Pizzeria “Magnifica”, di nome e di fatto

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Quando ho ricevuto l’invito per partecipare alla serata di apertura della nuova Pizzeria “Magnifica”, di Maurizio Valentini, mi sono subito precipitato a confermare la mia partecipazione.

Per un appassionato di pizza, pane e lievitati come me è sempre stimoltante conoscere una nuova pizzeria che si presenta con una proposta di alta qualità, gourmet (almeno sulla carta) nel panorama romano che, a parte i soliti noti, non spicca certo di eccellenze in questo campo.

Il fatto che l’evento fosse organizzato e curato da Food Confidential della bravissima Nerina Di  Nunzio mi faceva ben sperare perchè davvero non sbaglia un colpo.

Ero però un pò scettico, devo ammetterlo, perchè io a roma la pizza “romana” al piatto non la mangio neanche sotto tortura: forse ho scelto i posti sbagliati in tutti questi anni, eppure è sempre andata male. Mi sono spesso ritrovato con una pizza sottilissima come un pane carasau condita da pomodoro dal dubbio sapore e da “mozzarella” stile pizza-hut oppure con delle pessime imitazioni di una napoletana con un impasto lievitato male, colloso, e spesso cotto malissimo. Per non parlare dell’arsura tipica di impasti con farine pessime e lievitazioni veloci con dosi esagerate di lievito.

Almeno queste sono state le mie esperienze di pizza “romana” fino ad oggi ed è per questo che quando qualche amico mi invita in pizzerie chiedo di scegliere una pizzeria dove facciano anche ristorante, almeno una cacio e pepe o una carbonara le rimedio, anche se non sono mai dei capolavori, ma almeno non impreco contro il pizzaiolo per l’intera serata 🙂

La pizzeria “Magnifica” si proponeva con un concetto nuovo: una pizza ne romana ne napoletana, ma unica nel suo genere.

Ero troppo curioso e per nulla al mondo mi sarei perso questa serata.

La pizzeria “Magnifica” si trova in zona Balduina, un pò complicato parcheggiare in strada ma proprio accanto alla pizzeria c’è un garage aperto fino all’una di notte, che è molto comodo.

L’ambiente è semplice ed elegante, bello luminoso, con forno a legna e banco pizzeria a vista con 60 coperti.

Per fortuna qui dentro anche a locale pieno si può parlare con i tuoi commensali senza dover urlare e il brusio di sottofondo non disturba.

Prima cosa che ho fatto è stata una chiacchierata con i pizzaioli per capire ingredienti e tecniche usate: impasto fatto con farine Molino Iaquone, 70% di farina 00 e 30% di farina integrale, 48 ore di maturazione totali con le prime 24 in massa, poi staglio e altre 24 ore sempre in cella. La stesura viene fatta fortunatamente a mano e con l’uso di semola per lo spolvero. Ottima tecnica e ottime farine, quindi le cose promettevano molto bene.

Abbiamo subito iniziato con i fritti. Zucchine e melanzane pastellate, baccalà in pastella accompagnato da una marmellata di cipolle e tre tipi di suplli: classico, con fegatini, e al contrario ossia con la parte esterna di mozzarella.
La frittura era perfetta, per niente unta, leggera e croccante. Il baccalà aveva un sapore comunque delicato e si sposava perfettamente con la marmellata di cipolle.

Poi è arrivato il momento tanto atteso, le pizze.

La prima ad arrivare è stata la meravigliosa pizza con fichi settembini, culatello di parma e menta.

Da buon maniaco degli impasti la prima cosa che ho fatto è stata spostare tutti gli ingredienti ed assaggiare solo l’impasto, rimanendo piacevolmente colpito: sapore ottimo, ne anonimo come quando si usano farine scadenti, ne troppo “panoso” come quando si usa troppa integrale. La pizza è sottile ma non eccessivamente, al punto da rimanere comunque molto morbida. Il cornicione è da tipica pizza romana ma la parte interna è invece più da napoletana, anche se ben diversa. Sotto i denti la pasta si presenta morbida e davvero scioglievole, indice di ottima maturazione e cottura. Quindi sull’impasto nulla da dire ma solo complimenti.

(foto di Lorenzo Sandano)

Purtroppo in questo caso l’unica cosa non piacermi eccessivamente è stata la farcitura. Capiamoci, non era per niente male, ma sono stato sfortunato perchè sulla fetta che ho mangiato sarà finita un pò di menta in più che ha fatto completamente sparire il sapore del culatello, è stato quindi solo un caso perchè gli altri commensali non hanno avertito il problema.

Si è passati quindi alla seconda pizza, la TOMMASINO, in assoluto la mia preferita fra tutte: base con pomodoro san marzano DOP, pomodorini semi-dry De Carlo, mozzarella di bufala sfilacciata a mano ed emulsione al basilico. Tutti gli ingredienti vengono aggiunti a freddo e devo dire che è stata una delle pizze più gustose che ho mangiato negli ultimi anni, un perfetto abbinamento di sapori in particolar modo i pomodorini semi-dry pieni di aglio e aromi rendevano il tutto davvero profumato e infatti a tavola non ci siamo fatti mancare il bis.

E’ arrivata poi la pizza PUGLIESE: Burrata di Andria, pomodorini semi-dry di De Carlo e olive taggiasche. Che dire, meravigliosa.. anzi.. magnifica. La scioglievolezza della burrata abbracciava le note di aglio dei pomodorini semidry che venivano poi chiuse dal sapore dell’oliva taggiasca. Davvero ottima!

Per finire con le pizze la sorpresa dello chef: la pizza CARBONARA: uova biologiche Azienda Agricola San Bartolomeo, guanciale amatriciano DOP, pepe nero di Sichuan, pecorino romano DOP. Un sapore molto delicato, con il sentore dell’uovo cotto percepibile in sottofondo e che non sovrastava come “frittata” gli altri ingredienti, la sapidità del pecorino e il profumo intenso del guanciale che in questo caso viene prima cotto a parte per perdere i grassi e rianere croccante e poi aggiunto alla pizza.

E per terminare i dolci… siccome non riuscivamo a decidere quali prendere li abbiamo presi tutti e divisi: mousse alla nocciola, mousse ai lamponi, mousse al cioccolando fondente 70%, profiteroles,  crumble con cioccolato bianco e fragole.

Il tutto accompagnato da una ottima selezione di birre artigianali
Insomma, una gran bella serata in una gran bella pizzeria.

Inoltre guardando i menù ho potuto notare che i prezzi delle pizze non sono per nulla eccessivi considerando gli ingredienti di altissma qualità, ad esempio la Tommasino costa soli 11€. Spesso a pochissimi euro in meno accettiamo di mangiare pizze di cartone condite con pomodori cinesi. Io personalmente preferisco mangiare una pizza in meno al mese ma di alta qualità, non so voi.
Il menu ovviamente comprende tantissimi altre pizze, tutte gourmet, con ingredienti freschi e di qualità altissima.

Fino ad oggi avevo solo due indirizzi per la pizza a Roma: Pizzarium per la teglia e Sforno per la tonda “simil-napoletana.

Oggi ho aggiunto un nuovo indirizzo per una pizza unica nel suo genere, un punto di incontro tra roma e napoli, un posto dove si è sicuri di poter mangiare una pizza di qualità, ed è la Pizzeria Magnifica.

La Pizzeria Magnifica si trova in via Ugo de Carolis 72/D ed è aperta tutti i giorni dalle 19 alle 23. Telefono 06/35452285 
Potete anche raggiungerli su Facebook e Twitter

Inoltre durante la serata sono passati anche il grande Arcangelo Dandini e il simpaticissimo Pasquale Torrente che, insieme ad altri grandi chef come Marco Bottega, Antonello Migliore, Andrea Dolciotti, Stefano Preli e Paolo Trippini, proporranno presto le loro “pizze d’autore” nel menu della Pizzeria Magnifica

Vi consiglio quindi vivamente di fargli una visita al più presto, perchè sono sicuro che in breve tempo avranno la fila fuori dalla porta. Quando c’è la qualità si vede, ma sopratutto si sente.

Per ultimo voglio ringraziare Food Confidential  per la piacevolissima serata e per avermi fatto scoprire questa “magnifica” pizzeria!

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  • Da buona napoletana che vive a Roma andrò sicuramente ad assaporare questa pizza che già dalle foto sempbra ottima!
    Grazie Raf per la recensione
    Enrica

    • Prova prova, mi farai sapere! 🙂

    • Anonymous

      Da napoletana verace di Napoli centro non direi proprio che sia una pizza napoletana se si vuole mangiare la vera pizza solo a Napoli devi andare poi il resto è solo imitazione.

  • Anonymous

    E bravo Raf 🙂

    Ranox

  • Ely

    Ho sognato leggendoti.. mamma mia, quella pizza Tommasino me la sognerò stanotte!! Uno splendore, veramente eccezionale, Raffo! Grazie di questa super recensione, se mai capiterò di lì.. questa pizzeria non me la perdo (per i dolci anche!) 🙂 State benissimo nell’ultima foto 😀 Un bacione di cuore!

  • davide

    Non sono eccessivi 11 euro per una pizza?

    • Visti così ti potrei dire si. Però considerando che a roma, in periferia, una pizza con la consistenza del cartone bagnato condita con pomodoro di sconosciuta provenienza (probabilmente cina) e “formaggio filante” di quello che si compra in bustoni da 10kg costa 5-7€ mentre su questa usano solo ingredienti italiani, DOP o IGP, possibilmente di stagione e freschi, direi assolutamente di no.

      I prezzi non vanno mai visti in assoluto, ma paragonati al mercato della zona paragonando anche la qualità degli ingredienti. Come scritto io preferisco mangiare una pizza in meno al mese pagandola di più ma avendo un prodotto di qualità, piuttosto che mangiare roba strana tutte le settimane.

      Poi, è questione di gusti.. non è che ci devi andare a mangiare la pizza tutti i giorni 🙂

  • Andrei solo per conoscere Pasquale!!!! Troppo simpatico :)))))))))))) Il Principe del Cuoppo di Cetara 😀

  • Bellissimo post Raffaele,
    abbiamo pensato la stessa cosa della Tommasino insomma.
    Un caro saluto e a prestissimo allora!

  • quindi tu non hai mangiato quella con zucca provola e amaretti? noi abbiamo aggiunto il peperoncino ed era il tocco finale perfetto!!

    Condivido tutto quello che hai scritto e come indirii romani aggiungo a Sforno anche Tonda (stessi proprietari) e Gatta Mangiona.

  • davide

    Sono d’accordo con te quando dici che capita di mangiare pizze con la consistenza del cartone bagnato pagandole anche 5-7 euro, è capitato anche a me, ma ti assicuro che conosco diversi posticini dove sempre per 5-7 euro fanno pizze favolose, con una grandissima attenzione alle varie fasi dell’impasto, alla lievitazione e agli ingredienti. Produrre una pizza, anche di qualità come quella descritta, non costa molto. La differenza tra 7 e 11 euro può sembrare poco (in fondo sono solo 4 euro…) ma in realtà la differenza è tantissima, siamo sull’ordine del 60% in più. Per questo diffido sempre di chi una pizza la fa pagare troppo. Ma sono scelte anche queste.

    • Ciao Davide, guarda bisogna sapere anche dove (città) e come è condita la pizza. Una margherita costa sicuramente meno di una tommasino, visto che ci sono sopra circa mezzo barattolino di pomodorini semidry comprati da me oggi alla “modica” cifra di 7€. Quindi solo di pomodorini su quella pizza ci sono 3€ abbondanti, aggiungici la mozzarella di bufala, le farine, il lavoro, il servizio e non dimenticare il costo di affitti / mutui differenti tra roma o napoli.. Il costo non è mai un valore assoluto, va rapportato. Una mozzarella di bufala a napoli costa meno che a roma, perchè non deve viaggiare. Esattamente come un pomodoro san marzano. E questo SUPPONENDO che la qualità della pizza sia la stessa, ma spesso non lo è.