vi avevo detto che avevamo finito? Beh, non proprio! Per concludere caffè con bocconcino DAI-DAI, un fantastico gelato alla menta avvolto da uno strato di cioccolato fondente.

Insomma, un bellissima serata con una bellissima compagnia in un bellissimo posto. Sopratutto ho visto l’attenzione con cui le persone che ci hanno invitato prendevano appunti sulle nostre considerazioni, sui nostri giudizi e sulle nostre eventuali critiche, segno che veramente ci tenevano in considerazione e ci avevano invitato per migliorare.

E questo, concedetemi, non si vede tutti i giorni in un mondo della ristorazione fatto spesso di arroganza. Quindi sono sicuro che Obikà saprà far tesoro dei consigli e migliorare quei pochissimi punti che vanno sicuramente smussati ma intanto io vi consiglio, se siete a Roma, di fargli una visita per gustare delle ottime proposte e godere dell’impeccabile servizio e della fantastica ospitalità.

Obikà Mozzarella Bar
Piazza Campo dei Fiori, 16
00186 – Roma
Tel. 06.68802366
campodeifiori@obika.it

Aperitivo con l’olio extravergine, quando il produttore incontra il consumatore

E’ sempre bello quando si ha la possibilità di conoscere di persona chi produce ottime materie prime, perchè così si può scoprire la passione, la dedizione, il sacrificio e l’amore che quella persona mette nei suoi prodotti e che quindi li rendono ancor più speciali.

Quindi è stata davvero una gioia per me poter partecipare alla serata organizzata da Piero Palanti di Extravoglio (ve ne avevo già parlato qui  dei suoi corsi e serarte di introduzione al mondo dell’olio extravergine di oliva) nella spendida cornice di Incontri in Cucina, insieme ad Alessandra Paolini dell’Agricola Doria, produttrice di diverse varietà di Olio Extravergine di Oliva meravigliose, qui l’elenco

Avevo avuto già modo di degustare e innamorarmi dell’olio dell’Agricola Doria nello specifico della varietà Grossa di Cassano, e questa volta all’assaggio ci sono state persentate anche altre varietà tutte ottime e tutte diverse nei profumi e nei sapori.

Come dicevo è stato bello conoscere Alessandra perchè nel suo modo di fare e di parlare del suo lavoro e del suo olio extravergine si apprezza ancora di più il prodotto finale, che guarda alla qualità e non alla quantità, pensando alla cura perfino del confezionamento con bottiglie in latta in modo che l’olio venga correttamente preservato da aria e luce, studiando perfino le etichette per dare un senso anche ai colori che identificano i “profumi”

Ringrazio quindi Piero per avermi dato la possibilità di conoscere questo olio e Alessandra per la sua passione.

Non sono un assaggiatore di olio esperto ma vi posso dire che la Grossa di Cassano è un olio spettacolare, un fruttato intenso pieno di profumi e sapori, pomodoro, basilico, origano.. anche gli altri olii presentati sono fantastici e in particolare ho apprezzato moltissimo la Carolea con il suo sapore molto delicato, in pratica l’opposto della Grossa.. con questi due olii in cucina già l’utilizzatore medio potrebbe essere “a posto” in termini di abbinamento con le pietanze, ma ora che sto scoprendo che ogni olio è diverso e che ogni piatto chiama un olio diverso in modo da esaltarne profumi e sapori, vorrei averli tutti.. il mio sogno sarebbe avere una dispensa con una trentina di olii diversi 😀

Anche nella serata abbiamo provato ad associare i vari olii a diversi ingredienti come panzanella, fagioli e cipolla, ceci etc in modo da capire che alcuni olii per quanto fossero ottimi andavano a coprire o “modificare” i sapori di alcuni piatti e quindi era necessario usarne una varietà diversa… ad esempio sui fagili e cipolla perfetto l’abbinamento con la Grossa di Cassano che sposava perfettamente il sapore forte della cipolla, ma sui ceci era meglio usare la Carolea molto più delicata.

Insomma è stata una bellissima serata, anche perchè poi si è pouto anquistare l’olio ad un ottimo prezzo, e spero che presto altri produttori di Olio Extravergine di Qualità vogliano replicare per far conoscere e assaggiare i loro prodotti!

A conclusione della serata, quando quasi tutti erano andati via, è scattato poi il momento carbonara 🙂 Il sottoscritto ha preparato la “Carbonara” che gli altri hanno definito “Matematica” visto che ad un certo punto mi sono messo a fare i conti con la calcolatrice per le dosi precise, con la preziosa collaborazione dell’amico Roberto di Un Rafano sul Divano 🙂

Foto di Simone Maviglia:

THIS IS FOOD: ecco cosa vi siete persi!

Il 13 Ottobre a Roma, alle Officine Farneto, si è svolta la prima edizione di THIS IS FOOD.
Di sicuro si preannunciava un successo, ma penso sia andato contro ogni più rosea previsione.

L’evento è stato letteralmente preso d’assalto dai visitatori, romani e non, che hanno addirittura costretto a bloccare le entrate per un paio di ore nel pomeriggio.

Giusto per avere una idea, ecco i numeri ufficiali

– 4.000 ingressi
– 20 kg di Cacio e Pepe
-1500 Rosette
-1500 Polpette
– 2000 Ravioli scottati
– 1000 steccolecco
– 80 kg di Hamburger
– centinaia di Polpi Gobbo (panino del Grandma)
– 500 “supplizi” 
– 12.000 piatti Verdiamo compostabili

Un bellissimo spazio organizzato con degli “stand” a cui hanno partecipato alcune delle realtà più interessanti, giovani e “pop” del panorama enogastronomico romano.

L’idea, vincente, è stata quella di rendere protagoniste le realtà più in fermento, quelle che creano interi progetti, marchi e idee intorno al tema del buon cibo e del buon bere. Non è il luogo quindi per i ristoranti gourmet o le eccellenze, ma per tutti quei piccoli e grandi protagonisti della scena romana che sono riusciti ad inventare qualcosa di diverso, giovane e fantasioso, senza ovviamente dimenticare la qualità.

La lista è lunga e vi rimando qui per vederla completa.

Cibo, vino e birra si potevano acquistare con dei “crediti” da comprare all’ingresso, ognuno dal costo di 1€, simili alle banconote del monopoli 🙂 Ogni piatto/bibita variava da un minimo di 3€ ad un massimo di 7€

Tutto di buon livello, unico appunto che posso fare è sulle patatine fritte di Haburgeseria che sapevano un pò troppo di olio, ma l’hamburger era invece ottimo, saporito e succoso.

Ho assaggiato anche la cacio e pepe di Arcangelo Dandini, davvero ottima, dovendo rinunciare purtroppo al famoso “Supplizio” perchè terminato già a pranzo a causa della grandissima ed inaspettata affluenza.

Durante la serata sono stato anche intervistato da MTV per un nuovo programma che andrà in onda da Novembre, parlando del mondo dei foodblogger 🙂

Insomma l’evento è stato un vero successo e sicuramente ci saranno altre edizioni… certo che bisognerà organizzare almeno una due giorni per evitare assalti come questa volta, ma essendo la prima edizione direi che è andata perfettamente!

Un ringraziamento particolare va come sempre alle splendide donne di Food Confidential, che con la loro professionalità e cordialità, riescono sempre a rendere un pò più speciale ogni evento.

Simposio 2013, il Trionfo del Gusto

Qualche giorno fa ho avuto il piacere di poter partecipare alle due giornate di SIMPOSIO 2013 – TRIONFO DEL GUSTO.

Nota bene: Ho scattato quasi 500 foto che per ovvie ragioni non posso mettere tutte qui. Se siete interessati a vedere l’album completo, lo trovate sulla mia pagina Facebook a questo indirizzo  
https://www.facebook.com/media/set/?set=a.639515442765441.1073741827.241820722534917&type=3
  
(visibile anche per chi non è registrato a facebook)

Simposio è una manifestazione, organizzata da De Ventura & Telotti, che vuole trasmettere il valore e il lavoro di produttori e artigiani che con la loro dedizione e perseveranza hanno creato dei capolavori conosciuti a livello internazionale. Sono state due giornate alla scoperta dei profumi, colori e sapori della nostra terra con banchi di assaggio, degustazioni e presentazioni delle novità con più di 150 aziende partecipanti.

E’ stato bellissimo scoprire ed assaggiare i prodotti dell’intera penisola, espressione di quella creatività, operosità, amore per la terra  e per il cibo, che ci invidia tutto il mondo ma che spesso non sappiamo ben valorizzare.

Una manifestazione sicuramente molto interessante per gli addetti ai lavori (distributori, ristoratori, punti vendita etc) ma che comunque ha visto partecipare anche tante persone comuni che hanno potuto apprezzare e toccare con mano e sopratutto asssaggiare tutti quei prodotti che hanno come prima caratteristica la qualità, prodotti magari (e purtroppo) sconosciuti alle masse e che dovrebbero invece essere valorizzati e diffusi sempre di più in modo che le persone capiscano la differenza tra un prosciutto di qualità ed uno che non ne ha, tra un dolce fatto con ingredienti “buoni” e uno invece fatto con il peggiore dei prodotti industriali, perchè noi siamo il paese delle eccellenze enogastronomiche, ma ancora oggi abbiamo una scarsa cultura generale sul cibo buono: abbiamo più gente che segue le ricette con le buste pronte della Parodi, piuttosto che scegliersi gli ingredienti ed imparare, un minimo, a cucinarsi un piatto buono, sano, e genuino. Abbiamo chi preferisce il gelato industriale pieno di chimica al costo di 2€ piuttosto che spendere magari 1€ in più per un gelato fatto con ingredienti naturali e in modo davvero “artigianale”, o una pizza o un pane fatti con semilavorati prodotti in cina invece che una pizza o un pane fatti con grani italiani macinati a pietra.. solo perchè costano di meno.

La mia speranza è che quindi questi eventi si moltiplichino, in modo particolare proprio per i non addetti ai lavori, per diffondere e aumentare la cultura enogastronomica.

Se posso fare una sola “critica”  è quella sulla disposizione degli espositori. Avrei preferito un percorso organizzato in maniera “tematica”: ad sempio prima i formaggi, poi i salumi, poi il pesce, poi i dolci etc, invece gli espositori erano disposti in maniera “casuale” e poteva succedere che assaggiavi un pezzo di tonno e al tavolo a fianco assaggiavi il formaggio e a quello dopo il panettone 🙂
Magari è un suggerimento per il prossimo anno

I prodotti assaggiati e sopratutto i produttori che ho incontrato e con i quali ho parlato sono tantissimi, ci vorrebbero due giorni per elencarli tutti. Quindi vi metto un pò di foto giusto di quelli che ricordo di più e che più mi hanno complito, sperando di non far torto a nessuno.

Primi fra tutti gli splendidi prosciuti Dok Dall’Ava, tra cui segnalo uno stupendo PATADOK ossia un prosciutto Patanegra prodotto però in Italia con metodo San Daniele. Un vero spettacolo

Lo Scoppolato di Pedona, un formaggio di pecora dal sapore eccezionale.

Il grandissimo Pasquale Marigliano con i suoi panettoni, pastiere e cioccolatini.

Villa Marta con la sua Martarè, una tota di una bontà indescrivibile per chi ama il cioccolato visto che è fatta con quattro tipi di cioccolati diversi

La stupenda Porchetta Argentati

Il Meraviglio Gargantuà di Galloni, un prosciutto di Parma aromatizzato

Gli ottimi panettoni di Alter Gusto, davvero particolare quello all’olio extrravergine, meraviglioso!

Gli stupendi formaggi di Gregorio.. un uomo tanto grosso quanto simpatico 🙂

Gli olii di Sommariva, eccezionali.

THIS IS FOOD: la nuova food culture di Roma

 Cari amici di Roma e dintorni per la prossima Domenica 13 ottobre non prendete impegni!

Alle Officine Farneto infatti si svolgerà la prima edizione di THIS IS FOOD, il progetto dedicato alla nuova food culture metropolitana, che mette in rete alcune delle più interessanti realtà del panorama gastronomico di Roma. Un evento lungo una domenica, dal brunch allo spuntino di mezzanotte, che va ad implementare la mappatura nella nuova scena creativa della città, tracciata ogni anno da This Is Rome.

This is food non si occupa di chef stellati o di grandissima ristorazione, ma è più orientato ai segnali di creatività del territorio, alla cucina “pop” di qualità, alle esperienze nuove ed originali.

Troverte a This is food qunidi realtà grandi ed affermate insieme a piccole startup e nuove proposte, tutti protagonisti del panorama urbano che sanno conciliare il linguaggio dei sapori con quelli del design, della cultura, del marketing.

Ecco alcune delle proposte che potrete trovare:

Pastificio San Lorenzo e Caffè Propaganda, luoghi del cibo che alla grande qualità della proposta gastronomica abbinano la costruzione di uno spazio dal design originale, un concept che si assaggia ed un mood che si respira.

Porto Fluviale, una realtà innovativa sin dalla sua struttura, che, assieme ai piatti, è in grado di servire un calendario fitto di eventi in bilico tra gastronomia e cultura pop.

Grandma, felice commistione tra un suggestivo concetto di bistrot ed una nuova idea di live club, per un luogo che accoglie e scalda.

Hamburgeseria, uno dei templi cittadini dell’hamburger, che racconta del successo contagioso di una semplice proposta gastronomica: l’evoluzione di qualità del re dello street food occidentale.

Zia Rosetta, che sta creando un mondo nuovo e ricco di sapori, a partire dalla più semplice ed umile icona gastronomica della città.

Tram Depot, il chiosco gourmet ideato dallo straordinario staff e dallo chef del Lanificio159.

Mazzo, il progetto appena lanciato dai Fooders, tra i principali protagonisti della nostra food culture.

Bistrot Bio e la sua proposta di prodotti stagionali e a km zero, provenienti dalle piccole aziende del territorio.

Fonderia, una realtà che miscela pasticceria e graphic design, cioccolateria, illustrazione e molto altro.

Steccolecco, nuovo brand in grado di conciliare l’alta qualità e genuinità di un gelato artigianale, con la praticità del gelato a stecco.

L’Ape di Romeo, nato dall’unione di due realtà già note nella Capitale – Roscioli e Glass Hosteria, che troverete per le strade di This Is Food.

Bancovino, technical partner This Is Food per ciò che riguarda la fornitura del vino.

GLUTEN FREE AREA
Farma Store Brocchieri, un vero e proprio shop gluten free che, accanto alle classiche selezioni presenti in negozi specializzati e farmacie propone prodotti freschi e specialità regionali che arrivano quotidianamente da tanti artigiani italiani. Per l’occasione, da un’idea di Food Confidential, gli chef Arcangelo Dandini e Claudio Favale prepareranno piatti e dolci espressamente pensati per chi soffre di celiachia ma non vuole rinunciare a tutti i piaceri del palato.

BAMBINI
A This Is Food anche i bambini potranno approcciare il mondo della cucina divertendosi con i laboratori realizzati da La Casa del Parco e da Ti Cucino Io, che si alterneranno tutto il giorno con i loro minicorsi pensati espressamente per i più piccoli.

MUSICA
Dj set di Emiliando “Stand” Cataldo, Alessandro Casella, Soul Kitchen, Bibi di Mercato Monti e Ziguline Beans Collective.

Tutto questo in una location straordinaria come le Officine Farneto, per un evento che rappresenterà la prima tappa del progetto This Is Rome, il racconto della nuova scena creativa della città, di scena il 23 e 24 ottobre a Palazzo Incontro e il 25 al Museo MAXXI.

This is Food | Officine Farneto | via dei Monti della Farnesina, 77 | Roma | www.officinefarneto.it

Ingresso 5 € – inclusi nel prezzo omaggi e sconti da utilizzare dopo l’evento presso i ristoranti partecipanti

Degustazioni durante l’evento da 3 a 7 euro

This is Food
www.thisisrome.it/thisisfood
www.thisisrome.it
facebook.com/thisisfooditalia

Snob Production
info@snobproduction.it
www.snobproduction.it

Food Confidential
Ufficio Stampa e PR
06-88542344
www.foodoconfidential.it
info@foodconfidential.it

Aperitif à la Francaise

Lo scorso 30 Settembre si è svolta nella prestigiosa cornice del Doney, ovvero il lounge bar dell’Hotel Westin Excelsior di Via Veneto, la serata “Aperitif à la Francaise” nella sua tappa Romana.

Potremmo definire  Aperitif à la Francaise un tour che sta facendo tappa in numerose città italiane, organizzato da Sopexa, per la promozione della cultura enogastronomica Francese e dei suoi prodotti tipici.

Una idea originale di promozione del territorio che non si limita semplicemente ad organizzare un aperitivo con prodotti francesi ma vede protagonisti diretti anche alcuni foodblogger che grazie alla loro visibilità sul web possono sicuramente contribuire ad una maggior diffusione del progetto.

Per la tappa romana è stato il turno dell’amico Luca Sessa del blog Per Un Pugno Di Capperi che ha preparato dei fantastici “Bignè Papillon” con mousse di Roquefort, pere caramellate e noci. La ricetta completa potrete trovarla direttamente qui sul suo blog.

E’ stata una piacevolissima serata, con la degustazione di tantissimi formaggi tipici, dei croissant da urlo, ottime birre e vini sempre tutto di origine francese.

Moltissimi i foodblogger e gli esperti del settore presenti che hanno potuto vivere un piccolo angolo di enogastronomia francese nel centro di Roma.

Foto: (c) Side Wine per gentile concessione

 Aperitif à la Francaise continua il suo tour ancora a Torino il 15 Ottobre e qui sul blog di Luca potrete trovare tutti gli altri dettagli!

De Rerum Pasta: forme, consistenze e incontri inediti


E’ noto a tutti che alcune delle preparazioni o delle ricette che oggi usiamo senza neanche pensare alla loro storia, sono nate per caso e spesso per veri e propri errori. A volte in realtà queste storie si perdono più nella leggenda che nella realtà, ma non è questo il caso di cui voglio parlarvi: qui si tratta di un errore vero e proprio, ben documentato, ma la fantasia e l’estro di un uomo hanno saputo trasformare quell’errore in un successo. Quest’uomo è Daniele Capozzi, creatore e titolare di Zalla, il famoso negozio (a me piace chiamarla più ’boutique’) di specialità emiliane a Roma.

Ho ricevuto l’invito a partecipare ad una serata tutta sulla pasta, quella all’uovo emiliana, organizzata da Fuddenuain e Maple. Ci ha accolto nella splendida cornice del MapleLab il “padrone di casa” Alessandro Nasini, in una splendida e calda serata di fine settembre.

Confesso che conoscevo per fama sia Daniele sia Zalla ma siccome non è proprio dietro casa, non ci ero mai stato. Daniele ha subito confessato che lui non si definisce ne chef, ne cuoco, ma solo un “apriscatole” (la simpatia e il modo di fare degli emiliani e in particolare di bolognesi è fenomale, io li definisco i “napoletani del nord”) ovvero un imprenditore che sceglie le eccellenze della sua terra e le diffonde a Roma. Ma anche solo per scegliere, selezionare, provare e capire ci vuole arte e perizia.

Abbiamo iniziato subito l’aperitivo con delle streghette allo strutto che erano una vera e propria droga, non ne avevi mai abbastanza, delicatissime e per nulla pesanti accompagnati da ottimi vini Offida Pecorino DOCG e Prato Grande Marche Chardonnay IGT, della Tenuta De Angelis.

Poi è arrivata lei, la regina indiscussa, la Lasagna!

Dieci strati di sfoglia (si avete letto bene, dieci!) che si scioglievano letteralmente in bocca. Dico sinceramente che non ho mai mangiato una sfoglia così buona! La sfoglia era leggermente verde per la presenza di una infinitesimale quantità di spinaci nell’impasto perchè, ci ha spiegato Daniele, l’impasto per la sfoglia delle lasagne ha bisogno di tempi e modi di asciugatura diversi da quello ad esempio dei tortelli e quindi le sfogline per distinguerlo lo colorano con gli spinaci. Arte e tradizione allo stato puro.

E’ quindi arrivato il turno di una pasta “inventata” da Alessandro Nasini su ispirazione dei lavori dell’amica Roberta Castiglione, una pasta Crochet: un bucatino di pasta all’uovo tessuto ed intrecciato a formare una sorta di gomitolo pronto a raccogliere tutti i sapori, in questo caso un meraviglioso e profumatissimo sugo di erba cipollina, basilico e peperoncino.

Ormai inebriati dai sapori di quanto assaggiato finora, arriva il momento del Passatello, altra tipicità bolognese. Dopo le bellissime spiegazioni sulla storia ma sopratutto sulla sua lavorazione resa complicata dall’asciugatora che deve essere diversa a seconda di quanto tempo dopo verà cotto (quindi immaginate la complessità di trovare il punto giusto di asciugatura per farlo a bologna e poi doverlo trasportare a Roma), Daniele ce lo ha preparato in modo classico o meglio dire nell’unico modo possibile: in brodo. Non è certo un piatto di fine estate, ma il suo sapore ricco e inconfondibile, con le note di Grana Padano e noce moscata, ti fanno dimenticare stagione e temperatura, un vero capolavoro, cotto alla perfezione per non diventare troppo morbido, lo abbiamo assaggiato anche crudo ed è una vera esplosione di profumi e sapori.

Ed eccoci al protagonista della serata, ovvero il Passatello Sbagliato. Come ci ha spiegato Daniele qui lo sbaglio sta nel formato. Gli ingredienti sono gli stessi del passatello tradizionale ma in questo caso, per un errore, le sfogline si sono ritrovate con un impasto molto più duro, che non poteva passare attraverso la “macchina” che da forma al passatello. Ecco quindi l’idea geniale: non buttare l’impasto ma perfezionarlo e farne degli gnocchetti. Ovviamente anche in questo caso la cottura in brodo è assolutamente un connubio perfetto, ma vuoi per la forma e per la diversa consistenza, il passatello sbagliato si adatta ad essere usato in piatti completamente diversi dal tradizionale: pesce, carne, verdure.

In questo caso è stato preparato da Alessandro in un meraviglioso sugo a base di peperoni e zucchine, ma vi dico subito che assagiandolo subito i miei neuroni si sono messi in moto e secondo me un passatello sbagliato alla “cacio e pepe” sarebbe perfetto e proverò a farlo il prima possibile!

Insomma è stata una bellissima serata all’insegna della pasta fresca all’uovo, della tradizione emiliana ma anche all’insegna della fantasia che tutti, imprenditori, chef e appassionati, dovrebbero usare in cucina. La sfida è lanciata, chi la saprà raccogliere?

Mi raccomando, andate a trovare Daniele nel suo negozio dove potrete trovare tutti questi prodotti che meritano assolutamente di essere provati! Inoltre troverete anche le meravigliose Raviole con Confettura di Visciole che ci hanno riaccompagnato a casa e che sono davvero un vero e proprio “food-porn”.

Trovate ZALLA a Roma, in Via Ignazio Giorgi 47
Telefono 06-64.81.01.15
Info@zalla.it
http://www.zalla.it/
Oppure qui la pagina Facebook

L’Ambretta: il locale “cul” nel cuore della garbatella

Ormai è una certezza: quando nell’organizzazione di un evento c’è di mezzo Food Confidential di Nerina Di Nunzio, il successo è assicurato!

Ieri sera ho quindi potuto partecipare alla serata di presentazione de “L’Ambretta”, dedicata a stampa e foodbloggers.

A differenza delle altre volte oggi vi metto prima di tutto i riferimenti, perchè stasera 26 Settembre dalle 18 ci sarà la serata di inaugurazione aperta al pubblico e vi consiglio di non mancare.
Non potete stasera? Andateci comunque il prima possibile perchè merita davvero, e leggerete sotto il perchè!

L’Ambretta si strova in Piazza Giovanni da Triora 15 – 00154 Roma
Potete prenotare scrivendo a prenotazioni@ambretta.org oppure telefonando al 338.11.37.099
Il locale è aperto tutti i giorni dalle 18.00

L’Ambretta è tutto e il contrario di tutto. Si definisce “enocibolibroteca”, ma non è un ristorante, non è un’enoteca, non è una libreria, non è una gadgetteria, non è una birreria. Più semplicemente è un “posto”.

 

Un posto che nasce al centro della Garbatella, famosissimo quartiere di roma, permeato di storia, tradizioni, semplicità e innovazione.  L’Ambretta si trova proprio in un piccolo spazio ricavato nello stesso edificio del Teatro Ambra, una vecchia chiesa,  e nasce per promuovere e rendere disponibili a tutti le eccellenze alimentari italiane, attraverso un percorso che unisce parole, musica, cibo, vino, immagini e libri.

L’Ambretta va così a completare quella “città della cultura” che è il Teatro Ambra dove si uniscono teatro, musica, cinema, arte, e ora anche enogastronomia e che infatti viene chiamata “Ambra alla Garbatella” proprio perchè in un solo posto è possibile trovare percorsi diversi che regalano esperienze diverse, sempre all’insegna della cultura, perchè anche il cibo è cultura, è arte, è esperienza.

L’Ambretta è un posto “cool” o meglio “cul – culturalculinarycool” davvero molto bello. Il concept, il format, le scelte e le installazioni sono state ideate e creata da Valter Casini per Morris, Casini & Partners, che devo dire ha fatto davvero un capolavoro: lo stile è davvero delizioso, pareti bianche e nere accolgono il visitatore trasportandolo in un tempo sospeso tra la modernità e gli anni cinquanta grazie alle numerose installazioni, contaminazioni e richiami ispirate proprio alla famosa lambretta.

Stupende le saliere a forma di lambretta, le “candele” a tavola che sono vere e proprie candele di motore, le fiorere che sono taninchette di benzina.. I tavoli sono con sfondi di foto d’epoca e il locale è pieno di lambrette di tutte le forme e dimensioni, per non parlare di tutta quella cartellonistica, quadri, insegne, menu.. tutto ispirato allo stile lambretta, perfino i bigliettini da visita hanno forma, dimensione e stile del tachimentro della lambretta.

Perfino i testi sui menu sono concepiti in uno stile tutto particolare, a tavola trovate anche un “manuale d’uso”, insomma… entrare da L’Ambretta vi farà divertire sul serio!

 

L’Ambretta dispone di circa 100 coperti, e si compone di spazi particolari come un piccolissimo privè per due persone, una sala più riservata nell’abside della vecchia chiesa in cui sorge la struttura e una sala più grande dove oltre a poter gustare tutto quello che c’è nei menu, si possonno leggere ed acquistare libri “a km zero”.

C’è infine una sala, chiamata Ambracadabra, dove è possibile bere un buon vino mentre si assiste ad una proiezione di uno dei video scelti dal direttore artistico del Teatro Ambra, e dove campeggiano le gigantografie di grandi uomini e donne, da Ghandi a Steve Jobs.

I menù sono sconfinati ed è maniacale la cura e la scelta di prodotti di eccellenza che è stata fatta… si passa da un menu dedicato al “bere” che comprende decine e decine di tipi di the, infusi di erbe, spremute e centrifughe di frutta per terminare con le acque.. eh si perchè in un posto così mica puoi bere l’acqua “normale”? Due scelte.. l’acqua Filette e l’Acqua Garbata, ossia l’acqua della Garbatella, con tanto di spiegazione su come nasce e sulle sue caratteristiche.

Il menù relativo al “mangiare” è piacevolmente infinito,  38 pagine in cui si passa dal pane di Roscioli, uno dei pani più buoni di tutta roma, alla pinsa romana, e si prosegue con qualche primo ma sopratutto con una infinita selezione di formaggi, salumi e carni da far impallidire anche i più grandi conoscitori delle eccellenze enogastronomiche italiane: cinta senese, salame di varzi, culatello, anatra, capriolo, cinghiale, chianina in varie proposte, ragusano, pecorino di fossa, pecorino ennese,  giusto per citarne alcune! Ogni pietanza è minuziosamente descritta con storia, origini, tradizioni.
Si finisce poi con una ottima selezione di dolci, gelati e frutta.

Il menù relativo a vini e birre si compone di una selezione che va dall’estremo nord all’estremo sud della penisola e di sicurò non lascerà scontento nessun amante del vino o della birra artigianale.

La cosa divertente de L’Ambretta è che si può scegliere il modo in cui mangiare: degustazione, mangiare qui e potare via, da scegliere a seconda di quanta fame si ha, quanto tempo si ha e quante cose si vogliono provare. Scegliere una sola pietanza dal menù oppure affidarvi alle “composizioni” studiate dal Food Art Director che comprendono numerose scelte dal menu alla carta e che vi guidano in una esperienza quasi mistica, una esperienza che vale assolutamente la pena di viviere!

(in foto alcuni bloggers intervenuti alla serata:

Quindi se siete a Roma, non aspettate, andateci il prima possibile!

(in foto l’amico Marco Ricci, del blog Secondo Me )

Vi riporto anche il comunicato stampa ufficiale

Metteremo in moto il 26 settembre, nel cuore della Garbatella, l’enocibolibroteca L’Ambretta, in Piazza Giovanni da Triora, 15. L’Ambretta nasce per promuovere e rendere disponibili a tutti le Eccellenze Alimentari Italiane, attraverso un percorso esperienziale che unisce parole, musica, cibo, vino, immagini, libri.   
Roma, giovedì 26 Settembre 2013 – Ore 18.00

Nata all’interno de l’Ambra alla Garbatella, struttura che unisce il teatro, la musica, il cinema, l’esposizione d’arte, L’Ambretta esplora il panorama gastronomico nazionale, dei migliori produttori e delle specialità gastronomiche di nicchia. La possibilità di vivere esperienze diverse coniugate con una selezione ricercata, rende L’Ambretta un punto di ritrovo per consumatori attenti ed esigenti che potranno scegliere se farsi stuzzicare dagli assaggi, gustare una porzione o portare a casa.
Ed è proprio a questi consumatori che L’Ambretta si è rivolta scegliendo i suoi Ambrassador, amanti dell’eccellenza enogastronomica e dei percorsi di senso, veri e propri ambasciatori che hanno raccolto la sfida di raccontare gli spazi de L’Ambretta, graditi ospiti tutte le volte che vorranno, i primi a diffondere il valore di vivere un’esperienza attiva in un posto che vuole diffondere il Senso dello Stato del Gusto.
Con i suoi 100 coperti e i suoi spazi da scoprire e da vivere come l’Ambrivé per un aperitivo tra amici, l’Ambracadabra dove tutto è possibile – dalle feste alle sfilate – e il piccolo e accogliente T42, L’Ambretta completa il progetto della cittadella delle culture che Ambra alla Garbatella vuole essere, un luogo in cui sostare, ristorarsi, assaggiare, degustare, sorseggiare, leggere, creare, vivere la multiformità degli spazi, condividere le esperienze e l’amore per Roma e la Garbatella.
Il locale sarà aperto tutti i giorni dalle 18.00, prenotazioni@ambretta.org +39 3381137099.

Ufficio Pubbliche Relazioni
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R.S.V.P. press@foodconfidential.it – + 39 3351332711

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