sabato, Maggio 15, 2021
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Vortici al triplo cioccolato

Dopo un periodo in cui ho praticamente parlato solo di eventi, cene e degustazioni, finalmente riesco a postare una nuova ricetta.

E lo faccio con una ricetta di biscotti: sono facili da preparare, veloci, e fanno “sempre comodo” quando si ha voglia di sgranocchiare qualcosa di dolce, quando ci si vuole coccolare la sera, quando riceviamo una visita inaspettata o semplicemente per donarli a chi vogliamo bene.

Questi biscotti in realtà li ho fatti circa 6 mesi fa (e si vede anche dalla foto) ma non ero mai riusciti a postarli per mancanza di tempo.

E’ una ricetta completamente inventata da me calibrando le dosi e gli ingredienti della frolla per ottenere una consistenza friabile ma morbida, un aspetto “rustico” e un mix di sapore tra i tre cioccolati.

E’ ovvio che migliore sarà la qualità del cioccolato e del burro che andrete ad usare, migliore sarà il risultato finale in termini di gusto.

Difficoltà: Facile – Tempo di preparazione: 1h circa

INGREDIENTI:
(per circa 30 biscotti)

Per l’impasto al cioccolato fondente
180g farina
20g cacao
80g burro
100g zucchero semolato
45g uova intere
100g cioccolato fondente
1 pizzico di sale (1g)
un cucchiaino raso di lievito per dolci (3g)
mezza bacca di vaniglia

Per l’impasto al cioccolato al latte
180g farina
20g cacao
80g burro
100g zucchero semolato
45g uova intere
100g cioccolato al latte
un cucchiaino raso di lievito per dolci (3g)
mezza bacca di vaniglia

Per l’impasto al cioccolato bianco
200g farina
80g burro
100g zucchero semolato
45g uova intere
100g cioccolato bianco
un cucchiaino raso di lievito per dolci (3g)
mezza bacca di vaniglia

PREPARAZIONE
Io ho usato una planetaria ma se fate a mano il procedimento non cambia, ed è valido per tutti e tre gli impasti.

Setacciate tutte le polveri, incluso il lievito, e versatele nel cestello della planetaria. Aggiungete il burro a pezzi molto freddo (più freddo è, meglio è, io di solito lo taglio a pezzi e poi lo passo 10 minuti in congelatore) avviate la planetaria con la foglia e impastate fino a quando non otterrete un impasto “sabbioso”. In questo modo andiamo a proteggere la farina con uno strato di burro in modo che l’aggiunta dei liquidi non vada a creare glutine, che per i biscotti sarebbe un disastro.

Aggiungete lo zucchero e continuate ad impastare brevemente.

Aggiungete il cioccolato tagliato a pezzi con un coltello in modo che resti abbastanza grossolano e impastate qualche secondo in modo da distribuirlo.

 Aggiungete poi le uova e fermatevi appena l’impasto si sarà compattato.

Stendete l’impasto in un rettangolo di circa 2cm di altezza, avvolgetelo nella pellicola, e mettetelo in frigo a riposare per almeno 30 minuti.

Ripetete il procedimento per gli altri due impasti.

Se lavorate a mano la difficoltà starà solo nella parte iniziale per far “sabbiare” l’impasto. Basta comunque lavoarare il burro freddissimo e le polveri solo con i polpastrelli e rimettere eventualmente tutto in frigo per 10 minuti se il burro dovesse ammorbidirsi eccessivamente.

Trascorso il tempo di riposo degli impasti, stendeteli velocemente, in modo che non si ammorbidiscano troppo, per formare dei rettangoli di circa mezzo centimetro di spessore, sovrapponeteli  iniziando da quello al cioccolato fondente, poi quello al cioccolato bianco e infine quello al cioccolato al latte. Arrotolate il tutto a formare un cilindro, avvolgete con pellicola, e mettete di nuovo in frigo a riposare per 15 minuti.

Quando il rotolo di biscotto si sarà compattato, con l’auiuto di un coltello affilato tagliatene tante “fette” che andranno a formare i nostri biscotti.

Disponetele su una teglia rivestita con carta forno e infornate immediatamente a 180° per circa 10-15 minuti al massimo, come sempre dipende dal vostro forno, i bisoctti non vanno cotti troppo altrimenti diventano durissimi e il cioccolato brucia troppo perdendo i suoi profumi.

Il mio ragù ovvero: non chiamatelo ragù

Per un napoletano il Ragù è una cosa seria, alla pari del Babà, della pastiera, della pizza.

E’ certo che il vero ragù napoletano è complicato da fare: tagli di carne particolari che ormai non si trovano più e tocca ordinarli giorni prima al proprio macellaio, una preparazione lunghissima che può richiedere anche quasi 24 ore (si inizia nel tardo pomeriggio della sera prima e si ha il ragù pronto a pranzo del giorno dopo)

In vita mia mi sono cimentato solo tre volte con il vero ragù napoletano, ne sono stato ovviamente soddisfatto ma mi rendo conto che per la maggior parte delle persone è davvero troppo complicata una preparazione del genere.

D’altro canto mi piace anche il ragù bolognese, anche se lo trovo un pò troppo “delicato” per i miei gusti, e quindi ecco che mi sono inventato il “mio” ragù, ed ecco perchè nel titolo ho scritto “non chiamatelo ragù”, perchè è una mia versione che nulla ha a che vedere con quello napoletano o bolognese, è semplicemente “il mio” 🙂

Io ne faccio tantissimo e poi lo congelo in monoporzioni in modo da averlo sempre pronto all’occorrenza: certo non è come quello appena fatto ma sicuramente è meglio di quello che possiamo trovare al supermercato.

Vi consiglio veramente di provarlo, non resterete delusi 🙂 

p.s.
il Ragù si scrive e si prononuncia così. Non deriva (e quindi da non storpiare) dal termine francese “ragout” che indica un diverso tipo di pietanza, ma derivano entrambi dal verbo “ragoûter” che singnifica “stimolare l’appetito”

Difficoltà: facile   –    Tempo di preparazione: 2-3h circa 

Ingredienti
(per circa 30 monoporzioni)
700g di macinato di vitello
300g di macinato di maiale
30g di pancetta
50g di mortadella
3lt di salsa di pomodoro
2 bicchieri di vino rosso
1 scalogno
2 foglioline di alloro
4 bacche di ginepro
1 cucchiaio di pecorino romano grattuggiato
Pepe nero macinato fresco
Sale
Olio Extravergine

Preparazione
In una casseruola molo capiente e dai bordi alti versate un filo di olio extravergine, lo scalogno tritato finemente, l’alloro e le bacche di ginepro leggermente schiacciate.
Fate soffriggere a fuoco bassissimo in modo da ammorbidire la scalogno.
Nel frattempo in un cutter riducete pancetta e mortadella a “crema” e uniteli nella pentola con lo scalogno, avendo cura di rimuovere le bacche di ginepro.
Fate scaldare ancora qualche secondo e poi unite il macinato.
Aiutandovi con una forchetta rompete il macinato direttamente nella pentola in modo da ridurlo a piccoli pezzettini. A questo punto alzate la fiamma e appena vedrete che la carne è tutta scottata aggiungete il vino rosso.
Lasciate sfumare per qualche minuto sempre a fiamma alta e girando di frequente.

Quando il liquido si sarà ridotto di metà, aggiungete qualche mestolo di passata di pomodoro fino a ricoprire la carne.

Fate cuocere a fiamma viva ancora qualche minuto in modo che carne e pomodoro rilascino i loro sapori l’uno nell’altra e poi aggiungente il restante pomodoro. Aggiustate di sale e di pepe, coprite con un coperchio lasciando però un piccolo spiffero per far uscire il vapore e riducete la fiamma al minimo.

Il ragù deve “sobollire” (o come si dice in napolatano “pappuliare”) ossia devono vedersi delle piccole bollicine in superfice ogni 2 secondi.. se sono di più significa che la fiamma è troppo alta!

Fate cuocere in questo modo per circa 2h-3h (dipende dalla qualità/densità del pomodoro e dalla densità del ragù che desiderate).

A cottura ultimata, coprite con il coperchio e lasciate riposare circa 20 minuti. Aggiungete quindi il pecorino e mescolate bene. Il vostro ragù è pronto per essere servito su un bel piatto di pasta fumante, su una fetta di pane oppure congelato una volta freddo.

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Zuppa di Riso e Lenticchie

Ormai possiamo dirlo con certezza: l’estate è finita. E a me non dispiace, non ho mai amato l’estate.. a me piace il freddo, le giornate piovose, il rumore della pioggia sulla finestra mentre rimango sotto le coperte, la tazza di latte e biscotti bollente, i maglioni caldi… insomma invece che vivere in italia io dovrei andare in norvegia 😀

E con l’arrivo di temperature più fredde anche la mia voglia di stare ai fornelli si riaccende (anche se a dire il vero quest’estate non mi sono fermato neanche un giorno…) per preparare qualcosa di semplice ma che sia anche gustoso e che riscaldi il cuore e lo stomaco.

Oggi quindi vi lascio la ricetta di questa Zuppa di Riso e Lenticchie davvero semplice da fare, veloce e ideale per il pranzo o la cena in queste giornate uggiose

Difficoltà: Facile    Tempo di preparazione: 20 minuti

Ingredienti
(per 4 persone)
250g di lenticchie già cotte
150g di Riso (perferibilmente Arborio)
1 fetta di pancetta
1 carota
1 porro
1 scalogno
1 mazzetto di prezzemolo
4 pomodirini
1/2 litro di brodo vegetale
Sale e Pepe
Olio Extravergine di Oliva, fruttato medio.

Procedimento:
Se non usate lenticchie già cotte, dovrete procedere ovviamente prima alla cottura di quelle secche, lasciandole una notte a bagno in acqua e poi cuocendole in acqua leggermente salata fino a quando non saranno cotte ma ancora leggermente croccanti.

Preparate in una pentola un soffritto fatto con un filo di olio extravergine, la pancetta tritata finissima quasi a formare una crema,i pomodorini tagliati a piccolissimi pezzi, la carota tagliata in rondelle molto sottili, il porro e lo scalogno tritato.

Fate soffriggere a fuoco basso per qualche minuto con il coperchio, in modo da liberare tutti gli aromi e ammorbidire le vedrure.

Unite quindi le lenticchie, aggiustate di sale e pepe, e coprite nuovamente e fate cuocere per circa 5 minuti sempre a fiamma bassa, girando spesso, in modo da far amalgamare tutti i sapori ed i profumi.

Aggiungete ora del brodo vegetale bollente e unite il riso. Il brodo dovrà arrivare a circa 1cm sopra il livello del riso. Continuate la cottura sempre a fiamma bassa, girando spesso, ovviamente sempre con coperchio. Se dovesse asciugarsi troppo aggiungete altro brodo durante la cottura e controllando sempre se necessario aggiustare di sale.

Quando il riso sarà cotto ma non ancora completamente, spegnete la fiamma e lasciate così con il coperchio ancora per qualche minuto.

Aggiungete qualche fogliolina di prezzemolo fresco e impiattate, decorandoa ancora con prezzemolo, pepe e un giro di olio extravergine a crudo.

Buon appetito! 🙂

Mafalde con pomodori arrostiti, patè di olive nere, pane al pecorino e polvere di caffè

Dopo una lunga pausa dedicata a contest, eventi e serate.. finalmente riesco a tornare con una ricetta!!!

Questa è una ricetta che in realtà ho preparato questa estate, oggi è il primo ottobre e le temperature si stanno decisamente abbassando ma perchè non respirare ancora il profumo dei mesi estivi che ci siamo appena lasciati alle spalle?

Bastano davvero pochi ingredienti, sempre di qualità, e poco tempo per preparare questo piatto davvero delizioso.

Per il patè di Olive Nere ho usato quello di Terre di Puglia, davvero ottimo, dal sapore equilibrato e fatto solo con ingredienti naturali e di prima qualità.

Qui c’è anche un ingrediente particolare, la polvere di caffè.. per chi non si fida può anche ometterla, ma il suo scopo è quello di riequilibrare un pò il dolce del piatto dato da patè di olive nere e pecorino.

Ecco a voi quindi subito la ricetta

Difficoltà: Facile    –     Tempo di preparazione: 10 minuti

INGREDIENTI 
(per 4 persone)
400g di Mafalde Garofalo
12 pomodorini arrostiti (qui la ricetta)
4 cucchiai di patè di olive nere Terre Di Puglia
2 fette di pane
40g di pecorino romano grattuggiato
1 cucchiaino di caffè in polvere
Sale
Olio Extravergine di Oliva, un fruttato intenso

PREPARAZIONE

Per prima cosa mettete a bollire abbondante acqua salata per la pasta.

Nel frattempo tagliate le fette di pane a dadini e fatele leggermente abbrustolire in una padella con un filo di olio extravergine. Quando i crostini saranno pronti, metteteli in una ciotola, spolverateli con il pecorino e mischiate il tutto in modo che il pecorino possa sciogliersi sui crostini.

Quando la pasta sarà cotta al dente, versatela in una ciotola e aggiungete il patè di olive. Mescolate molto bene per farlo sciogliere, aggiungete pochissimo pecorino grattuggiato e alla fine aggiungete i pomodoroni.

Impiattate decorando con i crostini al pecorino, un pizzico di polvere di caffè, e qualche fogliolina di basilico.

Buon appetito!

Pane dei Ricordi

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Ricordo un bambino, avrà avuto dieci anni, forse dodici, che viveva tutta la settimana con i suoi nonni, perchè i suoi genitori dovevano lavorare.

Quel bambino guardava con attenzione sua nonna preparare da mangiare, la guardava con la bocca spalancata quando impastava la pizza o il pane e vedeva quel pezzo di impasto crescere a dismisura.

Però il pane non si faceva tutti i giorni, e quel bambino ogni tanto veniva spedito a comprarlo.

La nonna lo chiamava, gli metteva mille lire tra le mani, e gli diceva “Vai a comprare il pane dalla signora al casolare, mi raccomando però, non mangiartelo per strada, perchè il pane caldo non si mangia, ti fa stare male!”

Il bambino tutto contento usciva di casa e si incamminava lungo la strada di quel quartiere popolare, dirigendosi verso questo casolare così diverso da tutte le case che lo circondavano, ultima testimonianza di quello che c’era prima di tutti quegli edifici dormitorio.

Già a metà strada poteva vedere nel cielo il fumo che usciva dal comignolo sul casolare, segno che il forno era acceso. Man mano che si avvicinava iniziava anche a sentire l’odore inconfondibile della legna che bruciava ma sopratutto quello del pane appena sfornato.

Entrava in una stanza senza porta, solo con una tenda scacciamosche, e veniva investito da calore e profumo.

La signora era intenta a servire altre persone oppure, con la pala in mano, a sfornare il pane.

Le sue mani rugose e piene di farina e fuliggine gli mettevano anche un pò paura, forse era una strega!

Gli dava le mille lire e la signora prendeva un pezzo di pane dalla cesta, lo avvolgeva in un foglio sottilissimo di carta marrone e glie lo dava, “attenzione che scotta” diceva.

Il bambino ritornava quindi verso casa, con questo pezzo di pane bollente che doveva passarsi tra le mani per non scottarsi troppo, ma a metà strada non poteva resistere a quella tentazione di mangiare un pezzettino di pane così caldo che emanava quei profumi così intensi.

E allora staccava con le dita un pezzo di “cozzetto” e lo mangiava (il cozzetto, o “cuzzetiello”, è il “culetto” del pane, in napoletano), quasi ustionandosi la lingua, ma rimanendo inebriato da quel sapore e da quel profumo.

Tornato a casa la nonna faceva finta di arrabbiarsi, ma poi, gli tagliava il resto del pezzo con il coltello e gli diceva “però basta, altrimenti poi non mangi”.

Quel bambino ero io.
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Ed è proprio ripensando a tutti questi ricordi, al profumo e al sapore di quel pane, che ho investito tempo e fatica nel mettere “a punto” questa ricetta.

Capiamoci, niente di trascendentale, nessuna tecnica particolare, nessuna farina speciale.

Ho solo cercato di realizzare un pane che avesse aspetto, consistenza, profumo e sapore come quello che il me bambino andava a comprare.

Un pane semplice, fatto con farine semplici e totalmente a mano. Senza riposi in frigo, senza tecniche particolari, senza “stop”, senza pieghe strane. Perchè una volta si era più semplici, non si conosceva quasi niente di quanto conosciamo oggi sulle tecniche di panificazione, eppure il pane di allora oggi non lo si trova quasi più.

Un pane veloce, fatto per chi oggi deve lavorare: lo impasti in 40 minuti la mattina e lo inforni la sera quando torni da lavoro.

Un pane sano, fatto con poca pasta madre  (ma si può fare anche con il lievito di birra). Perchè una volta si usava la pasta di riporto, ossia un pezzo di impasto del giorno prima, e non se ne conservavano 10kg.. ma un piccolo pezzo.

Un pane che tecnicamente non ha assolutamente nulla di speciale, anzi.. per qualche “esperto” è pure brutto, l’alveolatura non è perfetta, la tecnica pure, ma che per me è il pane più bello del mondo, perchè è il pane dei miei ricordi.

Prima di darvi la ricetta qualche piccola precisazione

– Per ottenere il gusto, la consistenza e l’alveolatura che io cercavo ho usato determinate farine. E’ ovvio che si può fare con qualsiasi farina vi venga in mente, ma ovviamente il risultato sarà diverso.

– Ho usato pasta madre liquida, ma potete tranquillamente usare la solida senza nessun cambiamento

– I tempi che vi indicherò sono per una temperatura ambiente di circa 26°. Con temperature più alte i tempi si accorciano, con temperature più basse si allungano. Ma c’è poco lievito quindi non sarà un problema se anche si ritarda di qualche ora.

– Come al solito vi darò anche le dosi per l’uso con lievito di birra, ma il gusto di questo pane è dato proprio dalla pasta madre e proprio dalla piccola quantità utilizzata.

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Difficoltà: Media – Preparazione: 40 minuti + lievitazione

INGREDIENTI
(per due filoni da 1,4kg, circa 1,2kg cotti)
1500g di farina 0 per pane (W250, circa 11% di proteine)
80g di farina di grano tenero integrale
1030g di acqua
120g di pasta madre (oppure 3g di lievito di birra fresco)
20g di malto (o miele, circa 2 cucchiaini rasi)
35g di sale

PROCEDIMENTO

Per prima cosa vi metto la video ricetta, in modo da rendervi le cose ancora più semplici.

Scusatemi per la qualità video, ma è il meglio che riesco a fare con i tristi mezzi che ho a disposizione 🙂

Se non vedete il video qui sotto, potete cliccare direttamente su questo link: http://www.youtube.com/watch?v=rvCH97SpcPk

Come scrivevo questa ricetta è pensata soprattutto per chi lavora e che quindi non ha il tempo durante la giornata di seguire la lievitazione dell’impasto. Se voi non lavorate o comunque siete a casa, adattate la tabella di marcia alle vostre esigenze anche se vi consiglio di seguirla comunque alla lettera.

Quindi si deve cominciare, la sera precedente, prima di andare a letto, a rinfrescare il lievito. Questa operazione è importante perchè non ci serve un lievito appena rinfrescato, ma ci serve un lievito che si trova già allo stato di fermentazione. Quindi anche se voi non lavorate, rinfrescate comunque il lievito la sera prima e lasciatelo a temperatura ambiente.

La mattina seguente, in una capiente ciotola versate le farine e ossigenatele mischiandole con le mani per qualche secondo.

Versate ora circa i 3/4 dell’acqua e cominciata ad impastare facendo assorbire l’acqua alla farina.

Quando la farina sarà abbastanza asciutta aggiungete l’acqua rimanente e impastate fino a non avere più farina asciutta, ma l’impasto si presentare molto appiccicoso, slegato e grumoso. Coprite con un panno umido e lasciate riposare l’impasto nella ciotola per 30 minuti (nel frattempo fate colazione, vestite i bimbi, lavatevi i denti, toglietevi il pigiama…)

Trascorsi i 30 minuti aggiungete la pasta madre o il lievito mischiati insieme al malto e impastate per un paio di minuti per farli assorbire. Aggiungete quindi per ultimo il sale e impastate fino ad ottenere un impasto abbastanza liscio e compatto. Ci vorranno circa 7-8 minuti in tutto. Aspettate ancora 5 minuti, date un giro di pieghe, formate una palla, e mettete a lievitare in un contenitore leggermente unto (un velo d’olio, non mezzo litro) e con coperchio.

Ora andate a lavoro

Dopo 8-10 ore il vostro impasto dovrebbe essere raddoppiato o quasi. Non è importante, essendoci poco lievito sarà abbastanza “sicuro” anche se l’impasto cresce un pò di più o di meno. Quindi se invece di 8 ore, tornate a casa dopo 12, non dovrebbero esserci problemi.

Versate l’impasto su una spianatoia leggermente infarinato, fate le pezzature dividendo in due pezzi di circa 1400g l’uno, avendo l’attenzione di tenere la parte “bella” dell’impasto sempre a contatto con il tavolo. La parte “bella” è praticamente la “cupola” dell’impasto che stava nel contenitore.

Se per fare le pezzature avete aggiunto pezzetti di impasto ad ogni pezzatura per farle precise, sarà necessario dare un giro di pieghe e far riposare 5 minuti prima di formare i filoni, giusto per amalgamare nuovamente l’impasto.

Se invece siete stati precisi non è necessario fare pieghe, semplicemente stendete l’impasto a formare un rettangolo con il lato corto verso di voi, schiacciando delicatamente senza tirare l’impasto, e formate il filone arrotolandolo su se stesso come si vede nella video-ricetta. Se volete potete formare anche una pagnotta, per vedere come vare potete guardare questo video.

Mettete i filoni, con la chiusura verso l’alto, a riposare in una teglia con un panno infarinato, separandoli fra di loro con il panno stesso, in modo che si facciano “pressione” a vicenda per mantenere la forma. Spolverate ancora di farina e poi coprite con un altro panno.

Accendete ora il forno al massimo (250°) e metteteci dentro la teglia dove cuocerete il pane (o la pietra refrattaria). Inoltre mettete sul fondo del forno un pentolino con dell’acqua in modo da creare vapore.

Quando il forno sarà a temperatura vi accorgerete che probabilmente il pane sarà pronto da infornare (ci vorranno quindi circa 30 minuti di lievitazione “finale”). Per esserne sicuri, schiacciate l’impasto con un dito, se l’impronta vi ritorna subito indietro allora potete infornare, altrimenti se rimane l’impronta o comunque torna su molto lentamente dovrete aspettare ancora.

Ribaltate quindi i filoni sulla teglia rovente, eliminate la farina in eccesso, e praticate qualche taglio profondo con una lametta o un coltellino molto affilato.

Infornate e attendete 10 minuti.

Dopo i 10 minuti aprite il forno, togliete il pentolino, e richiudete. Abbassate la temperatura a 200°

Continuate la cottura per altri 15 minuti, poi abbassate a 160°e cuocete ancora per circa 35 minuti.

A questo punto aprite leggermente lo sportello del forno, metteteci un cucchiaio di legno per mantenerlo leggermente aperto, e continuate la cottura per altri 15-20 minuti.

Questi tempi sono solo indicativi.. ogni forno è diverso, e dipendono anche dalle dimensioni del pane. Quindi controllate sempre la cottura.

Il pane è cotto quando, battendolo sul fondo con le dita, produce un suono come se fosse vuoto.

Sfornate e fate raffreddare in verticale contro una parete, in modo da conservare la crosta più croccante.

Quando sarà freddo, tagliatelo e gustatelo.

Oppure fate come quel bambino, mangiatene un pezzo ancora caldo.
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Pomodorini Arrostiti

Oggi vi lascio una “ricetta non ricetta” o meglio una preparazione che se volete realizzare ci aiuterà come condimento di un piatto che pubblicherò la prossima settimana.

I pomodorini arrostiti sono ottimi per condire la pasta ma anche per accompagnare piatti di carne o pesce. Il loro sapore delicato ma rotondo e pieno li rende adatti veramente a tanti utilizzi, anche su una bruschetta 😀

Normalmente io utilizzo spezie fresche ma siccome tutte le mie aromatiche erano morte ho preferito usare un pò di polvere di Ariosto Per Sughi al pomodoro, un mix 100% naturale di sale ed erbe aromatiche perfettamente dosate e subito pronte, una vera comodità da avere sempre in dispensa per quando non si hanno a disposizione erbe fresche, considerando che non contiene sostanze chimiche o altro. solo erbe secche e sale.

La “ricetta” è di una facilità disarmante, l’unico problema è che richiede un pò di tempo di forno, ma poi i pomodorini una volta raffreddati si possono conservare per parecchio tempo in un contenitore sott’olio.

Difficoltà: facile  –  Tempo di preparazione: 2-3h

INGREDIENTI
250g di pomodorini (io ho usato i Datterini)
4 cucchiai di insaporitore Ariosto per sughi al pomodoro
oppure un trito di
aglio,basilico,cipolla,prezzemolo,alloro, sale
olio extravergine di oliva

PREPARAZIONE
Lavate accuratamente i pomodorini, eliminate la parte superiore, e tagliateli a metà
Disponeteli in una teglia rivestita con carta forno
Versate  abbondante insaporitore o trito di erbe e terminate con un filo abbondante di olio extravergine di oliva

Infornate in forno già caldo a 160° per circa 2-3h fino a quando comunque i pomodori non avranno l’aspetto leggermente abbrustolito.
Fateli raffredare e, se volete conservarli, inseriteli in un barattolo precedentemente sterilizzato coprendo con abbondante olio extravergine fino a ricoprirli completamente di almeno un paio di centimetri.

Polpette al pomodoro


Tutti hanno nel cuore piatti preferiti, a volte solo uno, a volte numerosi. Il mio caso è il secondo: nel cuore (e nel mio libro di fogliettini pieni di appunti e ricette) ci sono una miriade di piatti che mi portano indietro nel tempo: piatti semplici, di tradizione, e soprattutto che mi ricordano gli anni passati con mia nonna che li preparava e io la osservavo.
Ecco, le polpette al pomodoro sono uno di quei piatti che mia nonna mi preparava quando voleva farmi felice. Ne preparava tantissime, perchè poi le conservava in frigo e il giorno dopo ci faceva gli spaghetti…
Sono anni che ogni tanto me le preparo, specialmente quando sento “nostalgia” di quei tempi, di quando ero bambino e spensierato e osservavo il mondo con gli occhi dell’innocenza.

Difficoltà: facile   –   Preparazione: 10 minuti   –  Cottura 1h circa

INGREDIENTI
(per circa 20-30 polpette, a seconda delle dimensioni)
800g di macinato di manzo
200g di macinato di maiale
200g di pane in cassetta o pancarrè
3 uova
30g di parmigiano grattugiato
30g di pecorino romano grattugiato
2 cucchiai di pangrattato
1 cucchiaino di origano
1 cucchiaino raso di pepe
qualche fogliolina di basilico
2lt di salsa di pomodoro
500g di acqua
1 bicchiere di latte
mezza cipolla
sale e olio EVO

PREPARAZIONE
In una capiente ciotola mischiate i due tipi di carne. In una ciotola diversa spezzettate a pezzi piccolissimi il pane e bagnatelo con il latte. Impastatelo bene con le mani fino a trasformarlo in un impasto, strizzatelo bene dall’eventuale latte in eccesso e unitelo alla carne. Unite anche le uova, il parmigiano, il pecorino, il pangrattato, l’origano, il pepe e il sale.
Impastate ora con le mani molto bene per amalgamare tutti gli ingredienti. L’impasto dovrà presentarsi compatto ma non eccessivamente duro. Tenete da parte in frigorifero.
In una capiente padella disponete un filo di olio EVO e mezza cipolla tritata finemente. Fate rosolare a fiamma bassa per qualche minuto e poi aggiungete la salsa di pomodoro e mezzo litro d’acqua. Aggiustate di sale e fate cuocere a fiamma vivace per circa 15 minuti.

Abbassate la fiamma, prendete l’impasto dal frigorifero e formate tante piccole polpette (a me piacciono abbastanza piccole, poco più grandi di una noce) arrotolandole molto bene tra le mani e disponendole nella padella con il sugo. Terminate le polpette, lasciate cuocere per circa 30-40 minuti a fuoco dolcissimo, senza però girarle se non dopo almeno 10 minuti per evitare di sfaldarle. Saranno pronte quando la salsa sarà molto densa.

Spegnete la fiamma, aggiungete abbondante basilico spezzettato con le mani e servite calde o, meglio ancora, tiepide con abbondante sugo.

Cheesecake Malaga

Di nuovo una cheesecake? Si.. di nuovo una cheesecake! 😀

Questa volta però di più semplice realizzazione rispetto alla Cheesecake Tiramisù pubblicata qualche giorno fa, perchè in questo caso non ci sono particolari operazioni da fare, la più “complicata” è quella di preparare la crema pasticciera ma ormai.. chi non la sa fare?

L’idea di fare la cheescake gusto “Malaga” nasce dal fatto che qualche sera fa giravo fra vari blog alla ricerca della ricetta per un gelato e mi sono imbattuto in un gelato gusto malaga… e allora la mia mente si è aperta subito ai ricordi di quando ero bambino e non mi volevano far mangiare quel gelato perchè c’era il rum… e poi ecco che compare qualche anno più tardi un gelato confezionato tipo Cornetto, ma più grande, che all’interno aveva proprio un ripieno al gusto di “gelato malaga”… non ricordo il nome.. voi lo ricordate???

Comunque passiamo subito alla ricetta.. vi dico anche che se non volete usare il rum perchè la volete far mangiare ai più piccoli, potete anche sostituirlo con acqua con sciolta all’interno una mezza fialetta di aroma rum per torte.. certo è tutta roba chimica.. a mio figlio preferirei dare mezzo cucchiaino di rum piusttosto che quel concentrato di derivati dal petrolio 🙂 Ma ognuno faccia le sue scelte.

Per la crema pasticciera, fatela con la tecnica che più vi aggrada, l’importante è che sia una crema “carica” perchè altrimenti se ne disperde il gusto e che sia molto molto compatta. Io uso la ricetta di Montersino, usando però la farina invece degli amidi che per molti sono di difficile reperimento.

Difficoltà: Facile – Tempo di preparazione: 30 minuti + 6h in frigorifero

INGREDIENTI:
(per una tortiera da 22cm)
200g di biscotti secchi (io uso i Digestive che sono il massimo per la cheesecake)
100g di burro
250g di ricotta
30g di rum + altro per bagnare l’uvetta
100g di uvetta
16g di colla di pesce

Per la crema pasticciera
400g di latte intero
200g di panna
150g di tuorli
150g di zucchero
35g di farina
1/2 bacca di vaniglia

Per le nocciole caramellate
150g di nocciole già pelate
100g di zucchero
2 cucchiai di acqua

PROCEDIMENTO:

Per prima cosa prepariamo la crema pasticciera perchè andrà raffreddata.
Mettete un pentolino sul fuoco basso e versateci il latte, la panna e la stecca di vaniglia privata dei semi, che uniremo invece allo zucchero.
Mentre il latte si scalda, in una ciotola, usando le fruste, o nella planetaria, mettete a montare i tuorli con lo zucchero e i semi di vaniglia. E’ importante montrali molto a lungo, devono incorporare tantissima aria. Aggiungete quindi la farina setacciata e continuate a montare.
Quando il latte inizia a sobollire (non deve bollire forte…) versate questo composto tutto in un colpo nel latte ancora sul fuoco.
Senza toccare nulla attendete che si formino delle bolle che scoppiano sulla superfice della crema di tuorli e zucchero. Quando vedrete questi “vulcani” allora con un cucchiaio date una veloce girata e in meno di 10 secondi la crema sarà pronta senza stare li ad impazzire e a girare per 10 minuti 🙂

Versatela in una terrina, copritela con la pellicola a contatto e fatela raffreddare il più velocemente possibile.

Ora preparate la tortiera: foderate una tortiera apribile con la carta forno seguendo le istruzioni che trovate QUI

Mettete in un mixer con le lame i biscotti e tritateli finemente. Se non avete il mixer allora potrete mettere i biscotti in un sacchetto per alimenti congelati e poi triturarli passandoci sopra un mattarello.

Fate fondere il burro al microonde o su fuoco molto basso fino a farlo diventare completamente liquido. Unite il burro ai biscotti in polvere e mischiate con un cucchiaio fino a far inumidire il composto. Versatelo nella tortiera e aiutandovi con le mani o con il cucchiaio cercate di stenderlo in uno strato compatto e uniforme. Mettete in congelatore.

Nel frattempo in un pentolino scaldate il rum e poi versateci l’uvetta (già precedentemente sciaquata sotto acqua calda) e tenete in ammollo per 10 minuti.

Inumidite anche il fondo di biscotti con il rum (non esagerate altrimenti vi si sbriciola)

Setacciate la ricotta, unitela alla crema pasticciera mescolando molto bene e facendo in modo che i due composti siano ben amalgamati. Se dovessero rimanere dei grumi, passate tutto il composto al passaverdure o al setaccio. Unite l’uvetta ben scolata.

Fate ammorbidire la colla di pesce in dell’acqua molto fredda, scaldate un paio di cucchiai di latte in un pentolino e versateci la colla di pesce ormai morbida e ben strizzata. Fatela sciogliere e unite il tutto al composto di crema e ricotta. Mescolate bene e versate nella tortiera. Mettete in frigo per almeno 6h (io in realtà metto in freezer una notte intera e poi in frigo fino al momento di consumare)

Tostate le nocciole per 5 minuti in forno a 200°, fatele leggermente intiepidre. In un pentolino versiamo l’acqua e poi lo zucchero e portiamo sul fuoco. Quando tutto lo zucchero sarà sciolto versiamo le nocciole tutte insieme ed iniziamo a girare. Dopo qualche minuto lo zucchero si cristallizzerà e diventerà come una polvere. Continuate a girare e lentamente lo zucchero inizierà a sciogliersi nuovamente. Sempre girando attendete che lo zucchero assuma un colore ambrato non troppo scuro. Spegnete il fuoco e versate le nocciole caramellate su della carta da forno unta con un velo di olio. Fate raffreddare e poi riducete tutto in briciole aiutandovi con un martello o un batticarne.

Servite la cheesecake con abbondanti nocciole caramellate

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Con questa ricetta partecipo al contest
Dolci Freschi Il Contest

Rocher di Caprino con panure di tarallini e coulis di pesca

Questa ricetta nasce dall’idea di realizzare uno sfizioso antipasto/aperitivo che si potesse preparare veramente in pochissimi minuti, che fosse carino da vedere ma sopratutto buono da mangiare con un accostamento particolare.

Confesso che l’idea me l’ha data anche il grande Antonino Cannavacciuolo con una sua ricetta, che ho reinterpetato a modo mio grazie anche ai buonissimi prodotti che ho ricevuto da Terre Di Puglia , una azienda che produce e distribuisce in tutto il mondo un olio di prima qualità, purissimo extravergine di oliva monocultivar “Coratina”, oltre ad una vasta offerta di prodotti tipici della tradizione pugliese: dai Taralli ai sottoli fino ai condimenti.

In questa ricetta ho usato dei meravigliosi e buonissimi Taralli all’Olio Extravergine di Oliva per fare la panatura del caprino, e che hanno conferito una perfetta croccantenza e un gusto deciso ma che non prevale sugli altri sapori.

Veniamo quindi alla ricetta, davvero molto molto semplice!

Difficoltà: FACILE – Tempo di preparazione: 10 minuti

INGREDIENTI
(per 8 rocher da 35g l’uno circa)
300g di caprino fresco
100g di Taralli all’Olio Extravergine di Oliva Terre di Puglia
6 pesche mature
succo di limone

PROCEDIMENTO
Mettiamo i taralli in una busta per conservare gli alimenti in congelatore e tritiamoli grossolamente schiacciandoli con un batticarne o un martello o semplicemente con le mani.

Prendiamo il caprino e setacciamolo con l’aiuto di un colino o un setaccio a maglie strette, formiamo quindi delle palline da circa 35g l’una e passiamole nei taralli sbriciolati. Teniamole in frigo fino al momeno di impiattare.

Sbucciare le pesche, tagliare le fette eliminando il nocciolo e bagnarle subito con del succo di limone per evitare che anneriscano. Frullarle con l’aiuto di un frullatore o un minipimer, aggiungendo un pò d’acqua se fosse necessario (dipende dal grado di maturazione delle pesche) fino a quando non otteniamo una salsa molto fine.

Passiamo anche questa salsa al setaccio in modo da eliminare eventuali piccoli pezzi rimasti e impiattiamo disponendo i rocher di caprino sulla salsa di pesca.

Buon appetito!

Gelato di Ricotta di Bufala con Salsa al pomodoro e pane all’origano

Ovvero: la caprese gelato 🙂

Questa idea nasce dalla necessità di usare la Ricotta di Bufala La Tramontina per il contest Ricette e Ricotta di Cappuccino e Cornetto.

Volevo creare qualcosa di fresco ma gustoso, che sopratutto mandasse un pò in confusione il cervello di chi si trova davanti questo piatto. Infatti, a vederlo così, sei convinto che ha un sapore dolce, che quello è un gelato alla vaniglia e che quella è una dolcissima salsa alla fragola. E invece no, il sapore è piacevolmente salato, con la cremosità che contraddistingue la ricotta di bufala che si sposa perfettamente con la leggere acidità del pomodoro fresco, tutto chiuso da un croccantissimo pane profumato all’origano.

Non a caso “l’insalata caprese” è una delle preparazioni più conosciute al mondo proprio per la sua semplicità e freschezza, qui la troviamo solo proposta in un modo insolito, con la sostituzione della mozzarella di bufala con ricottta di bufala, e con consistenze diverse.

Ottimo come entree o aperitivo fingerfood per l’estate, di sicuro stupirete i vostri ospiti.

E niente paura: anche se è consigliabile l’uso di una gelatiera (basta quella ad accumulo che si mette in freezer, costa intorno ai 30€) si può tranquillamente fare anche senza.

Ovviamente i gelati salati fatti in casa rimangono più duri e tendono a cristallizzare una volta in freezer, visto che non si usano zuccheri o sostanze che funzioano da anticongelanti, ma basta estrarli circa 30 minuti prima e farli ammorbidire a temperatura ambiente lavorandoli ogni tanto con un cucchiaio fino alla consistenza ottimale per servirli.

Approfitto per ringraziare anche la mia amica Cristina di La Piccola Bottega dello Zucchero che mi ha aiutato a realizzare le splendide foto di questo piatto.

Difficolta: facile – Tempo di preparazione 10 minuti + tempo di preparazione del gelato

INGREDIENTI
(per circa 10-15 palline di gelato)

Per il Gelato di Ricotta
250g di ricotta di Bufala
250g di panna fresca
100g di latte
1 cucchiaino di farina di semi di carrubbe (la potete trovare nei negozi NaturaSi oppure in alternativa usate 1 cucchiaio di farina di ceci)
1 cucchiaino di sale

Per la salsa al pomodoro fresco
250g di pomodorini ciliegino
qualche fogliolina di basilico
Olio Extravergine di Oliva
Sale e Pepe

Per il pane all’origano
6 fette del mio Pane Bianco allo Yogurt
Olio Extravergine di Oliva
Origano

PREPARAZIONE

Come prima cosa prepariamo il gelato perchè dovrà riposare diverse ore in congelatore.

Setacciare la ricotta ed unirla alla panna e al latte. Aggiungere la farina di semi di carrubbe e il sale e mescolare molto bene fino a sciogliere completamente la ricotta. Questa operazione è importante per evitare di trovare grumi di ricotta nel gelato, quindi non abbiate fretta.

Quando il composto sarà perfettamente amalgamato se avete una gelatiera versatelo all’interno del cestello e seguite istruzioni e tempi della vostra macchina (di solito ci vorranno circa 20-30 minuti). Poi mettete il gelato in freezer.

Se invece lo fate senza gelatiera, mettete il liquido in un contenitore e mettetelo in freezer. Ogni 30 minuti per le prime 3 ore, togliete il contenitore dal freezer e date una energica mescolata con un cucchiaio cercando di inglobare aria.
Dopo 3 ore il vostro gelato dovrebbe essere formato. Lasciate riposare in freezer.

Quando mancheranno 30 minuti al servizio, estraete il gelato dal freezer e fatelo ammorbidire.
 
Prendete le fette di pane e tagliatele a dadini della stessa dimensione. Versate in una padella antiaderente un filo di olio EVO e unite i dadini di pane. Fateli saltare qualche minuto in modo che si tostino e assumano un bel colore dorato. Togliete la padella dal fuoco e spolverate abbondantemente con l’origano. Tenete da parte a raffreddare

Pulite i pomodori sciacquandoli bene sotto acqua corrente. Intanto mettete a bollire abbondante acqua in una pentola e preparate una ciotola con acqua e ghiaccio.

Quando l’acqua arriverà a bollore fate una piccola incisione a croce sotto ad ogni pomodoro e tuffateli uno alla volta nell’acqua bollente per 10 secondi. Recuperate il pomodoro con una schiumarola o una forchetta e tuffatelo immediatamente nell’acqua e ghiaccio. Vedrete che la buccia del pomodoro si ritirerà e potrete toglierla lasciando il pomodoro crudo ma senza buccia 🙂

Ripetete l’operazione per tutti i pomodori e poi tagliateli a metà, rimuovete i semini, e passate gli spicchi puliti al passaverdure o al mixer. Condite la salsa ottenuta con qualche fogliolina di basilico, olio EVO, sale e pepe.

Versate ora nei bicchierini uno strato di pane all’origano e adagiate sopra una pallina di gelato, dopo averlo lavorato qualche minuto con un cucchiaio per renderlo di nuovo cremoso.

Direttamente davanti ai vostri osptiti versate la salsa di pomodoro sul gelato e decorate con una fogliolina di basilico. Va ovviamente mangiato immediatamente 

Vedrete, resteranno tutti a bocca aperta 😉

Con questa ricetta partecipo al contest “Ricette e Ricotta” del blog Cappuccino & Cornetto in collaborazione con La Tramontina

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