mercoledì, Giugno 23, 2021
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Danubio a lievitazione naturale (o con lievito di birra)



Il Danubio… non so perchè si chiami così questa torta “a palline”, farcite dolci o salate. Ma so solo che è un perfetto “confort-food”… una di quelle cose che se sei un pò giu di morale e ne mangi un pezzettino, ti ritorna la carica!


In vita mia ne ho fatti tanti, con tante ricette prese in rete, ma non avevo mai il risultato sperato ossia l’impasto morbidissimo, quasi un pan brioche, profumato, fragrante, leggermente dolciastro…che si scioglie in bocca facendo assaporare il ripieno.

Allora mi sono detto: “fai qualche prova! mixa un po di farine.. prova il bilanciamento di grassi e zuccheri.. e vedi cosa esce fuori!”

E allora, dopo qualche prova .. ecco a voi la ricetta del mio impasto 😀

Io ho usato il lievito naturale, ma nulla vi vieta di farlo con il lievito di birra, ho incluso anche queste dosi.

Ovviamente con la farcitura potete sbizzarirvi.. Io ho usato mortadella e provolone dolce ma si può usare ad esempio salame, prosciutto, stracchino e salsiccia, spinaci e formaggio cremoso, ma dato il gusto quasi neutro, si presta bene anche a ripieni dolci.  Insomma, nessun limite alla vostra fantasia!

E poi la cosa bella (e comoda) del danubio è che si presenta già “porzionato”: ottimo quindi per una festa.. ne preparate qualcuno e ognuno potrà staccare la sua pallina 🙂

Difficolta: media   Preparazione: Impasto 15 minuti – Lievitazione 6-10h – Cottura 15 minuti

INGREDIENTI
(per una tortiera di circa 22cm)
150g di farina forte (manitoba)
50g di farina di grano duro *
300g di farina 00 debole (farina per tutti gli usi)
100g di lievito naturale *  (oppure 6g di lievito di birra fresco)
200g di acqua * (se usate lievito madre solido o lievito di birra: 250g)
25g di strutto * (o burro)
25g di olio
30g di zucchero
10g di malto (o miele)
12g di sale
2 uova per lucidare


* Per farina di grano duro intendo quella a grana finissima, non la rimacinata. Se non avete la farina di grano duro nessun problema, usate la 00 normale. In questo caso la farina di grano duro serve a dare più sapore all’impasto.
* Io uso il lievito naturale in coltura liquida, se avete quello solido oppure usate il lievito di birra, usate 250g di acqua)
* In mancanza di strutto, potete usare il burro anche se non è la stessa cosa…la fragranza che dona lo strutto è inparagonabile 🙂


PROCEDIMENTO
Se usate il lievito naturale ovviamente va rinfrescato e usato solo quando pronto.


Sciogliete il lievito e il malto nell’acqua e mischiate molto bene.
In una ciotola versate le farine, dopo averle setacciate per ossignerale, e lo zucchero. Versate tutta l’acqua con il lievito sciolto e cominciate ad impastare. Quando tutto l’acqua sarà assorbita, aggiungete l’olio, lo strutto e il sale, e riprendente ad impastare per almeno 10 minuti,fino a quando tutti i grassi non saranno assorbiti e l’impasto si presenterà belo liscio.

La consistenza dell’impasto sarà bella dura. Se usate l’impastatrice noterete che si staccherà dalla ciotola già dopo pochi minuti, ma voi continuate comunque ad impastare per circa 5-10 minuti, l’impasto deve essere liscissimo. 

Formate una palla con l’impasto, mettetelo su una spianatoia infarinata e copritelo con una ciotola “a campana”. Trascorsa 1h daremo un primo giro di pieghe (ecco il video su come si fanno) e dopo ancora 1h ancora un giro di pieghe. 

A questo punto mettete a lievitare in una ciotola coperta con la pellicola fino al raddoppio. Ci vorranno dalle 4 alle 8 ore o più a seconda del tipo di lievito utilizzato, dalla forza, dalla temperatura ambiente. 

Quando l’impasto sarà ben lievitato, schiacciamolo di nuovo con le mani per far uscire tutti i gas e inziamo a tagliare tanti piccoli pezzettini da 60g, cercando di farli precisi. Non è un problema se un pezzo di impasto vi viene 50g e voi ne aggiungete un altro pezzettino di 10g, tanto dopo non si vedrà.

Schiacciamo ogni pezzettino di impasto, senza però esagerare (non deve essere sottile!) e poniamo al centro il nostro ripieno. 
Richiudiamo l’impasto come a formare una mezzaluna, ripieghiamo gli angoli su se stessi e chiudiamo a formare una pallina e arrotondiamola leggermente.. forse vi aiuteranno le foto qui sotto.



Disponiamo le palline in una tortiera, preferibilmente apribile, che avremo prima spennellato con un po di burro fuso al microonde (non usate il classico pezzo di burro strofinato sulla tortiera.. troppo burro invece che facilitare il distacco diventa una colla..) e poi infarinata (oppure usate la carta forno)

Le palline vanno disposte cominciando dall’esterno, avendo cura di posizionarle molto vicine, così durante la lievitazione saranno naturalmente costrette a lievitare verso l’alto 🙂

Quando avremo completato di riempire la tortiera, copriamo con pellicola e mettiamo ancora a lievitare per 2-3h circa.



Preriscaldiamo il forno a 230° e, prima di infornare, spennelliamo il danubio con abbondante uovo sbattuto (sia tuorlo che albume)

Cuociamo per circa 15 minuti, facendo attenzione a posizionarlo nella parte bassa del forno per evitare che la crosta colorisca troppo.. se dovesse succedere, copritelo con un foglio di alluminio.

Una volta sfornato, facciamo raffreddare per 15 minuti e poi togliamolo dalla tortiera.

Sarebbe meglio servirlo freddo o leggermente tiepido ma.. riuscirete a resistere? 🙂

Con questa ricetta partecipo al contest “Ricette sotto l’ombrellone” dei blog  Peccato di Gola & Le nostre ricette di casa

La Pasta e Fagioli, a modo mio



Sembra che l’estate proprio non voglia arrivare: pioggia, grandine e addirittura neve… io sto dormendo ancora con il piumone!

Così qualche sera fa sembrava che fosse Novembre e non quasi Giugno. E mi è presa una stana voglia, la voglia di un piatto invernale, che mi cucino proprio nelle sere fredde e piovose: la pasta e fagioli.

La pasta e fagioli è uno di quei piatti classici dove non esiste ricetta, ognuno la fa a modo suo: chi ci mette la cipolla, chi la fa tipo zuppa, chi usa il formaggio.

Io la faccio così come la faceva mia nonna, e quando la mangio viaggio nei ricordi di quando ero bambino e nelle scure sere invernali mi sedevo a tavola e la assaporavo fino all’ultimo cucchiaio…

Quindi vi presento la mia versione che riscuote sempre enorme successo tra gli amici 🙂


Difficoltà: Media  –  Preparazione: 30 minuti


INGREDIENTI
(per 4 persone)
250g di fagioli borlotti in scatola (oppure secchi già ammorbiditi per 8-10 ore in acqua e poi lessati a parte)
250g di pasta mista
50g di pancetta
1 rametto di rosmarino fresco
100g di salsa di pomodoro
500g di brodo vegetale leggero
olio extravergine di oliva
sale e pepe
6 fette di pane casereccio
1 spicchio di aglio
1 scalogno
1 carato
1 gambo di sedano

PREPARAZIONE
Tritiamo molto finemente lo scalogno, la carota e il gambo di sedano. Versiamoli in una pentola con un filo d’olio extra vergine e facciamo soffriggere per qualche minuto.

Nel frattempo tritiamo finemente la pancetta e gli aghi di rosmarino fresco. Aggiungiamoli al soffritto e facciamo cuocere 1 minuto.


Aggiungiamo quindi la salsa di pomodoro, il pepe, mescoliamo e facciamo cuocere 5 minuti a fiamma media.

Aggiungiamo ora i fagioli ben scolati, mescoliamo bene, abbassiamo la fiamma, copriamo la pentola e facciamo cuocere per 5-6 minuti.

Aggiungiamo ora qualche mestolo di brodo bollente e portiamo a bollore, sempre coprendo la pentola.

Quando bolle saliamo e versiamo la pasta, abbassiamo il fuoco al minimo e portiamo a cottura aggiungendo brodo se necessario giusto a coprire la pasta. 



La cottura deve essere molto al dente perchè, a questo punto, spegniamo il fuoco diamo una mescolata e lasciamo riposare 5 minuti sempre con il coperchio.

Nel frattempo prepariamo i crostini: tagliamo le fettine di pane e disponiamole in una padella con un filo d’olio. Facciamo dorare il pane a fiamma alta da entrambi i lati. Con le fette di pane ancora calde strofiniamo un pò d’aglio su ogni fetta di pane.

Prendiamo due fette e tagliamole a dadini.



Disponiamo i dadini su ogni piatto e versiamoci sopra la pasta e fagioli ormai densa e cremosa. 

Condiamo con un filo di olio extravergine a crudo, una macinata di pepe fresco e due crostini di pane.

E buon appetito, sperando che l’estate arrivi presto! 🙂

Tonno marinato al balsamico con cruditè di finocchi e zucchine ai profumi di arancia



Chi mi conosce sa che non amo il pesce, pur essendo napoletano. E quindi è molto raro che io cucini o mangi pesce, però ogni tanto lo “sforzo” bisogna farlo sia per affinare e migliorare il proprio palato sia perchè fa bene 🙂

Siccome qualche giorno fa ho deciso di partecipare al contest “Cre-azioni in cucina” di Maggio del blog “L’ennesimo blog di cucina” che consisteva nel proporre una ricetta che prevedesse una marinatura, mi sono detto proviamo con il pesce!

L’unica parte “complicata” di questa ricetta è il fatto di doverla programmare almeno mezza giornata prima, per dare il tempo al tonno di marinare. Io ho fatto addirittura 24 ore di marinatura.

Ho passato mezza giornata a pensare a che pesce usare, cosa usare per la marinatura, con cosa abbinarlo e come prepararlo. Scartata qualche idea iniziale ho concepito la ricetta finale: volevo nel piatto il morbido ed il croccante, l’amaro e il dolce e sopratutto tanto profumo.

Quando l’ho mangiato ho rimpianto di non averlo fatto prima! Buonissimo! I sapori e le consistenze si sposavano alla perfezione, e il profumo delicato dell’arancia completava il tutto. Ho deciso quindi che lo rifarò spesso 🙂


Difficoltà: media  –   Preparazione: 10 minuti + marinatura


INGREDIENTI
(per 4 persone)
400g di filetto di tonno fresco
2 finocchi
2 zucchine
1 arancia biologica non trattata
Aceto Balsamico di Modena di ottima qualità
Olio extravergine di oliva
Tabasco
1/2 bicchiere di vino bianco secco (io ho usato un Greco di Tufo Mastroberardino)
Pepe
Sale

PREPARAZIONE
Iniziamo con la marinatura del tonno: 
Eliminiamo, se ce l’ha, la pelle al tonno. Massaggiamolo quindi con pochissimo sale e pepe macinato fresco e lasciamo riposare per qualche minuto.
Nel frattempo, in una teglia, preferibilmente di vetro, versiamo abbondante olio extravergine, 4 cucchiai di aceto balsamico, qualche goccia di tabasco, 4 cucchiai di vino bianco. 
Mescoliamo bene (se abbiamo un minipimer è ancora meglio) e adagiamo il filetto di tonno, girandolo bene le liquido e irrorandolo molto bene. 
Copriamo la teglia con della pellicola e mettiamo in frigorifero. Dopo 4-6 ore giriamo il filetto dall’altra parte e lasciamo di nuovo in frigo.

Quando dobbiamo cucinare il nostro tonno, iniziamo a preparare la cruditè.
Preprariamo una scodella con acqua fredda e qualche goccia di succo di limone. 
Sciacquiamo molto bene le zucchine, eliminiamo la parte superiore ed inferiore, e tagliamole a fettine sottilissime di 3-4mm. Tagliamo poi ogni fettina in tante listarelle e versiamole nella ciotola con acqua e limone, per evitare che anneriscano e ammorbidiscano troppo.



Puliamo i finocchi dalle foglie più esterne ed eliminiamo la parte inferiore. Tagliamo quindi il finocchio a fettine molto sottili e poi ogni fettina in tante listarelle. Versiamo anche queste nella ciotola con acqua e limone.

Mettiamo ora a scaldare una padella antiaderente su fuoco molto alto. Sporchiamola con un velo d’olio con l’aiuto di un fazzoletto di carta o di un pennello e quando sarà rovente adagiamo il filetto di tonno ben scolato. La cottura dovrà essere molto veloce: il tonno dovrà restare rosa al centro, quindi non più di un paio di minuti per lato. 

Quando cotto, adagiamolo su un tagliere in plastica ed affettiamolo in fette sottili

Disponiamo nel piatto un letto di finocchi e zucchine che avremo ben scolato, bagniamole con un filo di aceto balsamico, disponiamoci sopra due fettine di tonno e terminiamo grattuggiando la buccia di una arancia e irrorando con un filo di olio extra vergine a crudo.

Vedrete che bontà…! 🙂



Con questa ricetta partecipo al contest di L’Ennesimo Blog di Cucina, CRE-AZIONI IN CUCINA, di maggio





Bocconcini di manzo con salsa al cacao e fragole e pomodorini pachino




Devo ammetterlo, è vero: il titolo di questo piatto può lasciare perplessi, in particolar modo l’accostamento carne, cacao, fragole. Ma dopo averli assaggiati beh, penso che li riproporrò spesso a qualche cena come piatto d’effetto sia visivo che gustativo… 

In realtà questa ricetta non è mia o meglio è mia solo per un ingrediente e per la presentazione: infatti questa ricetta deriva da quella del blog “La cucina di Mamma Loredana” che questo mese ha ospitato il contest “THE RECIPE-TIONIST”
Era da tempo che volevo parteciparvi ma non trovavo mai l’occasione giusta, e quale miglior occasione del mio “ritorno”? 🙂

Voglio spiegarvi in cosa consiste: a differenza di altri contest qui non ci sono premi.. il vincitore si aggiudica semplicemente di ospitare il contest il mese successivo sul proprio blog, la sfida è semplice: tutti i blogger devono prendere una ricetta qualsiasi dal blog del vincitore e rifarla identica con la facoltà di sostituire, aggiungere o eliminare un solo ingrediente.

Ovviamente libera fantasia all’impiattamento, alle foto e alla presentazione.

Il bello di questo contest è quindi che non si vince niente, non c’è competizione “sfrenata”, che io non amo, e che permette veramente di conoscersi tra foodbloggers perchè si apre la propria “casa” agli altri.

Alla fine del mese, il blogger che ha “donato” le ricette sceglie il vincitore che quindi il mese successive sarà il prossimo blog dal quale copiare le ricette.

Non è bello? 🙂

E così, spulciando nel blog “La cucina di Mamma Loredana”  , vincitrice del contest di Aprile, ho scelto la sua ricetta di “Bocconcini di manzo con salsa al cacao e pistacchi e pomodorini pachino”

Per un pò di tempo ho pensato a cosa modificare, poi pensando al cacao mi sono venute subito in mente le fragole, classico accostamento. Bisognava capire se nel complesso il gusto ci poteva stare bene.

Certo per andare sul sicuro avrei potuto mantenere la frutta secca utilizzando, ad esempio, le mandorle, ma troppo semplice e scontato.

Per mantenere il senso di croccantezza ho avuto cura di usare solo fragole molto dure e di fare solo un velocissimo passaggio in padella, giusto pochi secondi in modo da preservarne la consistenza.

A livello sensoriale il sapore leggermente agrodolce della carne si sposa perfettamente con quello fresco e acidulo delle fragole. Il tutto viene “pulito” in bocca dal gusto leggermente acido del pomodoro pachino fresco.

Veniamo quindi alla ricetta:

Difficoltà: media  – Preparazione: 15 minuti – Cottura: 2h circa

INGREDIENTI 

(per 4 persone)
500 gr polpa di vitello o bocconcini
50 gr farina
50 gr cacao amaro in polvere
1 dl di vino rosso ( Montepulciano d’Abruzzo)
30 gr burro + 20 gr
8 pomodorini pachino
5 fragole di media grandezza + 2 per guarnire
sedano
cipolla
carota
1 dl di olio
brodo vegetale





PROCEDIMENTO

Mischiamo insieme farina e cacao e usiamoli per “impanare” i bocconcini di vitelloIn una padella facciamo scaldare olio e burro e, quando caldi, versiamoci i bocconcini infarinati.

Facciamo rosolare a fiamma viva girandoli spesso per sigillarli. In questo modo preserveremo poi tutti i succhi della carne in modo che a fine cottura sarà tenerissima.



Nel frattempo prepariamo un soffritto con olio, sedano, carota e cipolla tritati facendo cuocere a fuoco dolce per 5 minuti. Aggiungiamo quindi i bocconcini di vitello ben sigillati, sfumiamo con il vino rosso, saliamo.

Facciamo evaporare il vino e continuiamo la cottura con un coperchio, a fiamma molto dolce, per circa 1h e 30 minuti. Se necessario bagnamo ogni tanto la carne con del brodo vegetale.

Quando la carne sarà cotta, versiamo nella pentola anche le fragole a dadini che avremo passato prima qualche secondo in una pentola con un velo di burro caldo e pomoodorini a dadini e prepariamoci ad impiattare



DECORAZIONE

Per la decorazione del piatto ho usato il fondo di cottura messo in un pentolino e addensato con qualche cucchiaino di farina. 

Negli angoli del piatto ho dato una spolverata di cacao e ho adagiato un pomodorino ed una fragola.

Terminiamo la decorazione con qualche dadino di fragole e pomodorini pachino e serviamo subito


.

Come detto, con questa ricetta partecipo al contest “THE RECIPE-TIONIST” di Maggio

Pane Rustico a lievitazione naturale: facile, veloce, gustoso e profumato!


Premessa: per chi non ha il lievito naturale, alla fine della ricetta vi indicherò anche il procedimento per farlo con il lievito di birra ma… fatevi il lievito naturale in coltura liquida: è semplice!!! (nella ricetta ho inserito anche le dosi per quello naturale di tipo “solido”)

Ero indeciso se chiamare questo pane il “Pane Cafone”. Cosa è il Pane Cafone? In realtà nessuno lo sa, o meglio ognuno ha una sua versione diversa. 

Per me il Pane Cafone è quel pane fatto con farine semplici, bianche (mai integrali), rigorosamente a lievitazione lenta, cotto nel forno a legna, con crosta croccante e mollica leggermente umida e dall’alveolatura abbastanza piccola e regolare.
Me ne ricordo bene perchè a volte mia nonna mi mandava a prenderlo in un forno in campagna e arrivava a casa sempre un pò mangiucchiato 🙂 E ancora oggi quando sforno il mio pane ogni settimana, lo taglio ancora tiepido e sento tutto il suo profumo, la mente fa un improvviso viaggio nel passato e mi vedo li per strada con quella pagnotta sotto al braccio…

Questa mia ricetta quindi non si può propriamente definire “Pane Cafone” per diversi motivi: uso un pò di farina integrale per dare profumo, una farina di forza per dare struttura alla mollica, uno spolvero di farina di mais e semola per dare colore e profumo “tostato” alla crosta. 

Io lo faccio sempre e solo con il Lievito Naturale Liquido (cliccate per la ricetta) che, se non avete, vi consiglio vivamente di fare perchè è di semplice gestione e garantirà al vostro pane un profumo che non è possibile descrivere.

L’uso del lievito naturale, oltre a donare più gusto, profumo e sapore al pane, vi consente di mantenerlo, chiuso in un sacchetto di carta, anche per 1 settimana! Così fate il pane il sabato o la domenica e lo consumate per tutta la settimana…

La ricetta è molto semplice anche se sembra lunga e complessa, ma richiede attenzione sopratutto nei tempi. 



INGREDIENTI (per una pagnotta da circa 1kg)
400g di farina 0 per pane o pizza (ottima la Tre Mulini per pizza di Eurospin, io uso Mulino Marino)
180g di farina 0 o 00 di tipo Manitoba (W360) * (non è indispensabile, se non l’avete usate la stessa quantità sempre di farina 0 per pane)
20g di farina integrale di grano tenero (io Macina Mulino Marino) *
380g di Acqua fredda (frigorifero)
150g di Lievito Naturale Liquido
18g di Sale
10g di malto diastatico in polvere *
Per spolverare: un mix di semola rimacinata e farina per polenta in parti uguali.

* Se non avete la farina integrale, usate una farina di tipo 1 o 2 ad esempio Buratto del Mulino Marino
* Se non avete il malto diastatico, potete usare il miele o il malto in sciroppo
* Per chi utilizza il lievito naturale “Solido” può usarne la stessa quantità, aggiungendo però circa 60-70g di acqua in più
Per chi non avesse il lievito naturale, può utilizzare il lievito di birra preparando un poolish: Preleviamo 300g della farina totale e li impastiamo con tutti i 380g di acqua e 3g di lievito di birra. Impastiamo con un cucchiaio fino a quando non si creerà un impasto che somiglierà ad una crema. Copriamo con la pellicola e lasciamo riposare per 8-10h fino a quando in superfice non vedremo comparire delle bolle e noteremo un leggero cedimento al centro. A quel punto aggiungiamo il resto della farina, ancora 2g di lievito di birra e gli altri ingredienti e procediamo come da ricetta iniziando dalla parte scritta dopo la prossima fotografia.


Procedimento:
Per prima cosa setacciamo tutte le farine (non saltate questo passaggio, è importante per ossigenarle) e mettiamole in una capiente ciotola. Uniamo tutta l’acqua in una sola volta e mischiamo velocemente con un cucchiaio per 1 minuto, giusto il tempo di far assorbire tutta l’acqua e creare una specie di impasto “grumoso”. Non preoccupatevi se sembra solo un “blob” di farina. Lasciamo riposare per 40 minuti a temperatura ambiente.
Ecco come si deve presentare:



A questo punto nella ciotola della planetaria con il gancio versiamo il Lievito Naturale Liquido che ovviamente avremo rinfrescato e sarà al punto giusto (vedere il post sul LNL cliccando qui ) ossia avrà leggermente ceduto al centro e avrà cominciato a produrre una fitta schiumina in superficie. Aggiungiamo quindi il malto o il miele e l’impasto che avevamo fatto riposare e iniziamo ad impastare per circa 5 minuti. Spegniamo e ribaltiamo l’impasto nella ciotola. Riprendiamo ad impastare a velocità sostenuta per altri 10 minuti circa, fino a quando l’impasto non si staccherà completamente dalle pareti della ciotola. A quel punto aggiungiamo il sale a pioggia e continuiamo ad impastare per un paio di minuti per farlo assorbire.

Potete fare l’impasto anche a mano, il procedimento non cambia, l’importante è non spaventarsi per l’impasto molto appiccicoso, lavorandolo in una ciotola, piegandolo su se stesso fino a quando non lo vedremo liscio e raffinato

Spolveriamo di farina la spianatoia e adagiamoci l’impasto, coprendolo poi con una ciotola o con lo stesso cestello della planetaria.

Lasciamo riposare 1h (a 24°) 

Dopo il riposo, aiutandoci con un tarocco o con le mani infarinate, sgonfiamo un po l’impasto e diamo due giri di pieghe a 3 

Per chi non sapesse cosa sono le pieghe, vi metto qui un video fatto molto velocemente



Copriamo nuovamente con una ciotola e facciamo nuovamente riposare per 1h

Ripetiamo a questo punto il doppio giro di pieghe e al termine della seconda piega iniziamo ad arrotolare l’impasto formando una palla bel stretta. Prima di formare la pagnotta però stacchiamo un piccolo pezzo di impasto, grosso quanto una noce, e teniamolo da parte.

Mettiamo la pagnotta così ottenuta in una ciotola rivestita da un canovaccio precedentemente spolverato con semola rimacinata e farina per polenta in parti uguali. E’ importante che la “chiusura” dell’impasto venga a trovarsi in alto. Copriamo con un altro telo e lasciamo a lievitare sempre a temperatura ambiente (24°)

Anche in questo caso ho realizzato un breve video per aiutarvi



Prendiamo il pezzettino di impasto che avevamo staccato e inseriamolo in un bicchiere colmo di acqua.

Quando la pallina di impasto salirà a galla (ci vorranno dalle 4 alle 8 ore a 24°a seconda della forza del lievito), significa che il pane è pronto per andare in forno 🙂

Per la cottura potete scegliere due metodi: la cottura normale su una teglia oppure la cottura in pentola. 
Ve li descrivo entrambi.
Il vantaggio della cottura in pentola è un pane che sviluppa di più in altezza e quindi viene un pò più leggero e con più alveoli. Come pentola ve ne serve una in ghisa o cotto o, meglio ancora, in alluminio rivestito con antiaderente. L’importante è che sia pentola che coperchio non abbiano parti in plastica che si scioglierebbero nel forno.
In realtà per come abbiamo “formato” la pagnotta ossia con la tecnica della pirlatura, la cottura migliore è quella in pentola perchè cuocendo sulla teglia il pane tenderà a venire un pò più basso, ma è solo una questione “estetica”
Cottura in teglia:
Accendiamo il forno a 250° 
Mettiamo sul fondo del forno un pentolino pieno di acqua.
Quando il forno è arrivato a temperatura e l’acqua starà bollendo, rovesciamo il cestino con l’impasto sulla teglia con un movimento deciso, eliminiamo la farina in eccesso massaggiando delicatamente per non sgonfiarlo e pratichiamo dei tagli (va bene anche una croce) con una lametta o con un coltellino molto affilato. 
Inforniamo nella parte bassa del forno e lasciamo cuocere.
Dopo 15 minuti abbassiamo la temperatura a 200° e togliamo il pentolino dell’acqua.
Dopo altri 15 minuti abbassiamo la temperatura a 180°
Dopo altri 15 minuti mettiamo il forno “a fessura” (semplicemente inseriamo un cucchiaio di legno nella porta del forno in modo da far uscire l’umidità) e terminiamo la cottura per altri 15 minuti circa. Il pane è cotto quando, battendolo sul fondo, produce un suono “vuoto”.
Facciamo quindi raffreddare il pane mettendolo in verticale, ad esempio appoggiato alla parete della cucina.


Cottura in pentola:
Accendiamo il forno a 250° e inseriamo la pentola con il coperchio.
Quando il forno sarà arrivato alla massima temperatura, attendiamo ancora 30 minuti per dare tempo alla pentola di diventare rovente.
Estraiamo la pentola dal forno senza bruciarci e con un movimento secco e deciso rovesciamo l’impasto nella pentola, scuotendola un pò per sistemarlo. Mettiamo il coperchio ed inforniamo immediatamente.
Facciamo cuocere al massimo per 30 minuti
Estraiamo quindi la pentola e facendo attenzione a non scottarci, togliamo il pane dalla pentola e rimettiamolo in forno direttamente sulla girglia, abbassando la temperatura a 180° e lasciando il forno in fessura (sempre con il cucchiaio di legno nella porta) fino a cottura ultimata (circa 20-30 minuti). Il pane è cotto quando, battendolo sul fondo, produce un suono “vuoto”.
Facciamo quindi raffreddare il pane mettendolo in verticale, ad esempio appoggiato alla parete della cucina.

Tagliatelo quando freddo e sentirete che profumo e che gusto!

 

Risotto al pomodoro (con ingrediente segreto)

Era il 25 Aprile e volevo fare qualcosa con i colori della nostra bandiera, ma non mi veniva niente in mente. Erano ormai le 7 di sera e, tra tutte le cose fatte, tra il mal di denti, la febbre e tante altre belle cose, mi era passata completamente la voglia. 

Eppure si avvicinava ora di cena e dovevo pensare a cosa prepararmi perchè avevo anche un bel po di fame visto che a pranzo avevo mangiato solo una fetta di pane e pomodoro. Ecco che allora mi viene in mente che ho da un bel po di giorni una mezza bottiglia di passata di pomodoro “artigianale” fatta da un amico che giaceva aperta in frigo, dovevo consumarla prima che iniziasse a fare muffa.

Cosa prepraro? Pensa e ripensa e mi viene l’illuminazione: risotto al pomodoro, è rosso, ci aggiungi un  po di basilico verde e il piatto bianco.. e prendi due piccioni con una fava! 🙂 E sia!

Il risotto al pomodoro è un classico, ci sono tante “varianti” per farlo, io vi presento la mia che riscuote sempre enorme successo grazie, secondo me, all’ingrediente segreto: il pesto!
Inoltre per il soffritto io uso lo scalogno, non la cipolla, che ha un sapore molto più delicato.

Possibilmente usate una passata di pomodo (o dei pelati, da frullare dopo averli ben scolati) dal sapore dolce. Se usate i pelati vi posso consigliare “La Fiammante” anche se sono un po difficili da trovare. Se usate la passata vi suggerisco “Graziella” oppure la Vellultata di Cirio o di Valfrutta.

Per il pesto invece se non avete la fortuna di averlo fresco e non avete del buon basilico per farlo o la voglia 😀 dovrete ricorrere a quelli del supermercato però mi raccomando leggete bene l’etichetta e sceglietene uno che contenga solo basilico, olio, aglio e parmigiano. Scartate quelli che hanno altri ingredienti o conservanti.

Veniamo alla ricetta

Ingredienti per 4 persone

400g di riso carnaroli
300g di passata di pomodoro dolce
40g di burro
50g di parmigiano grattuggiato
1 cucchiaio di pesto fresco
1 scalogno piccolo
1 lt di brodo vegetale
1 tazza di vino bianco
Olio evo
Sale e pepe

Procedimento:

Per prima cosa prepariamo il brodo vegetale e mettiamolo su un fuoco basso in modo da mantenerlo sempre quasi a bollore. 

In una padella antiaderente versiamo un filo di olio evo e lo scalogno tritato finemente. Mettiamo su un fuoco molto basso e facciamo stufare lo scalogno per circa 5 minuti senza però farlo dorare troppo, deve diventare trasparente.

Sfumiamo con la tazza di vino bianco e facciamo evaporare

Aggiungiamo il riso e facciamolo tostare per qualche minuto fino a quando i chicchi non diventeranno traslucidi. A quel punto iniziamo ad aggiungere un paio di mestoli di brodo e sempre su fiamma bassa continuiamo ad aggiungerne altro quando vediamo che il riso ha assorbito il precedente brodo. Tutto questo processo lo facciamo sempre girando il riso con un cucchiaio di legno o una spatola.

Quando il riso è a metà cottura (assaggiare) aggiungiamo la passata di pomodoro, aggiustiamo di sale, e continiamo la cottura aggiungendo altro brodo se necessario.

Quando il riso sarà cotto, togliamo dal fuoco aggiungiamo il burro e il parmigiano e mantechiamo per 1 minuto circa. Aggiustiamo di pepe e aggiungiamo il cucchiaio di pesto. Diamo una mescolata per amalgamarlo al riso e lasciamo riposare ancora 30 secondi coperto. Poi impiattiamo subito, decorando il piatto con una spolverata di pepe macinato al momento.

Questo risotto è anche ottimo, se avanza, per preparare dei meravigliosi arancini, una delle prossime ricette 🙂




Fusilli con speck e mascarpone su salsa di noci e parmigiano



L’associazione con la quale collaboro, Burro&Bollicine , ha indetto un contest sulla pasta per festeggiare il suo primo anno di attività.

Volevo partecipare ma non trovavo mai il tempo e sopratutto la fantasia per proporre una ricetta semplice ma gustosa e particolare al tempo stesso.

L’occasione si è presentata quando ho fatto la spesa per altre preparazioni comprando lo speck per una pizza e il mascarpone per un dolce, ma poi non ho più dovuto usarli. Mi sono quindi ritrovato a dover riciclare questi avanzi in frigo ed ho deciso di provare ad abbinarli in questo piatto.

Non ero convintissimo dell’accostamento finale e del mix di sapori, ma all’assaggio sono letteralmente trasalito: i sapori si sposano benissimo ed anche se non è un piatto tipicamente “estivo” e leggero, devo dire che servito come piatto unico fa davvero una bella figura.

Ecco quindi la ricetta con la quale partecipo anche al contest:


INGREDIENTI (per 2 persone)

Per la salsa alle noci:
150g di gherigli di noci
mezzo spicchio di aglio
80g di acqua
40g di olio evo
60g di parmigiano
sale e pepe qb

Versare tutto nel mixer/frullatore ma inserire solo 60g di acqua e farlo andare a max velocità fino a quando non si crea una crema molto fluida di colore bianco.
Nel caso aggiustare con altra acqua se dovesse essere troppo densa.
Versare la salsa così ottenuta in un piatto, cercando di disegnare una forma rotonda su cui adageremo poi la pasta.

Per la pasta:
200g di Fusilli Garofalo
50g di mascarpone
4 fette di speck
2 cucchiai di parmigiano
1 cucchiaino di cipolla tritata
pepe qb


Mettiamo abbondante acqua a bollire.
Nel frattemo in una padella versiamo un filo di olio EVO e facciamo soffriggere la cipolla. Quando inizia ad imbiondire versiamo lo speck che precedentemente avremo tagliato prima a listarelle e poi in piccoli quadratini. Facciamolo soffriggere per pochi minuti fino a quando non inizia a prendere colore e spegniamo il fuoco.

Nel frattempo saliamo l’acqua che sarà a bollore e facciamo cuocere la pasta. Un minuto prima della fine della cottura, preleviamo un paio di cucchiai di acqua di cottura e versiamoli nella padella con lo speck, aggiungendo anche il mascarpone. Mettiamo nuovamente su fuoco basso e mescoliamo per far sciogliere il mascarpone.

Scoliamo la pasta e versiamola nella padella, aggiungiamo il parmigiano e il pepe, mantechiamo velocemente e disponiamola nel piatto dove avevamo messo la salsa alle noci.

Decoriamo la pasta con qualche pezzettino di speck fresco e qualche gheriglio di noce intorno al piatto.

Terminiamo con un pò di pepe macinato fresco ed un filo di olio a crudo.

Serviamo immediatamente.

Buon appetito 🙂


Torta di mele e cannella

Questa torta nasce dall’esigenza di preparare un dolce buono e profumato ma che richieda pochissima preparazione e pochissimi strumenti e, soprattutto, non richieda necessariamente l’utilizzo di sbattitori elettrici, planetarie e quant’altro ma possa essere fatto completamente a mano con un cucchiaio o una frusta.

L’unione di mele è cannella è ovviamente quella che da sapore e gusto a questo dolce che esprime il meglio di se al palato se gustato leggermente tiepido condito da una crema al limone tiepida, che va ad addolcire il sapore forte della cannella.
Per finire è utile sottolineare che si tratta di un dolce non eccessivamente calorico qundi e con pochi grassi quindi anche chi sta a dieta può concerdersi una piccola fetta senza troppi rimorsi 🙂
 

LA VIDEORICETTA

LA RICETTA
Tempo di preparazione: 15 minuti – Tempo di cottura: 60 minuti circa
Difficoltà: media –  Kcal per porzione (1/8 di tortiera da 20cm): 180 Kcal

INGREDIENTI PER LA TORTA (per due tortiere da 20cm oppure una da 24-26 cm)
700gr di mele intere (corrispondenti a circa 500gr di mele tagliate e private del nocciolo)
100gr di burro
170gr di farina 00
30gr di fecola di patate
15gr di baking (lievito chimico)
100gr di uova intere
200gr di zucchero semolato
200gr di latte intero
20gr di succo di limone
2gr di cannella in polvere

PER LA PREPARAZIONE DELLE TORTIERE

30gr di burro fuso
30gr di farina

PER LA DECORAZIONE
30gr di zucchero a velo
1gr di cannella in polvere

PREPARAZIONE:

  • Mescolare insieme zucchero e uova fino a quando il composto non risulta chiaro e spumoso
  • Fondere il burro in microonde o bagnomaria, facendo attenzione a non fare riscaldare troppo il burro che deve risultare tiepido e non bollente.
  • Aggiungere il burro fuso a filo al composto di zucchero e uova e incorporarlo bene
  • Aggiungere la cannella e continuare ad miscelare il composto
  • Aggiungere il latte a filo continuando sempre a miscelare
  • Solo quando il composto è ben amalgamato e liscio aggiungere la farina, la fecola e il baking dopo averli setacciati tutti insieme. L’aggiunta delle farine deve avvenire in 3 momenti e bisogna aggiungere una parte successiva di farina solo quando la parte precedente è ben amalgamata ed incorporata al composto
  • Sbucciare le mele, eliminare il nocciolo e tagliarle a fettine sottili non più di mezzo centimetro.
  • Versare subito le fettine di ogni mela in un contenitore contenente il succo di limone e girarle in modo da inumidirle con il succo. Procedere quindi con ogni altra mela fino a quando non si raggiunge il peso previsto dalla ricetta.
  • Unire le mele al composto già preparato e servendosi di un cucchiaio miscelare bene il tutto.
  • Ungere la tortiera con burro e infarinarla leggermente, versare il composto ed infornare in forno già caldo a 180° per circa 50-60 minuti, controllando la cottura già dopo 40 minuti.
  • Far raffreddare la torta e solo quando ben fredda estrarla dalla tortiera, intiepidirla altri 5 minuti in forno caldo e poi spolverarla con zucchero a velo e cannella e servirla al piatto con un condimento di crema inglese al limone
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