mercoledì, Giugno 23, 2021

Risotto al pomodoro (con ingrediente segreto)

Era il 25 Aprile e volevo fare qualcosa con i colori della nostra bandiera, ma non mi veniva niente in mente. Erano ormai le 7 di sera e, tra tutte le cose fatte, tra il mal di denti, la febbre e tante altre belle cose, mi era passata completamente la voglia. 

Eppure si avvicinava ora di cena e dovevo pensare a cosa prepararmi perchè avevo anche un bel po di fame visto che a pranzo avevo mangiato solo una fetta di pane e pomodoro. Ecco che allora mi viene in mente che ho da un bel po di giorni una mezza bottiglia di passata di pomodoro “artigianale” fatta da un amico che giaceva aperta in frigo, dovevo consumarla prima che iniziasse a fare muffa.

Cosa prepraro? Pensa e ripensa e mi viene l’illuminazione: risotto al pomodoro, è rosso, ci aggiungi un  po di basilico verde e il piatto bianco.. e prendi due piccioni con una fava! 🙂 E sia!

Il risotto al pomodoro è un classico, ci sono tante “varianti” per farlo, io vi presento la mia che riscuote sempre enorme successo grazie, secondo me, all’ingrediente segreto: il pesto!
Inoltre per il soffritto io uso lo scalogno, non la cipolla, che ha un sapore molto più delicato.

Possibilmente usate una passata di pomodo (o dei pelati, da frullare dopo averli ben scolati) dal sapore dolce. Se usate i pelati vi posso consigliare “La Fiammante” anche se sono un po difficili da trovare. Se usate la passata vi suggerisco “Graziella” oppure la Vellultata di Cirio o di Valfrutta.

Per il pesto invece se non avete la fortuna di averlo fresco e non avete del buon basilico per farlo o la voglia 😀 dovrete ricorrere a quelli del supermercato però mi raccomando leggete bene l’etichetta e sceglietene uno che contenga solo basilico, olio, aglio e parmigiano. Scartate quelli che hanno altri ingredienti o conservanti.

Veniamo alla ricetta

Ingredienti per 4 persone

400g di riso carnaroli
300g di passata di pomodoro dolce
40g di burro
50g di parmigiano grattuggiato
1 cucchiaio di pesto fresco
1 scalogno piccolo
1 lt di brodo vegetale
1 tazza di vino bianco
Olio evo
Sale e pepe

Procedimento:

Per prima cosa prepariamo il brodo vegetale e mettiamolo su un fuoco basso in modo da mantenerlo sempre quasi a bollore. 

In una padella antiaderente versiamo un filo di olio evo e lo scalogno tritato finemente. Mettiamo su un fuoco molto basso e facciamo stufare lo scalogno per circa 5 minuti senza però farlo dorare troppo, deve diventare trasparente.

Sfumiamo con la tazza di vino bianco e facciamo evaporare

Aggiungiamo il riso e facciamolo tostare per qualche minuto fino a quando i chicchi non diventeranno traslucidi. A quel punto iniziamo ad aggiungere un paio di mestoli di brodo e sempre su fiamma bassa continuiamo ad aggiungerne altro quando vediamo che il riso ha assorbito il precedente brodo. Tutto questo processo lo facciamo sempre girando il riso con un cucchiaio di legno o una spatola.

Quando il riso è a metà cottura (assaggiare) aggiungiamo la passata di pomodoro, aggiustiamo di sale, e continiamo la cottura aggiungendo altro brodo se necessario.

Quando il riso sarà cotto, togliamo dal fuoco aggiungiamo il burro e il parmigiano e mantechiamo per 1 minuto circa. Aggiustiamo di pepe e aggiungiamo il cucchiaio di pesto. Diamo una mescolata per amalgamarlo al riso e lasciamo riposare ancora 30 secondi coperto. Poi impiattiamo subito, decorando il piatto con una spolverata di pepe macinato al momento.

Questo risotto è anche ottimo, se avanza, per preparare dei meravigliosi arancini, una delle prossime ricette 🙂




Zeppole e panzerotti: il VERO street-food napoletano!

E lo ribadisco all’inizio. Esiste un solo VERO “panzerotto” napoletano: quello fatto senza uova e senza impanatura!

Da quando sono a Roma le due mancanze più grandi che sento, a livello gastronomico, sono le friggitorie di Napoli e il suo pane.

Per il pane, dopo anni di studio e tentativi, ho risolto facendolo da me (e presto lo pubblicherò). Per le friggitorie beh.. non è che puoi mangiare fritto tutti i giorni però, quando proprio mi viene tanta tanta voglia, non posso fare a meno di preparare “zeppole e panzarotti” come si fanno a Napoli.

Eh si perchè a Napoli lo “street food” è questo: ti avvicini alla friggitoria e dici “mi dai 2€ di zeppole e panzerotti” ed ecco che ti riempiono il “cuoppo” (ormai raro) o il sacchetto di queste mini delizie da mangiare camminando.

E’ anche il cibo dei ragazzi che non possono permettersi una pizzeria e allora, pur di stare insieme, fanno una mini colletta e comprano per tutti mangiando su una panchina, almeno quando ero ragazzo io facevamo così 🙂

Nella loro semplicità le zeppole e i panzerotti, fritti al momento, sono qualcosa assolutamente da provare almeno una volta nella vita.

E come ogni street-food che si rispetti, sembrano semplicissime da fare, ma in realtà nascondono qualche insidia… ma basta qualche accorgimento e il risultato è assicurato!

Le zeppole non sono altro che un impasto di acqua, farina, sale e lievito. Poi ovviamente ci sono le varianti con le alghe, con i wurstel etc.
I panzarotti invece sono un semplice impasto con patate lesse e schiacciate, sale, pepe, prezzemolo e parmigiano. Senza uova, senza olio e soprattutto fritti senza impanatura!

Vediamo quindi come si fanno:

Per le Zeppole (circa 20)
200g di farina 00
175g di acqua
3g di lievito di birra in polvere o 1/4 di cubetto

Impastare insieme tutti gli ingredienti in una ciotola, l’impasto si presenterà molto liquido e appiccicoso. Mettere a lievitare per circa 4 ore coperto da pellicola.

Per i Panzarotti (circa 30)
1 kg di patate a pasta gialla
25g di pecorino grattuggiato
25g di parmigiano grattuggiato
10g di sale
pepe e prezzemolo qb

Mettiamo le patate senza pelarle (assolutamente a pasta gialla e magari un pò “vecchie”) in una capiente pentola e copriamo con acqua fredda.

L’utilizzo delle patate a pasta gialla (o rosse) oppure patate vecchie è fondamentale per la riuscita dei panzerotti e la frittura senza impanatura! In mancanza, dovrete per forza impanarli altrimenti si distruggeranno appena messi a contatto con l’olio.

Mettere sul fuoco e far bollire per circa un paio di ore o comunque fino a quando infilzando una patata con un coltello questo non penetrerà senza incontrare alcuna resistenza.

Spegnere il fuoco e schiacciare le patete in uno schiacciapatate. Potete farlo senza togliere le buccia che rimarrà direttamente dentro lo schiacciapatate stesso!

Facciamole raffreddare e poi aggiungiam parmigiano, sale, pepe e prezzemolo tritato.

Mischiamo il tutto con le mani e assaggiamo per capire se aggiungere altro sale o pepe.

Prepariamo una ciotolina con olio di oliva e ungiamoci bene le mani. Con le mani unte preleviamo un po di composto e diamo forma ai nostri panzerotti: devono essere piccoli e abbastanza sottili. Adagiamoli su un telo di cotone o comunque su un piano dove potranno riposare all’aria aperta (senza quindi essere coperti) per almeno 6 ore. Ad ogni panzerotto non dimentichiamo di ungerci bene le mani.

Il riposo all’aria aperta e la superficie velata di olio saranno il “segreto” per poterli friggere senza panatura perchè svilupperanno una pellicola esterna che li manterrà in forma durante la frittura.

Passate le 6 ore procediamo  alla frittura.

Sarebbe meglio utilizzare olio extravergine per la frittura, ma a qualcuno non piace il sapore, quindi usiamo uno degli olii da frittura che troviamo in commercio oppure, ancora meglio, olio di semi di arachide.

Versiamo abbondante olio in una pentola in modo che le nostre zeppole e i nostri panzerotti possano galleggiare durante la frittura.

Portiamolo ad una temperatura di 180° (per fare un ottimo fritto è assoultamente indispensabile il termometro) e cominciamo a friggere le zeppole: preleviamo con un cucchiaio bagnato un po di impasto che sarà molto liquido e versiamolo nell’olio bollente.

 Non friggiamo troppe zeppole insieme per evitare che la temperatura scenda troppo e che l’olio impregni il nostro fritto. Quando mangiamo un fritto pieno d’olio l’errore è stato proprio questo!

Ripetiamo il procedimento senza mai dimenticarci di bagnare il cucchiaio per facilitare il distacco dell’impasto. Giriamo le zeppole in frittura con una forchetta in modo che coloriscano in maniera uniforme e estraiamole quando saranno leggermente dorate, mettendole a scolare su carta assorbente. Prima di mangiarle spolveriamole con un po di sale.

Terminate le zeppole possiamo cuocere i panzerotti semplicemente immergendoli nell’olio bollente uno alla volta ed estraendoli quando saranno di un colore marroncino scuro.

Gustate questo capolavoro ancora bollente 🙂
Buon appetito!

Biscotti all’amarena





Quando ero bambino ricordo che piangevo per averne uno,  e ricordo il “no” di mio padre che mi diceva che era fatto con gli scarti!
Era l’unico dolce che i ragazzini potevano comprarsi anche da soli perchè costava pochissimo.. ai “miei tempi” lo pagavo 500 lire!

Una volta veniva veramente fatto con gli scarti della pasticceria o con le torte e le paste che non potevano più essere vendute perchè magari troppo secche. Oggi si fa ancora, ma si usano solo ingredienti “freschi” anche se, bisogna ammetterlo, è proprio quando viene fatto con scarti diversi che è più buono.

A casa si può replicare usando pan di spagna, biscotti, wafer.. quello che avete 🙂
 Questa è la mia versione

PER LA FROLLA:500g di farina 00 (debole)
200g di strutto
200g di zucchero
100g di acqua
1gr di sale
buccia di limone grattuggiata
mezza bacca di vaniglia
 Impastare la frolla e farla riposare in frigo per almeno 1h
 PER IL RIPIENO:
200g di pan di spagna
100g di biscotti secchi (io uso gli oro saiwa)150g di crema pasticciera
300g di marmellata di amarene (in sostituzione va bene quella di ciliege)
40g di cacao amaro in polvere
40g di rum
40g di sciroppo di amarene (quello che si usa per le bibite in estate) o cherry (liquore)
mezza bacca di vaniglia
  Potete sostituire pan di spagna e biscotti con qualsiasi altra cosa ad esempio pezzi di torte avanzate, wafer, biscotti di altro tipo etc.

PER LA GLASSA
1 albume
zucchero a velo (circa 200g)

Sbattere insieme fino ad avere una glassa di consistenza dura ma ancora leggermente fluida da poter essere stesa con un coltello.

PREPARAZIONE
Preparare il ripieno riducendo in polvere il pan di spagna e i biscotti in un cutter. Aggiungere poi il resto degli ingredienti e mescolare con un cucchiaio. L’impasto finale deve essere morbido da poter essere modellato con le mani ma abbastanza sodo da non “colare”. Nel caso fosse troppo duro potete aggiungere acqua.

Stendere la frolla allo spessore di 3-4mm fino a formare un rettangolo. Bagnarsi le mani con acqua e disporre il ripieno al centro del rettangolo a formare una striscia parallela ai lati lunghi. La striscia di ripieno deve essere larga circa 5cm e alta circa 2cm.

Chiudere i lembi della frolla sopra al ripieno, sovrapponendoli. Girare quindi il “salamotto” in modo che la chiusura si trovi in basso.

Con l’aiuto di una spatola ricoprire la parte superiore con la glassa e con l’aiuto di una piccola sac-a-poche riempita con marmellata di amarene, tracciare dei piccoli fili di marmellata sulla glassa per tutta la lunghezza del rotolo.

Con un coltello bagnato tagliare i biscotti della dimensione che si preferisce (io li consiglio spessi 4-5 cm) e disporli in una teglia rivestita con carta forno.

Infornare a 180° per circa 30-40 minuti.

Far raffreddare e mangiare dopo almeno 24 ore, più tempo passa più sono buoni 🙂

si conservano anche per settimane se ben chiusi in una scatola ermetica.

La pizza “da bar”

Quando ero al primo anno di liceo, ricordo che quando uscivo da scuola c’era un bar lungo il percorso che facevo per andare a prendere l’autobus e spesso, visto l’ora, mi fermavo per mangiare un pezzo di pizza come allora si usava trovarne nei bar di Napoli: una pizza con il fondo un pò croccante ma che sopra era sofficissima. L’alveolatura piccola permetteva di gustarne tutto il sapore tipico.

Ecco qui quindi una ricetta per farla in casa.

Nonostante io sia un culture delle lievitazioni lente con poco lievito di birra o con lievito naturale, delle farina biologiche macinate a pietra, delle lunghe maturazioni… questa ricetta nasce per chi vuole prepare la pizza in poco tempo mantenendo comunque gusto e una buona digeribilità.

Avendo più tempo a disposizione, nulla vi vieta di poter diminuire la dose di lievito.




 
 
 
Quali sono i trucchi per la riuscita di questo tipo di pizza?
– Usare una farina debole, una 00 
– Impastare poco, non serve portare in corda l’impasto
– L’importante dose di grassi
– L’uso di un emulsionante alimentare naturale, la lecitina di soia.
 
 
Ricetta, per una teglia 30×40
500g di farina 00
250g di acqua
50g di olio EVO
15g di sale
3g di lievito di birra granulare (o circa 10g di quello fresco)
1 cucchiaino di zucchero
1 cucchiaino di lecitina di soia
 
Per il condimento:
400g di pelati 
300g di fiordilatte
 
Procedimento:
Ossigeniamo la farina setacciandola in una ciotola, uniamo il lievito secco e lo zucchero e mescoliamo con un cucchiaio.
(Nel caso di uso del lievito fresco lo sciogliamo direttamente nell’acqua.)
Aggiungiamo quindi l’acqua tutta in una volta, impastiamo velocemente con il cucchiaio per pochi secondi e poi aggiungiamo l’olio e subito anche il sale e la lecitina. 
Continuiamo ad impastare per qualche minuto fino a quando non otterremo una palla di impasto abbastanza omogeneo, non superiamo però i 5 minuti di impastamento totale.
 
A questo punto ungiamo una ciotola con dell’olio, ungiamoci anche le mani e massaggiamo l’impasto fino a farlo diventare una palla liscia che inseriremo nella ciotola e copriremo con un po di pellicola. Mettiamo la ciotola a riposare in un posto caldo (l’ideale sarebbe 30° ma va bene anche il forno spento con luce accesa) per 1h. 
 
Dopo 1h prendiamo l’impasto, mettiamolo nella teglia leggermente unta o ricoperta di carta forno e con l’uso delle dita e dei polpastrelli stendiamo l’impasto. Possiamo anche “tirarlo” con le mani per disporlo meglio. L’importante è, alla fine, con i palmi delle mani senza schiacciare troppo, cercare di rendere uniforme la stesura.
 
Mettiamo quindi la teglia ancora a lievitare per circa 2h nel forno spento con la luce accesa.
 
Nel frattempo prepariamo il condimento: schiacciare i pelati uno ad uno tra le mani per eliminare tutta l’acqua in eccesso. Versarli in una ciotola e aggiungere il succo che rimane nella lattina e passare il tutto con il frullatore ad immersione oppure romperli molto molto bene direttamente con le mani. 
A questo punto è necessario assaggiare il pomodoro e regolarlne l’acidità con un pò di zucchero, se lo ritenete necessario. Aggiungiamo anche il sale a seconda dei propri gusti. Non aggiungiamo olio.
 
Strappiamo con le mani il fiordilatte in piccoli pezzi e mettiamoli a scolare in un colapasta per circa 1h. Mettiamo quindi pochi pezzi alla volta in uno schiacciapatate e facciamo uscire tutta l’acqua in eccesso.
 
Dopo che saranno passate le 2h, accendiamo il forno al massimo. Quando sarà arrivato a temperatura condiamo la pizza con un abbondante strato di pomodoro e olio EVO direttamente sul pomodoro.
 
Inforniamo per circa 10 minuti nella parte più bassa del forno
 
Trascorsi i 10 minuti, tiriamo fuori la pizza, disponiamo il fiordilatte, e inforniamo nuovamente nella parte alta del forno fino a quando il fiordilatte non sarà ben sciolto e inizi a fare piccole bollicine. 
 
Tiriamo quindi fuori dal forno, versiamo ancora un filo di olio evo a crudo e serviamo ben calda 
 
Buona pizza a tutti!

Ruote Vegetariane

Quasi negli ultimi minuti utili, eccomi a presentare la terza ed ultima ricetta per il contest di Atmosfera Italiana – Pasta solo Pasta con la Pasta Benedetto Cavalieri.

Confesso che quando ho ricevuto il pacco di “Ruote” ho avuto parecchi problemi a pensare a che ricetta proporre. Non è un formato di pasta semplice da abbinare ad un sugo o ad un condimento, poi una sera vedendo un pò cosa avevo in frigo mi sono detto “mettiamo tutto insieme e vediamo cosa esce fuori…” ed ecco un piatto dalla preparazione abbastanza veloce e semplice e anche abbastanza leggero. 

Quindi veniamo subito alla preparazione!

Tempo di preparazione: 20 minuti
Difficoltà: facile – Kcal per porzione (circa 75g di pasta ): 350 Kcal

LA RICETTA
INGREDIENTI
per 4 persone
300g di ruote (in questo caso ho usato Pasta Benedetto Cavalieri)
4 pomodorini ciliegino
150g di fagiolini verdi crudi
50g di ricotta salata stagionata
olio evo, origano, sale, pepe.

  • Pulire i fagiolini e tagliarli in pezzi lunghi circa 3 cm
  • Versare i fagiolini in abbondante acqua salata e fate bollire per 10 minuti circa. Scolatele e mettele da parte.
  • In una padella con un filo di olio evo versate i pomodorini a spicchi e fateli appassire per qualche minuto. Infine unite i fagiolini.
  • Salate a vostro piacimento e aggiungete qualche pizzico di origano
  • Scolate la pasta e versatela nella padella con il condimento, facendola saltare per 1 minuto
  • Impiattate e servite con una generosa spolverata di ricotta salata grattuggiata ed un pizzico di pepe.

Torrone “dei morti” bigusto mandorle e nocciole

Lo so, il titolo a molti potrebbe sembrare di cattivo gusto o addirittura blasfemo ma vi assicuro che a Napoli se in queste settimane andate in una pasticceria o nei bar ben forniti e chiedete un pezzo di “torrone dei morti” non vi guarderanno male ma vi serviranno una splendida e golosa fetta di torrone morbido.
Infatti il cosidetto “torrone dei morti” è una preparazione pasticcera morbida che le pasticcerie napoletane preparano nelle settimane precedenti e successiva al 2 novembre, commemorazione dei defunti. E’ una tradizione che ha le sue radici ormai in secoli di storia ma qualche amico addirittura mi raccontava che era usanza che i fidanzati regalassero un pezzo di torrone alle proprie fidanzate come augurio di lunga vita.
Purtroppo come tante altre tradizioni della cucina e della pasticceria italiana, anche questa si sta perdendo a causa di troppa “ignoranza” sulla propria storia e del fatto che ormai di pasticcerie tradizionali ne rimangono davvero poche moltre distrutte dai quei mostri chiamati ipermercati e centri commerciali… ma questo è un discorso da fare su altri blog.. quindi veniamo alla videoricetta e alla ricetta!
Voglio anche precisare che si tratta di una vera e propria bomba calorica in quanto una piccola fetta può arrivare a superare anche le 600 calorie.. quindi.. attenzione!
Alcune precisazioni sugli ingredienti:
  • A Napoli questo torrone si realizza con un preparato chiamato “crema Alba” fatto praticamente da zuccheri e olii vegetali. Siccome si riesce a trovare solo a Napoli (e non ho mai capito perchè….) io l’ho sostituito con Nutella e “nutella bianca” o meglio conosciuta come “NutKao” in quanto la sua funzione è quella di evitare che il cioccolato solidifichi nuovamente. La “NutKao” la trovate negli ipermercati più forniti. In alternativa potete usare la parte “bianca” delle creme tipo nutella bicolore oppure, se proprio non dovrestre trovarle, potete usare la comune Nutella ma questo comporterà il cambio di colore del primo strato (scuro invece che bianco) ed un minor sapore di mandorla.
  • La crema di mandorle e quella di nocciole si trovano facilmente in tutti i negozi di alimenti biologici. Vi suggerisco “NaturaSi” in quanto potete trovare il punto vendita più vicino direttamente sul loro sito. Si tratta di creme fatte al 100% con la frutta secca quindi niente zuccheri o altri additivi. Nel caso non le trovate potete farvele da sole semplicemente tostando la frutta secca (ad esempio le nocciole) in forno per qualche minuto fino a quando non iniziano a trasudare olio e a quel punto ancora calde metterle in un robot da cucina con le lame e avviarlo al massimo per 5-10 minuti fino a quando non ottenete una crema omogenea.

Tempo di preparazione: 20 minuti + 4 ore in frigo
Difficoltà: facile – Kcal per porzione (1 fetta di circa 100g ): 550 Kcal
LA VIDEORICETTA
LA RICETTA
INGREDIENTI
per uno stampino da circa 500ml
Strato Esterno:
150g di cioccolato fondente in pezzi
Per lo Strato alla Mandorla:
100g di cioccolato bianco di ottima qualità
50g di crema di mandorle
50g di crema spalmabile bianca (Nutkao)
50g di mandorle sgusciate e pelate
Per lo Strato alla Nocciola:
100g di cioccolato bianco di ottima qualità
50g di crema di nocciola
50g di crema spalmabile scura (Nutella)
50g di nocciole sgusciate e pelate
  • Sciogliere il cioccolato fondente (bagnomaria o microonde) e versarne una metà nello stampino avendo cura di farlo scivolare sulle pareti e sul fondo in modo da ricoprire bene tutta la superfice interna. Far solidificare 5 minuti nel freezer e poi versare la metà rimanente ripetendo la stessa operazione. Riporre in freezer
  • Tostare le mandorle e le nocciole in forno a massima temperatura per 2-3 minuti, fino a quando non inizieranno a trasudare i loro olii essenziali. Toglierle quindi dal forno e farle raffreddare
  • Quando saranno fredde, spezzettate a metà le nocciole.
  • Tritate invece finemente le mandorle
  • Sciogliere il cioccolato bianco per lo strato alla mandorla e versarvi all’interno la crema spalmabile bianca e, con un cucchiaio, amalgamate bene i due composti.
  • Unire quindi la crema di mandorle e continuare a mescolare molto bene.
  • Alla fine unite le mandorle tritate e versate il composto ottenuto nello stampino e riponente di nuovo il tutto in freezer.
  • Sciogliere ora il cioccolato bianco per lo strato alla nocciola e versarvi all’interno la Nutella e, con un cucchiaio, amalgamate bene i due composti.
  • Unite quindi la crema di nocciola e continuare a mescolare molto bene.
  • Alla fine unite le nocciole spezzettate e versare il composto ottenuto nello stampino controllando prima che lo strato di mandorla si sia leggermente solidificato per evitare che il composto di nocciola sprofondi in quello alla mandorla.
  • Riponete ora tutto in FRIGORIFERO per circa 4 ore
  • Tirarlo fuori dal frigo 1 ora circa prima di servirlo a fette.

Tortino di ricotta in sfoglia di porri

Qualche giorno fa sono passato al supermercato vicino casa, dopo il lavoro, per cercare qualcosa da preparare per cena. Non avevo molte idee e voglia di mettermi a fare cose complicate, come accade spesso la sera visto che arrivo dopo una giornata di lavoro intensa, quindi cercavo qualcosa di veramente semplice tanto che ad un certo punto ho pensato di prendere un pò di prosciutto cotto, una insalatina e via.
Poi però sono passato davanti al banco dei “prodotti last minute” ossia tutti quei prodotti prossimi alla data di scandenza offerti a prezzi irrisori e li ho trovato due ricottine da 100g l’una che sarebbero scadute in 2 giorni, a solo 1€. Non avevo ancora in mente come le avrei mangiate o preparate, ma le ho prese. Uscendo ho preso anche un pò di verdure e ortaggi e quando ho visto i porri far bella mostra di se… ho avuto l’illuminazione. Tornato a casa mi sono messo subito all’opera.
E’ un secondo sfizioso e delicato, molto profumato a causa dei porri, e leggero. Proprio adatto per una cena, da accompagnare magari con un bel bicchiere di vino bianco e dei fagiolini come contorno.
Tempo di preparazione: 20 minuti
Difficoltà: facile- Kcal per porzione (1 tortino): 180 Kcal
LA VIDEORICETTA

LA RICETTA

INGREDIENTI per 2 tortini:
200g di ricotta
2 porri
1 tuorlo d’uovo
1 noce
timo qb
grana grattuggiato qb
sale qb
pepe qb
noce moscata qb
PREPARAZIONE
  • Eliminare la parte verde dei porri, inciderli per il lungo ed eliminare la prima foglia esterna
  • Ricavare quattro foglie e metterle in acqua in ebollizione per 2-3 minuti
  • Toglierle dall’acqua e asciugarle bene con della carta da cucina
  • In una terrina lavorare la ricotta con qualche fogliolina di timo tritata, il pepe, la nosce moscata e aggiustare di sale se necessario.
  • Unire il tuorlo d’uovo e continuare ad amalgamare il composto fino ad ottenere una crema molto densa.
  • Ungere con dell’olio degli stampini in alluminio e rivestirli con le sfoglie di porro
  • Disporre all’interno una parte del composto con la ricotta e richiudere le foglie di porro in modo da siglillare il tortino.
  • Cuocere in forno a 200° per 20 minuti circa o comunque fino a quando il porro sarà di colore dorato.
  • Lasciare intiepidire leggermente e sformare i tortini nel piatto, guarnendo con grana grattugiato, erba cipollina e quache crostino di pane

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