mercoledì, Giugno 23, 2021

Aperitivo con l’olio extravergine, quando il produttore incontra il consumatore

E’ sempre bello quando si ha la possibilità di conoscere di persona chi produce ottime materie prime, perchè così si può scoprire la passione, la dedizione, il sacrificio e l’amore che quella persona mette nei suoi prodotti e che quindi li rendono ancor più speciali.

Quindi è stata davvero una gioia per me poter partecipare alla serata organizzata da Piero Palanti di Extravoglio (ve ne avevo già parlato qui  dei suoi corsi e serarte di introduzione al mondo dell’olio extravergine di oliva) nella spendida cornice di Incontri in Cucina, insieme ad Alessandra Paolini dell’Agricola Doria, produttrice di diverse varietà di Olio Extravergine di Oliva meravigliose, qui l’elenco

Avevo avuto già modo di degustare e innamorarmi dell’olio dell’Agricola Doria nello specifico della varietà Grossa di Cassano, e questa volta all’assaggio ci sono state persentate anche altre varietà tutte ottime e tutte diverse nei profumi e nei sapori.

Come dicevo è stato bello conoscere Alessandra perchè nel suo modo di fare e di parlare del suo lavoro e del suo olio extravergine si apprezza ancora di più il prodotto finale, che guarda alla qualità e non alla quantità, pensando alla cura perfino del confezionamento con bottiglie in latta in modo che l’olio venga correttamente preservato da aria e luce, studiando perfino le etichette per dare un senso anche ai colori che identificano i “profumi”

Ringrazio quindi Piero per avermi dato la possibilità di conoscere questo olio e Alessandra per la sua passione.

Non sono un assaggiatore di olio esperto ma vi posso dire che la Grossa di Cassano è un olio spettacolare, un fruttato intenso pieno di profumi e sapori, pomodoro, basilico, origano.. anche gli altri olii presentati sono fantastici e in particolare ho apprezzato moltissimo la Carolea con il suo sapore molto delicato, in pratica l’opposto della Grossa.. con questi due olii in cucina già l’utilizzatore medio potrebbe essere “a posto” in termini di abbinamento con le pietanze, ma ora che sto scoprendo che ogni olio è diverso e che ogni piatto chiama un olio diverso in modo da esaltarne profumi e sapori, vorrei averli tutti.. il mio sogno sarebbe avere una dispensa con una trentina di olii diversi 😀

Anche nella serata abbiamo provato ad associare i vari olii a diversi ingredienti come panzanella, fagioli e cipolla, ceci etc in modo da capire che alcuni olii per quanto fossero ottimi andavano a coprire o “modificare” i sapori di alcuni piatti e quindi era necessario usarne una varietà diversa… ad esempio sui fagili e cipolla perfetto l’abbinamento con la Grossa di Cassano che sposava perfettamente il sapore forte della cipolla, ma sui ceci era meglio usare la Carolea molto più delicata.

Insomma è stata una bellissima serata, anche perchè poi si è pouto anquistare l’olio ad un ottimo prezzo, e spero che presto altri produttori di Olio Extravergine di Qualità vogliano replicare per far conoscere e assaggiare i loro prodotti!

A conclusione della serata, quando quasi tutti erano andati via, è scattato poi il momento carbonara 🙂 Il sottoscritto ha preparato la “Carbonara” che gli altri hanno definito “Matematica” visto che ad un certo punto mi sono messo a fare i conti con la calcolatrice per le dosi precise, con la preziosa collaborazione dell’amico Roberto di Un Rafano sul Divano 🙂

Foto di Simone Maviglia:

THIS IS FOOD: ecco cosa vi siete persi!

Il 13 Ottobre a Roma, alle Officine Farneto, si è svolta la prima edizione di THIS IS FOOD.
Di sicuro si preannunciava un successo, ma penso sia andato contro ogni più rosea previsione.

L’evento è stato letteralmente preso d’assalto dai visitatori, romani e non, che hanno addirittura costretto a bloccare le entrate per un paio di ore nel pomeriggio.

Giusto per avere una idea, ecco i numeri ufficiali

– 4.000 ingressi
– 20 kg di Cacio e Pepe
-1500 Rosette
-1500 Polpette
– 2000 Ravioli scottati
– 1000 steccolecco
– 80 kg di Hamburger
– centinaia di Polpi Gobbo (panino del Grandma)
– 500 “supplizi” 
– 12.000 piatti Verdiamo compostabili

Un bellissimo spazio organizzato con degli “stand” a cui hanno partecipato alcune delle realtà più interessanti, giovani e “pop” del panorama enogastronomico romano.

L’idea, vincente, è stata quella di rendere protagoniste le realtà più in fermento, quelle che creano interi progetti, marchi e idee intorno al tema del buon cibo e del buon bere. Non è il luogo quindi per i ristoranti gourmet o le eccellenze, ma per tutti quei piccoli e grandi protagonisti della scena romana che sono riusciti ad inventare qualcosa di diverso, giovane e fantasioso, senza ovviamente dimenticare la qualità.

La lista è lunga e vi rimando qui per vederla completa.

Cibo, vino e birra si potevano acquistare con dei “crediti” da comprare all’ingresso, ognuno dal costo di 1€, simili alle banconote del monopoli 🙂 Ogni piatto/bibita variava da un minimo di 3€ ad un massimo di 7€

Tutto di buon livello, unico appunto che posso fare è sulle patatine fritte di Haburgeseria che sapevano un pò troppo di olio, ma l’hamburger era invece ottimo, saporito e succoso.

Ho assaggiato anche la cacio e pepe di Arcangelo Dandini, davvero ottima, dovendo rinunciare purtroppo al famoso “Supplizio” perchè terminato già a pranzo a causa della grandissima ed inaspettata affluenza.

Durante la serata sono stato anche intervistato da MTV per un nuovo programma che andrà in onda da Novembre, parlando del mondo dei foodblogger 🙂

Insomma l’evento è stato un vero successo e sicuramente ci saranno altre edizioni… certo che bisognerà organizzare almeno una due giorni per evitare assalti come questa volta, ma essendo la prima edizione direi che è andata perfettamente!

Un ringraziamento particolare va come sempre alle splendide donne di Food Confidential, che con la loro professionalità e cordialità, riescono sempre a rendere un pò più speciale ogni evento.

Simposio 2013, il Trionfo del Gusto

Qualche giorno fa ho avuto il piacere di poter partecipare alle due giornate di SIMPOSIO 2013 – TRIONFO DEL GUSTO.

Nota bene: Ho scattato quasi 500 foto che per ovvie ragioni non posso mettere tutte qui. Se siete interessati a vedere l’album completo, lo trovate sulla mia pagina Facebook a questo indirizzo  
https://www.facebook.com/media/set/?set=a.639515442765441.1073741827.241820722534917&type=3
  
(visibile anche per chi non è registrato a facebook)

Simposio è una manifestazione, organizzata da De Ventura & Telotti, che vuole trasmettere il valore e il lavoro di produttori e artigiani che con la loro dedizione e perseveranza hanno creato dei capolavori conosciuti a livello internazionale. Sono state due giornate alla scoperta dei profumi, colori e sapori della nostra terra con banchi di assaggio, degustazioni e presentazioni delle novità con più di 150 aziende partecipanti.

E’ stato bellissimo scoprire ed assaggiare i prodotti dell’intera penisola, espressione di quella creatività, operosità, amore per la terra  e per il cibo, che ci invidia tutto il mondo ma che spesso non sappiamo ben valorizzare.

Una manifestazione sicuramente molto interessante per gli addetti ai lavori (distributori, ristoratori, punti vendita etc) ma che comunque ha visto partecipare anche tante persone comuni che hanno potuto apprezzare e toccare con mano e sopratutto asssaggiare tutti quei prodotti che hanno come prima caratteristica la qualità, prodotti magari (e purtroppo) sconosciuti alle masse e che dovrebbero invece essere valorizzati e diffusi sempre di più in modo che le persone capiscano la differenza tra un prosciutto di qualità ed uno che non ne ha, tra un dolce fatto con ingredienti “buoni” e uno invece fatto con il peggiore dei prodotti industriali, perchè noi siamo il paese delle eccellenze enogastronomiche, ma ancora oggi abbiamo una scarsa cultura generale sul cibo buono: abbiamo più gente che segue le ricette con le buste pronte della Parodi, piuttosto che scegliersi gli ingredienti ed imparare, un minimo, a cucinarsi un piatto buono, sano, e genuino. Abbiamo chi preferisce il gelato industriale pieno di chimica al costo di 2€ piuttosto che spendere magari 1€ in più per un gelato fatto con ingredienti naturali e in modo davvero “artigianale”, o una pizza o un pane fatti con semilavorati prodotti in cina invece che una pizza o un pane fatti con grani italiani macinati a pietra.. solo perchè costano di meno.

La mia speranza è che quindi questi eventi si moltiplichino, in modo particolare proprio per i non addetti ai lavori, per diffondere e aumentare la cultura enogastronomica.

Se posso fare una sola “critica”  è quella sulla disposizione degli espositori. Avrei preferito un percorso organizzato in maniera “tematica”: ad sempio prima i formaggi, poi i salumi, poi il pesce, poi i dolci etc, invece gli espositori erano disposti in maniera “casuale” e poteva succedere che assaggiavi un pezzo di tonno e al tavolo a fianco assaggiavi il formaggio e a quello dopo il panettone 🙂
Magari è un suggerimento per il prossimo anno

I prodotti assaggiati e sopratutto i produttori che ho incontrato e con i quali ho parlato sono tantissimi, ci vorrebbero due giorni per elencarli tutti. Quindi vi metto un pò di foto giusto di quelli che ricordo di più e che più mi hanno complito, sperando di non far torto a nessuno.

Primi fra tutti gli splendidi prosciuti Dok Dall’Ava, tra cui segnalo uno stupendo PATADOK ossia un prosciutto Patanegra prodotto però in Italia con metodo San Daniele. Un vero spettacolo

Lo Scoppolato di Pedona, un formaggio di pecora dal sapore eccezionale.

Il grandissimo Pasquale Marigliano con i suoi panettoni, pastiere e cioccolatini.

Villa Marta con la sua Martarè, una tota di una bontà indescrivibile per chi ama il cioccolato visto che è fatta con quattro tipi di cioccolati diversi

La stupenda Porchetta Argentati

Il Meraviglio Gargantuà di Galloni, un prosciutto di Parma aromatizzato

Gli ottimi panettoni di Alter Gusto, davvero particolare quello all’olio extrravergine, meraviglioso!

Gli stupendi formaggi di Gregorio.. un uomo tanto grosso quanto simpatico 🙂

Gli olii di Sommariva, eccezionali.

THIS IS FOOD: la nuova food culture di Roma

 Cari amici di Roma e dintorni per la prossima Domenica 13 ottobre non prendete impegni!

Alle Officine Farneto infatti si svolgerà la prima edizione di THIS IS FOOD, il progetto dedicato alla nuova food culture metropolitana, che mette in rete alcune delle più interessanti realtà del panorama gastronomico di Roma. Un evento lungo una domenica, dal brunch allo spuntino di mezzanotte, che va ad implementare la mappatura nella nuova scena creativa della città, tracciata ogni anno da This Is Rome.

This is food non si occupa di chef stellati o di grandissima ristorazione, ma è più orientato ai segnali di creatività del territorio, alla cucina “pop” di qualità, alle esperienze nuove ed originali.

Troverte a This is food qunidi realtà grandi ed affermate insieme a piccole startup e nuove proposte, tutti protagonisti del panorama urbano che sanno conciliare il linguaggio dei sapori con quelli del design, della cultura, del marketing.

Ecco alcune delle proposte che potrete trovare:

Pastificio San Lorenzo e Caffè Propaganda, luoghi del cibo che alla grande qualità della proposta gastronomica abbinano la costruzione di uno spazio dal design originale, un concept che si assaggia ed un mood che si respira.

Porto Fluviale, una realtà innovativa sin dalla sua struttura, che, assieme ai piatti, è in grado di servire un calendario fitto di eventi in bilico tra gastronomia e cultura pop.

Grandma, felice commistione tra un suggestivo concetto di bistrot ed una nuova idea di live club, per un luogo che accoglie e scalda.

Hamburgeseria, uno dei templi cittadini dell’hamburger, che racconta del successo contagioso di una semplice proposta gastronomica: l’evoluzione di qualità del re dello street food occidentale.

Zia Rosetta, che sta creando un mondo nuovo e ricco di sapori, a partire dalla più semplice ed umile icona gastronomica della città.

Tram Depot, il chiosco gourmet ideato dallo straordinario staff e dallo chef del Lanificio159.

Mazzo, il progetto appena lanciato dai Fooders, tra i principali protagonisti della nostra food culture.

Bistrot Bio e la sua proposta di prodotti stagionali e a km zero, provenienti dalle piccole aziende del territorio.

Fonderia, una realtà che miscela pasticceria e graphic design, cioccolateria, illustrazione e molto altro.

Steccolecco, nuovo brand in grado di conciliare l’alta qualità e genuinità di un gelato artigianale, con la praticità del gelato a stecco.

L’Ape di Romeo, nato dall’unione di due realtà già note nella Capitale – Roscioli e Glass Hosteria, che troverete per le strade di This Is Food.

Bancovino, technical partner This Is Food per ciò che riguarda la fornitura del vino.

GLUTEN FREE AREA
Farma Store Brocchieri, un vero e proprio shop gluten free che, accanto alle classiche selezioni presenti in negozi specializzati e farmacie propone prodotti freschi e specialità regionali che arrivano quotidianamente da tanti artigiani italiani. Per l’occasione, da un’idea di Food Confidential, gli chef Arcangelo Dandini e Claudio Favale prepareranno piatti e dolci espressamente pensati per chi soffre di celiachia ma non vuole rinunciare a tutti i piaceri del palato.

BAMBINI
A This Is Food anche i bambini potranno approcciare il mondo della cucina divertendosi con i laboratori realizzati da La Casa del Parco e da Ti Cucino Io, che si alterneranno tutto il giorno con i loro minicorsi pensati espressamente per i più piccoli.

MUSICA
Dj set di Emiliando “Stand” Cataldo, Alessandro Casella, Soul Kitchen, Bibi di Mercato Monti e Ziguline Beans Collective.

Tutto questo in una location straordinaria come le Officine Farneto, per un evento che rappresenterà la prima tappa del progetto This Is Rome, il racconto della nuova scena creativa della città, di scena il 23 e 24 ottobre a Palazzo Incontro e il 25 al Museo MAXXI.

This is Food | Officine Farneto | via dei Monti della Farnesina, 77 | Roma | www.officinefarneto.it

Ingresso 5 € – inclusi nel prezzo omaggi e sconti da utilizzare dopo l’evento presso i ristoranti partecipanti

Degustazioni durante l’evento da 3 a 7 euro

This is Food
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Snob Production
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Food Confidential
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Tutti per tartufi: alla scoperta del Tartufo Bianco d’Alba

Fino a pochi anni fa, non amavo il tartufo: in qualsiasi modo mi fosse servito proprio non mi andava di mangiarlo. Per fortuna i gusti mutano e si affinano nel corso degli anni, specialmente quando si prova a lavorarci su, ed ora invece amo il sapore e l’odore pungente del tartufo quindi quando ho ricevuto l’invito da Carlo Vischi per partecipare alla serata “Tutti per Tartufi” allo Sheraton Eur di Roma, ho fatto salti di gioia.


La serata è stata organizzata dalla Regione Piemonte con la collaborazione di Sheraton, IPLA (Istituto per la protezione delle piante da legno e l’ambiente) e dal Centro Nazionale Studi Tartufo, il tutto con l’inconfondibile maestria di Carlo Vischi.

Una serata dedicata quindi alla promozione e valorizzazione del Re della gastronomia, il tartufo. Il Piemonte è uno dei pochi luoghi al mondo dove si può trovare questo fungo (eh si, perchè il tartufo è della stessa famiglia dei porcini, ma cresce sotto terra) e in questa regione, che è la vera e propria capitale mondiale del Tartufo Bianco d’Alba, è diventato l’eccellenza: un patrimonio di saperi e tradizioni che si concretizza in ben 20 fiere, garantite dalla presenza di una commissione di qualità, che permettono a chiunque voglia di gustare, scoprire ed acquistare il tartufo, a chilometri zero.

La serata, affollata di giornalisti, blogger ed esperti del settore, è cominciata con un ottimo aperitivo a base di prodotti di aziende piemontesi (come non citare le fantastiche conserve Prunotto o il riso Gli Aironi).

Poi sono arrivati i tartufi bianchi in tutto il loro splendore: subito il loro profumo si è sparso per la sala ed è stato possibile apprezzarne le differenze a seconda del territorio di provenienza ossia del tipo di terreno in cui il tartufo si è sviluppato.

E’ arrivato quindi il momento di assaggiare i piatti a base di tartufo: tutti i piatti sono stati preparati e presentati sia dall’executive chef dello Sheraton Eur Donato Savino, sia dagli chef piemontesi “in visita”: Maurilio Garola, stella Michelin, del ristorante La Ciau del Tornavento di Treiso e Massimo Mentasti del ristorante La Gallina di Monterotondo di Gavi.

Il primo ad entare è stato un meraviglioso Uovo in Cocotte servito nel suo scrigno con tartufo bianco d’Alba dello chef Maurilio Garola: uno scrigno in legno che una volta aperto svelava agli occhi ma sopratuto al naso tutto il suo tesoro, un uovo cotto a bassa temperatura in una piccola cocotte, ricoperto di scaglie di tartufo bianco d’Alba. Credo di non aver mai mangiato un uovo e tartufo così buono e sopratutto servito in modo così elegante e particolare.

Subito dopo è arrivato il secondo uovo: Uovo cotto a bassa temperatura con fonduta di pecorino romano DOP, guanciale di Amatrice e tartufo bianco d’Alba dello chef Donato Savino, un superbo piatto fusion che ha unito una eccellenza del nord con una del centro, un magnifico equilibrio di sapori, dolcezza e sapidità che hanno stuipito piacevolmente tutti gli ospiti.

Siamo passati quindi ai primi, preparti al momento dagli chef Savino e Mentasti.

Il primo che ho assaggiato è stato il Plin di fonduta con burro d’alpeggio, parmigiano e tartufo bianco d’Alba, dello chef Massimo Mentasti: un sapore delicatissimo, ho visto usare tantissimo burro ma il sapore praticamente non si sentiva segno di una altissima qualità del burro stesso.

Il secondo invece era uno stupendo Raviolo con ricotta romana DOP, vellutata di zucca mantovana e tartufo bianco d’Alba dello chef Donato Savino, che anche in questo caso ha saputo accostare alla perfezione tre ingredienti di diverse regioni tirandone fuori un piatto dal gusto unico: posso affermare con sicurezza che in vita mia non ho mai mangiato un piatto di ravioli così buoni e dal gusto così equilibrato.

Per terminare è stato servito un tortino di Patate e funghi porcini con crema di burrata di Andria e rucola, con tartufo bianco d’Alba, sempre ad opera dello chef Donato Savino. In questo caso non ho molto apprezzato l’abbinamento con la burrata ma il piatto era comunque ottimo e ben concepito e realizzato.

Il tutto è stato accompagnato da ottimi vini e birre piemontesi:
Le birre del Birrificio Baladin
Barolo DOCG “Essenze” 2008 Terre Da Vino
Moscato d’Asti DOCG “La Gatta” 2012  Terre Da Vino
Gavi Villa Sparina 2012
Freisa di Chieri 2012 Balbiano
Gattinara 2005 Nervi
Rochè di Castagnole Monferrato “L’accento” 2012 Montablera

Insomma una bellissima serata alla scoperta del Tartufo e delle eccellenze del Piemonte, tanto che una volta tornato a casa mi è venuta voglia di farmi un viaggio per andare ad assistere ad una delle numerose fiere, comprare un tartufo, e poi entrare in un qualsiasi ristorante e chiedere, porgendolo al cameriere, di grattuggiarlo sopra i piatti, come non è insolito vedere accadere li.

E voi, se siete nei dintorni o volete fare un bel viaggio, non perdetevi le date delle fiere del tartufo in Piemonte, eccole qui!

12 Ottobre – 17 Novembre: Fiera Internazionale del Tartufo bianco d’Alba

Fiere Nazionali:
20-27 Ottobre: Fiera di Moncalvo
3 Novembre: Fiera di Montechiaro d’Asti
8-10 Novembre: Fiera di Rivalba
10-17 Novembre: Fiera di Murisengo
17 Novembre: San Sebastiano Curone

Fiere Regionali:
6-13 Ottobre: Fiera di Montiglio Monferrato
12-13 Ottobre:  Fiera di Odalengo Piccolo
13 Ottobre: Fiera di Bergamasco
20 Ottobre: Fiera di Mombercelli
27 Ottobre: Fiera di Trisobbio
1-3 Novembre: Fiera di Mondovì
3 Novembre: San Damiano D’Asti
10 Novembre: Fiera di Canelli
17 Novembre: Fiera di Asti
24 Novembre: Fiera di Acqui Terme
17-24 Novembre: Fiera di Vezza d’Alba
30 Novembre – 1 Dicembre: Fiera di Cortazzone
1 Dicembre: Fiera di Santo Stefano Belbo
9-10 Marzo 2014: Fiera di Scagnello

Aperitif à la Francaise

Lo scorso 30 Settembre si è svolta nella prestigiosa cornice del Doney, ovvero il lounge bar dell’Hotel Westin Excelsior di Via Veneto, la serata “Aperitif à la Francaise” nella sua tappa Romana.

Potremmo definire  Aperitif à la Francaise un tour che sta facendo tappa in numerose città italiane, organizzato da Sopexa, per la promozione della cultura enogastronomica Francese e dei suoi prodotti tipici.

Una idea originale di promozione del territorio che non si limita semplicemente ad organizzare un aperitivo con prodotti francesi ma vede protagonisti diretti anche alcuni foodblogger che grazie alla loro visibilità sul web possono sicuramente contribuire ad una maggior diffusione del progetto.

Per la tappa romana è stato il turno dell’amico Luca Sessa del blog Per Un Pugno Di Capperi che ha preparato dei fantastici “Bignè Papillon” con mousse di Roquefort, pere caramellate e noci. La ricetta completa potrete trovarla direttamente qui sul suo blog.

E’ stata una piacevolissima serata, con la degustazione di tantissimi formaggi tipici, dei croissant da urlo, ottime birre e vini sempre tutto di origine francese.

Moltissimi i foodblogger e gli esperti del settore presenti che hanno potuto vivere un piccolo angolo di enogastronomia francese nel centro di Roma.

Foto: (c) Side Wine per gentile concessione

 Aperitif à la Francaise continua il suo tour ancora a Torino il 15 Ottobre e qui sul blog di Luca potrete trovare tutti gli altri dettagli!

De Rerum Pasta: forme, consistenze e incontri inediti


E’ noto a tutti che alcune delle preparazioni o delle ricette che oggi usiamo senza neanche pensare alla loro storia, sono nate per caso e spesso per veri e propri errori. A volte in realtà queste storie si perdono più nella leggenda che nella realtà, ma non è questo il caso di cui voglio parlarvi: qui si tratta di un errore vero e proprio, ben documentato, ma la fantasia e l’estro di un uomo hanno saputo trasformare quell’errore in un successo. Quest’uomo è Daniele Capozzi, creatore e titolare di Zalla, il famoso negozio (a me piace chiamarla più ’boutique’) di specialità emiliane a Roma.

Ho ricevuto l’invito a partecipare ad una serata tutta sulla pasta, quella all’uovo emiliana, organizzata da Fuddenuain e Maple. Ci ha accolto nella splendida cornice del MapleLab il “padrone di casa” Alessandro Nasini, in una splendida e calda serata di fine settembre.

Confesso che conoscevo per fama sia Daniele sia Zalla ma siccome non è proprio dietro casa, non ci ero mai stato. Daniele ha subito confessato che lui non si definisce ne chef, ne cuoco, ma solo un “apriscatole” (la simpatia e il modo di fare degli emiliani e in particolare di bolognesi è fenomale, io li definisco i “napoletani del nord”) ovvero un imprenditore che sceglie le eccellenze della sua terra e le diffonde a Roma. Ma anche solo per scegliere, selezionare, provare e capire ci vuole arte e perizia.

Abbiamo iniziato subito l’aperitivo con delle streghette allo strutto che erano una vera e propria droga, non ne avevi mai abbastanza, delicatissime e per nulla pesanti accompagnati da ottimi vini Offida Pecorino DOCG e Prato Grande Marche Chardonnay IGT, della Tenuta De Angelis.

Poi è arrivata lei, la regina indiscussa, la Lasagna!

Dieci strati di sfoglia (si avete letto bene, dieci!) che si scioglievano letteralmente in bocca. Dico sinceramente che non ho mai mangiato una sfoglia così buona! La sfoglia era leggermente verde per la presenza di una infinitesimale quantità di spinaci nell’impasto perchè, ci ha spiegato Daniele, l’impasto per la sfoglia delle lasagne ha bisogno di tempi e modi di asciugatura diversi da quello ad esempio dei tortelli e quindi le sfogline per distinguerlo lo colorano con gli spinaci. Arte e tradizione allo stato puro.

E’ quindi arrivato il turno di una pasta “inventata” da Alessandro Nasini su ispirazione dei lavori dell’amica Roberta Castiglione, una pasta Crochet: un bucatino di pasta all’uovo tessuto ed intrecciato a formare una sorta di gomitolo pronto a raccogliere tutti i sapori, in questo caso un meraviglioso e profumatissimo sugo di erba cipollina, basilico e peperoncino.

Ormai inebriati dai sapori di quanto assaggiato finora, arriva il momento del Passatello, altra tipicità bolognese. Dopo le bellissime spiegazioni sulla storia ma sopratutto sulla sua lavorazione resa complicata dall’asciugatora che deve essere diversa a seconda di quanto tempo dopo verà cotto (quindi immaginate la complessità di trovare il punto giusto di asciugatura per farlo a bologna e poi doverlo trasportare a Roma), Daniele ce lo ha preparato in modo classico o meglio dire nell’unico modo possibile: in brodo. Non è certo un piatto di fine estate, ma il suo sapore ricco e inconfondibile, con le note di Grana Padano e noce moscata, ti fanno dimenticare stagione e temperatura, un vero capolavoro, cotto alla perfezione per non diventare troppo morbido, lo abbiamo assaggiato anche crudo ed è una vera esplosione di profumi e sapori.

Ed eccoci al protagonista della serata, ovvero il Passatello Sbagliato. Come ci ha spiegato Daniele qui lo sbaglio sta nel formato. Gli ingredienti sono gli stessi del passatello tradizionale ma in questo caso, per un errore, le sfogline si sono ritrovate con un impasto molto più duro, che non poteva passare attraverso la “macchina” che da forma al passatello. Ecco quindi l’idea geniale: non buttare l’impasto ma perfezionarlo e farne degli gnocchetti. Ovviamente anche in questo caso la cottura in brodo è assolutamente un connubio perfetto, ma vuoi per la forma e per la diversa consistenza, il passatello sbagliato si adatta ad essere usato in piatti completamente diversi dal tradizionale: pesce, carne, verdure.

In questo caso è stato preparato da Alessandro in un meraviglioso sugo a base di peperoni e zucchine, ma vi dico subito che assagiandolo subito i miei neuroni si sono messi in moto e secondo me un passatello sbagliato alla “cacio e pepe” sarebbe perfetto e proverò a farlo il prima possibile!

Insomma è stata una bellissima serata all’insegna della pasta fresca all’uovo, della tradizione emiliana ma anche all’insegna della fantasia che tutti, imprenditori, chef e appassionati, dovrebbero usare in cucina. La sfida è lanciata, chi la saprà raccogliere?

Mi raccomando, andate a trovare Daniele nel suo negozio dove potrete trovare tutti questi prodotti che meritano assolutamente di essere provati! Inoltre troverete anche le meravigliose Raviole con Confettura di Visciole che ci hanno riaccompagnato a casa e che sono davvero un vero e proprio “food-porn”.

Trovate ZALLA a Roma, in Via Ignazio Giorgi 47
Telefono 06-64.81.01.15
Info@zalla.it
http://www.zalla.it/
Oppure qui la pagina Facebook

L’Ambretta: il locale “cul” nel cuore della garbatella

Ormai è una certezza: quando nell’organizzazione di un evento c’è di mezzo Food Confidential di Nerina Di Nunzio, il successo è assicurato!

Ieri sera ho quindi potuto partecipare alla serata di presentazione de “L’Ambretta”, dedicata a stampa e foodbloggers.

A differenza delle altre volte oggi vi metto prima di tutto i riferimenti, perchè stasera 26 Settembre dalle 18 ci sarà la serata di inaugurazione aperta al pubblico e vi consiglio di non mancare.
Non potete stasera? Andateci comunque il prima possibile perchè merita davvero, e leggerete sotto il perchè!

L’Ambretta si strova in Piazza Giovanni da Triora 15 – 00154 Roma
Potete prenotare scrivendo a prenotazioni@ambretta.org oppure telefonando al 338.11.37.099
Il locale è aperto tutti i giorni dalle 18.00

L’Ambretta è tutto e il contrario di tutto. Si definisce “enocibolibroteca”, ma non è un ristorante, non è un’enoteca, non è una libreria, non è una gadgetteria, non è una birreria. Più semplicemente è un “posto”.

 

Un posto che nasce al centro della Garbatella, famosissimo quartiere di roma, permeato di storia, tradizioni, semplicità e innovazione.  L’Ambretta si trova proprio in un piccolo spazio ricavato nello stesso edificio del Teatro Ambra, una vecchia chiesa,  e nasce per promuovere e rendere disponibili a tutti le eccellenze alimentari italiane, attraverso un percorso che unisce parole, musica, cibo, vino, immagini e libri.

L’Ambretta va così a completare quella “città della cultura” che è il Teatro Ambra dove si uniscono teatro, musica, cinema, arte, e ora anche enogastronomia e che infatti viene chiamata “Ambra alla Garbatella” proprio perchè in un solo posto è possibile trovare percorsi diversi che regalano esperienze diverse, sempre all’insegna della cultura, perchè anche il cibo è cultura, è arte, è esperienza.

L’Ambretta è un posto “cool” o meglio “cul – culturalculinarycool” davvero molto bello. Il concept, il format, le scelte e le installazioni sono state ideate e creata da Valter Casini per Morris, Casini & Partners, che devo dire ha fatto davvero un capolavoro: lo stile è davvero delizioso, pareti bianche e nere accolgono il visitatore trasportandolo in un tempo sospeso tra la modernità e gli anni cinquanta grazie alle numerose installazioni, contaminazioni e richiami ispirate proprio alla famosa lambretta.

Stupende le saliere a forma di lambretta, le “candele” a tavola che sono vere e proprie candele di motore, le fiorere che sono taninchette di benzina.. I tavoli sono con sfondi di foto d’epoca e il locale è pieno di lambrette di tutte le forme e dimensioni, per non parlare di tutta quella cartellonistica, quadri, insegne, menu.. tutto ispirato allo stile lambretta, perfino i bigliettini da visita hanno forma, dimensione e stile del tachimentro della lambretta.

Perfino i testi sui menu sono concepiti in uno stile tutto particolare, a tavola trovate anche un “manuale d’uso”, insomma… entrare da L’Ambretta vi farà divertire sul serio!

 

L’Ambretta dispone di circa 100 coperti, e si compone di spazi particolari come un piccolissimo privè per due persone, una sala più riservata nell’abside della vecchia chiesa in cui sorge la struttura e una sala più grande dove oltre a poter gustare tutto quello che c’è nei menu, si possonno leggere ed acquistare libri “a km zero”.

C’è infine una sala, chiamata Ambracadabra, dove è possibile bere un buon vino mentre si assiste ad una proiezione di uno dei video scelti dal direttore artistico del Teatro Ambra, e dove campeggiano le gigantografie di grandi uomini e donne, da Ghandi a Steve Jobs.

I menù sono sconfinati ed è maniacale la cura e la scelta di prodotti di eccellenza che è stata fatta… si passa da un menu dedicato al “bere” che comprende decine e decine di tipi di the, infusi di erbe, spremute e centrifughe di frutta per terminare con le acque.. eh si perchè in un posto così mica puoi bere l’acqua “normale”? Due scelte.. l’acqua Filette e l’Acqua Garbata, ossia l’acqua della Garbatella, con tanto di spiegazione su come nasce e sulle sue caratteristiche.

Il menù relativo al “mangiare” è piacevolmente infinito,  38 pagine in cui si passa dal pane di Roscioli, uno dei pani più buoni di tutta roma, alla pinsa romana, e si prosegue con qualche primo ma sopratutto con una infinita selezione di formaggi, salumi e carni da far impallidire anche i più grandi conoscitori delle eccellenze enogastronomiche italiane: cinta senese, salame di varzi, culatello, anatra, capriolo, cinghiale, chianina in varie proposte, ragusano, pecorino di fossa, pecorino ennese,  giusto per citarne alcune! Ogni pietanza è minuziosamente descritta con storia, origini, tradizioni.
Si finisce poi con una ottima selezione di dolci, gelati e frutta.

Il menù relativo a vini e birre si compone di una selezione che va dall’estremo nord all’estremo sud della penisola e di sicurò non lascerà scontento nessun amante del vino o della birra artigianale.

La cosa divertente de L’Ambretta è che si può scegliere il modo in cui mangiare: degustazione, mangiare qui e potare via, da scegliere a seconda di quanta fame si ha, quanto tempo si ha e quante cose si vogliono provare. Scegliere una sola pietanza dal menù oppure affidarvi alle “composizioni” studiate dal Food Art Director che comprendono numerose scelte dal menu alla carta e che vi guidano in una esperienza quasi mistica, una esperienza che vale assolutamente la pena di viviere!

(in foto alcuni bloggers intervenuti alla serata:

Quindi se siete a Roma, non aspettate, andateci il prima possibile!

(in foto l’amico Marco Ricci, del blog Secondo Me )

Vi riporto anche il comunicato stampa ufficiale

Metteremo in moto il 26 settembre, nel cuore della Garbatella, l’enocibolibroteca L’Ambretta, in Piazza Giovanni da Triora, 15. L’Ambretta nasce per promuovere e rendere disponibili a tutti le Eccellenze Alimentari Italiane, attraverso un percorso esperienziale che unisce parole, musica, cibo, vino, immagini, libri.   
Roma, giovedì 26 Settembre 2013 – Ore 18.00

Nata all’interno de l’Ambra alla Garbatella, struttura che unisce il teatro, la musica, il cinema, l’esposizione d’arte, L’Ambretta esplora il panorama gastronomico nazionale, dei migliori produttori e delle specialità gastronomiche di nicchia. La possibilità di vivere esperienze diverse coniugate con una selezione ricercata, rende L’Ambretta un punto di ritrovo per consumatori attenti ed esigenti che potranno scegliere se farsi stuzzicare dagli assaggi, gustare una porzione o portare a casa.
Ed è proprio a questi consumatori che L’Ambretta si è rivolta scegliendo i suoi Ambrassador, amanti dell’eccellenza enogastronomica e dei percorsi di senso, veri e propri ambasciatori che hanno raccolto la sfida di raccontare gli spazi de L’Ambretta, graditi ospiti tutte le volte che vorranno, i primi a diffondere il valore di vivere un’esperienza attiva in un posto che vuole diffondere il Senso dello Stato del Gusto.
Con i suoi 100 coperti e i suoi spazi da scoprire e da vivere come l’Ambrivé per un aperitivo tra amici, l’Ambracadabra dove tutto è possibile – dalle feste alle sfilate – e il piccolo e accogliente T42, L’Ambretta completa il progetto della cittadella delle culture che Ambra alla Garbatella vuole essere, un luogo in cui sostare, ristorarsi, assaggiare, degustare, sorseggiare, leggere, creare, vivere la multiformità degli spazi, condividere le esperienze e l’amore per Roma e la Garbatella.
Il locale sarà aperto tutti i giorni dalle 18.00, prenotazioni@ambretta.org +39 3381137099.

Ufficio Pubbliche Relazioni
Food Confidential
R.S.V.P. press@foodconfidential.it – + 39 3351332711

EXTRAVOGLIO: perchè l’olio non è solo condimento…

…ma deve essere un vero ingrediente.

Ho conosciuto Pietro Palanti qualche mesa fa nel corso di una cena, subito ci parlò della sua passione per l’olio extravergine di oliva, e ricordo che la serata si concluse con l’assaggio dell’olio che usava lo chef del ristorante dove ci trovavamo a cenare.

Durante quella serata mi fece giustamente capire che, purtroppo, il modo in cui consideriamo e usiamo l’olio è sbagliato. A volte nelle ricette di “noi” foodblogger, ma anche di chef famosi, si leggono degli ingredienti ricercartissimi… sale di paesi lontani, spezie intorvabili, fiori eduli.. e poi un tristissimo “Olio EVO quanto basta”.

Eppure l’olio non è solo un semplice condimento, può completamente cambiare la struttura di un piatto. Nel nostro paese ci sono tantissime varietà di olive (cultivar) che danno olii dal sapore e profumi completamente differenti e sarebbe bene imparare a conoscere gli olii, i difetti, le caratteristiche in modo da poter scegliere per ogni piatto l’olio più adatto.

E’ per questo che ho partecipato con piacere alla serata di presentazione degli incontri EXTRAVOGLIO, che si è svolta nella magnifica cornice di Incontri in Cucina presso lo showroom di Pentole Agnelli a Roma insieme ad altri amici foodblogger.

Durante la serata Piero ha spiegato la sua filosofia sull’olio extravergine di oliva e ci ha introdotti nel mondo dell’assaggio.

Abbiamo assaggiato degli ottimi oli sotto l’esperta guida di Piero che ci ha aiutato a “capirli” e a scoprirne i profumi e tutte le loro caratteristiche. Gli oli assaggiati sono stati:

Grossa di Cassano, olio calabrese con sentori netti di pomodoro e basilico
Titone,  olio siciliano, 98/100 guida Flos Olei, meraviglioso.
Dop Cilento del frantoio Marsicani
Guadagnolo Primus della Fattoria Ramerino, toscan, assaggiato nel gelato all’olio extravergine servito come dessert.

Ho capito che l’errore più grande che facevo era assaggiare l’olio usando una bruschetta… ho portato l’olio che uso e che mi piaceva ma assaggiandolo “assoluto” direttamente dal bicchiere il sapore è completamente diferente!

Non sono il biologico o il dop a fare un olio “buono”, ma tanti altri fattori che possono essere stabiliti solo all’assaggio.

Ho capito anche di saperne praticamente nulla, e dovrò assolutamente rimediare mettendomi a studiare, magari partecipando a qualche altro incontro con Piero, perchè è davvero importante saper riconoscere un buon olio, saperne distinguere profumi, sapori, pregi e difetti in modo da poterlo abbinare al giusto piatto.

La serata si è conclusa con una cena ai sapori del mediterraneo, preparata da Piero. Tutte pietanze di stile “etnico” per lo più di ispirazione nordafricana e mediorentale. Confesso che a me questo tipo di cucina non piace molto, specialmente per la presenza del cumino che tra le tante spezie è quella che davvero non riesco a farmi piacere, ma è stato bello dopo la serata ritrovarsi tutti seduti a gustare questi piatti che pietro ha preparato in molti casi senza neanche usare olio in cottura.

Il dessert è poi stato un ottimo gelato all’olio extravergine con scagliette di cioccolato, un pò troppo forte il sapore dell’olio per i mie gusti, ma davvero eccezionale 🙂

I prossimi incontri, che si svolgeranno sempre presso Incontri in Cucina saranno:

19/09/2013 – “Portami il tuo olio, ti dirò chi sei” 
Una serata ad assaggiare l’olio extravergine imparando a riconoscere difetti e pregi

22/10/2013 – “Cucinare con l’olio extravergine”
Una serata cucinando in modo sano e consapevole per preservare le qualità dell’olio extravergine

19/11/2013 – “Aperitivo con il produttore”
Una serata con un produttore per la presentazioen dei suoi prodotti abbinati ad un aperitivo di qualità con la possibilità di acquistare un buon olio a prezzi promozionali.

10/12/2013 – “Unti e contenti è arrivato l’olio nuovo”
Serata di degustazione e abbinamento con gli oli extravergini della stagione 2013/14 con la presenza di produttori

Vi consiglio di partecipare, perchè vi si aprirà un nuovo mondo sull’olio… !

Eccovi anche i dettagli per contattare Piero ed iscrivervi ai corsi

Piero Palanti
Assaggiatrore Guida “FLOS OLEI”
www.extravoglio.it
Facebook EXTRAVOGLIO
Twitter UNTIECONTENTI
Pieropalanti@gmail.com

Pizzeria “Magnifica”, di nome e di fatto

Quando ho ricevuto l’invito per partecipare alla serata di apertura della nuova Pizzeria “Magnifica”, di Maurizio Valentini, mi sono subito precipitato a confermare la mia partecipazione.

Per un appassionato di pizza, pane e lievitati come me è sempre stimoltante conoscere una nuova pizzeria che si presenta con una proposta di alta qualità, gourmet (almeno sulla carta) nel panorama romano che, a parte i soliti noti, non spicca certo di eccellenze in questo campo.

Il fatto che l’evento fosse organizzato e curato da Food Confidential della bravissima Nerina Di  Nunzio mi faceva ben sperare perchè davvero non sbaglia un colpo.

Ero però un pò scettico, devo ammetterlo, perchè io a roma la pizza “romana” al piatto non la mangio neanche sotto tortura: forse ho scelto i posti sbagliati in tutti questi anni, eppure è sempre andata male. Mi sono spesso ritrovato con una pizza sottilissima come un pane carasau condita da pomodoro dal dubbio sapore e da “mozzarella” stile pizza-hut oppure con delle pessime imitazioni di una napoletana con un impasto lievitato male, colloso, e spesso cotto malissimo. Per non parlare dell’arsura tipica di impasti con farine pessime e lievitazioni veloci con dosi esagerate di lievito.

Almeno queste sono state le mie esperienze di pizza “romana” fino ad oggi ed è per questo che quando qualche amico mi invita in pizzerie chiedo di scegliere una pizzeria dove facciano anche ristorante, almeno una cacio e pepe o una carbonara le rimedio, anche se non sono mai dei capolavori, ma almeno non impreco contro il pizzaiolo per l’intera serata 🙂

La pizzeria “Magnifica” si proponeva con un concetto nuovo: una pizza ne romana ne napoletana, ma unica nel suo genere.

Ero troppo curioso e per nulla al mondo mi sarei perso questa serata.

La pizzeria “Magnifica” si trova in zona Balduina, un pò complicato parcheggiare in strada ma proprio accanto alla pizzeria c’è un garage aperto fino all’una di notte, che è molto comodo.

L’ambiente è semplice ed elegante, bello luminoso, con forno a legna e banco pizzeria a vista con 60 coperti.

Per fortuna qui dentro anche a locale pieno si può parlare con i tuoi commensali senza dover urlare e il brusio di sottofondo non disturba.

Prima cosa che ho fatto è stata una chiacchierata con i pizzaioli per capire ingredienti e tecniche usate: impasto fatto con farine Molino Iaquone, 70% di farina 00 e 30% di farina integrale, 48 ore di maturazione totali con le prime 24 in massa, poi staglio e altre 24 ore sempre in cella. La stesura viene fatta fortunatamente a mano e con l’uso di semola per lo spolvero. Ottima tecnica e ottime farine, quindi le cose promettevano molto bene.

Abbiamo subito iniziato con i fritti. Zucchine e melanzane pastellate, baccalà in pastella accompagnato da una marmellata di cipolle e tre tipi di suplli: classico, con fegatini, e al contrario ossia con la parte esterna di mozzarella.
La frittura era perfetta, per niente unta, leggera e croccante. Il baccalà aveva un sapore comunque delicato e si sposava perfettamente con la marmellata di cipolle.

Poi è arrivato il momento tanto atteso, le pizze.

La prima ad arrivare è stata la meravigliosa pizza con fichi settembini, culatello di parma e menta.

Da buon maniaco degli impasti la prima cosa che ho fatto è stata spostare tutti gli ingredienti ed assaggiare solo l’impasto, rimanendo piacevolmente colpito: sapore ottimo, ne anonimo come quando si usano farine scadenti, ne troppo “panoso” come quando si usa troppa integrale. La pizza è sottile ma non eccessivamente, al punto da rimanere comunque molto morbida. Il cornicione è da tipica pizza romana ma la parte interna è invece più da napoletana, anche se ben diversa. Sotto i denti la pasta si presenta morbida e davvero scioglievole, indice di ottima maturazione e cottura. Quindi sull’impasto nulla da dire ma solo complimenti.

(foto di Lorenzo Sandano)

Purtroppo in questo caso l’unica cosa non piacermi eccessivamente è stata la farcitura. Capiamoci, non era per niente male, ma sono stato sfortunato perchè sulla fetta che ho mangiato sarà finita un pò di menta in più che ha fatto completamente sparire il sapore del culatello, è stato quindi solo un caso perchè gli altri commensali non hanno avertito il problema.

Si è passati quindi alla seconda pizza, la TOMMASINO, in assoluto la mia preferita fra tutte: base con pomodoro san marzano DOP, pomodorini semi-dry De Carlo, mozzarella di bufala sfilacciata a mano ed emulsione al basilico. Tutti gli ingredienti vengono aggiunti a freddo e devo dire che è stata una delle pizze più gustose che ho mangiato negli ultimi anni, un perfetto abbinamento di sapori in particolar modo i pomodorini semi-dry pieni di aglio e aromi rendevano il tutto davvero profumato e infatti a tavola non ci siamo fatti mancare il bis.

E’ arrivata poi la pizza PUGLIESE: Burrata di Andria, pomodorini semi-dry di De Carlo e olive taggiasche. Che dire, meravigliosa.. anzi.. magnifica. La scioglievolezza della burrata abbracciava le note di aglio dei pomodorini semidry che venivano poi chiuse dal sapore dell’oliva taggiasca. Davvero ottima!

Per finire con le pizze la sorpresa dello chef: la pizza CARBONARA: uova biologiche Azienda Agricola San Bartolomeo, guanciale amatriciano DOP, pepe nero di Sichuan, pecorino romano DOP. Un sapore molto delicato, con il sentore dell’uovo cotto percepibile in sottofondo e che non sovrastava come “frittata” gli altri ingredienti, la sapidità del pecorino e il profumo intenso del guanciale che in questo caso viene prima cotto a parte per perdere i grassi e rianere croccante e poi aggiunto alla pizza.

E per terminare i dolci… siccome non riuscivamo a decidere quali prendere li abbiamo presi tutti e divisi: mousse alla nocciola, mousse ai lamponi, mousse al cioccolando fondente 70%, profiteroles,  crumble con cioccolato bianco e fragole.

Il tutto accompagnato da una ottima selezione di birre artigianali
Insomma, una gran bella serata in una gran bella pizzeria.

Inoltre guardando i menù ho potuto notare che i prezzi delle pizze non sono per nulla eccessivi considerando gli ingredienti di altissma qualità, ad esempio la Tommasino costa soli 11€. Spesso a pochissimi euro in meno accettiamo di mangiare pizze di cartone condite con pomodori cinesi. Io personalmente preferisco mangiare una pizza in meno al mese ma di alta qualità, non so voi.
Il menu ovviamente comprende tantissimi altre pizze, tutte gourmet, con ingredienti freschi e di qualità altissima.

Fino ad oggi avevo solo due indirizzi per la pizza a Roma: Pizzarium per la teglia e Sforno per la tonda “simil-napoletana.

Oggi ho aggiunto un nuovo indirizzo per una pizza unica nel suo genere, un punto di incontro tra roma e napoli, un posto dove si è sicuri di poter mangiare una pizza di qualità, ed è la Pizzeria Magnifica.

La Pizzeria Magnifica si trova in via Ugo de Carolis 72/D ed è aperta tutti i giorni dalle 19 alle 23. Telefono 06/35452285 
Potete anche raggiungerli su Facebook e Twitter

Inoltre durante la serata sono passati anche il grande Arcangelo Dandini e il simpaticissimo Pasquale Torrente che, insieme ad altri grandi chef come Marco Bottega, Antonello Migliore, Andrea Dolciotti, Stefano Preli e Paolo Trippini, proporranno presto le loro “pizze d’autore” nel menu della Pizzeria Magnifica

Vi consiglio quindi vivamente di fargli una visita al più presto, perchè sono sicuro che in breve tempo avranno la fila fuori dalla porta. Quando c’è la qualità si vede, ma sopratutto si sente.

Per ultimo voglio ringraziare Food Confidential  per la piacevolissima serata e per avermi fatto scoprire questa “magnifica” pizzeria!


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